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Diplomacy – Il gioco che distrugge amicizie dal 1959

Un gioco da tavolo in cui per vincere devi allearti con altri giocatori, ma essere pronto a tradirli alla prima occasione utile, prima che lo facciano loro.

Esistono giochi da tavolo che, col passare degli anni, riescono ad attrarre un pubblico sempre nuovo ed a preservare una nicchia di fans affezionati che diffondono il verbo. Monopoli e Risiko possono essere inseriti in questo elenco, ma oggi parleremo di una pietra miliare dei giochi di strategia: Diplomacy.
Nato negli anni ’50 ha conservato intatta la propria struttura, ben diversa dal suo lontano cugino Risiko, costituita da tre fattori:
a) assenza di dadi / carte imprevisto, etc
b) forte componente di relazione tra i giocatori (nodo essenziale del gioco)
c) risoluzione simultanea degli spostamenti delle truppe

Ambientazione di Diplomacy

Scendiamo nel dettaglio. Diplomacy è ambientato nell’Europa di inizio ‘900, agli albori della Prima Guerra Mondiale. Le sette nazioni rappresentate sulla plancia saranno assegnate ciascuna a un giocatore. Queste sono Inghilterra, Francia, Germania, Impero Austro Ungarico, Russia, Impero Ottomano e Italia. Ogni nazione avrà dei territori dividi in regioni, ciascuna indicata con un nome e una sigla. Alcune di queste regioni, contrassegnate diversamente sulla plancia, sono i cosiddetti “Centri Produttivi”, di cui spiegherò l’importanza tra poco. Le armate presenti nel gioco sono di due tipi: flotte oppure truppe di terra, ed hanno uguale forza. L’ovvia differenza è che le flotte possono occupare le regioni marine e costiere ma non quelle dell’entroterra.

Turni di gioco

La partita è suddivisa in turni, dalla durata fissa e decisa precedentemente dai giocatori, di solito 10 o 15 minuti. Durante ciascun turno i giocatori parlano tra loro, stringono alleanze, pianificano strategie… e si accordano con i nemici per rompere le alleanze strette precedentemente. Entro il termine del turno i giocatori scrivono su un foglio gli ordini per le proprie armate, seguendo un sistema di codifica spiegato nel regolamento. Al termine del turno vengono rivelati gli ordini di tutti i giocatori, spostate le armate e risolti i conflitti per il dominio delle regioni contese. Da notare che sulla plancia c’è un numero limitato di truppe, una per ogni Centro Produttivo occupato da ciascuna nazione. La partita inizia quindi con 3 truppe a testa, tranne per la Russia che ne controlla quattro. Ogni due turni viene ricalcolato il numero di truppe di ciascun giocatore in base a quanti Centri sono sotto il controllo del proprio Stato. La presenza a inizio partita di alcuni Centri non occupati porta nei primi due turni ad una corsa verso questi territori, trasformandoli da subito in oggetto di spartizioni e accordi tra i giocatori. Da notare che quando un giocatore non controlla più Centri Produttivi deve rimuovere tutte le proprie truppe dalla plancia ed è di conseguenza eliminato.
Diplomacy gioco da tavolo

Strategia in Diplomacy

Tutto è basato su una regola fondamentale: in ogni regione può essere presente soltanto una truppa. A cascata si sviluppano tutte le meccaniche del gioco.
Se una truppa prova a muoversi in solitaria verso una regione già occupata “rimbalza” indietro. Per conquistare una regione si può usare un ordine particolare detto Supporto, dove una o più truppe aiutano la truppa attaccante. Si crea cosi superiorità numerica e quindi la conquista dell’area. Le truppe di supporto non devono essere necessariamente dello stesso giocatore che attacca, questo sottolinea l’importanza delle alleanze con gli altri giocatori. Il supporto può essere inoltre fatto per difendere una regione, in modo da evitare che gli avversari la conquistino
Un secondo tipo di ordine è il Convoglio, grazie al quale può essere utilizzata una flotta in mare per trasportare una truppa di terra attraverso una regione marina. Anche in questo caso, la flotta e la truppa non devono essere necessariamente dello stesso giocatore.

Conclusione

Questo gioco è lungo, occuperà un intero pomeriggio. Tendenzialmente è per sette giocatori. Escludendo alcuni Stati è possibile giocare in sei o in cinque, scelta comunque sconsigliata. Consigliato per persone non permalose o rancorose: quando da un turno all’altro i tuoi alleati si rivoltano contro di te dimezzando il tuo impero costruito con difficoltà nelle ultime tre ore è importante non cercare di picchiarli con le sedie. La forte componente di interazione rende necessario essere pronti a lunghe chiacchierate con gli altri giocatori, ed anche se sono i tuoi più cari amici bisogna partire dal presupposto che prima o poi qualcuno tradirà qualcun altro.
Oltre al boardgame esistono molte versioni online, su piattaforme free, oltre che regolamenti per giocarlo via mail.
Ultima nota di colore: pare che l’ex Segretario di Stato Henry Kissinger in un’intervista abbia dichiarato che Diplomacy fosse il suo gioco preferito.

Alessio Riccardi

Amante di giochi da tavolo, giocatore di Magic della prima ora, divoratore compulsivo di mostre. Se c'è un gioco da tavolo nelle sue vicinanze, probabilmente vi inviterà a fare una partita insieme!

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