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Max Winson, la tirannia dello scambio

Nei più diversi ambiti della nostra vita proviamo sempre a dare il meglio di noi stessi per ottenere gli obbiettivi che ci si è preposti. Si compiono errori, si cresce, ma difficilmente si riesce ad essere perfetti ed impeccabili in ogni aspetto, tanto meno quando si parla di attività sportive. 
Imprevisti, preparazione atletica o condizione psicologa sono alcune delle insidie che hanno minato l'ascesa di moltissimi campioni, tutti tranne uno, Max Winson, un giocatore in grado di indirizzare le sorti della moderna società.
Scritto e disegnato da Jérémie Moreau, astro nascente del fumetto francese, Max Winson è la semplice storia del miglior giocatore di tennis mai esistito. 
Imbattuto in ogni match disputato, a poco più di vent'anni Max è saldamente al comando della classifica mondiale senza che alcuno sfidante possa metter fine al suo tirannico regno sportivo.
Nel privato scopriremo il vero Max, un ragazzo come se ne possono trovare in ogni angolo del mondo, al quale non è stato però mai concesso di sbagliare. 
Cresciuto ed allenato da un padre dispotico e ossessionato esclusivamente dalla perfezione, al nostro protagonista non è permessa  alcuna distrazione: ogni errore comporta una ripetizione, ogni imperfezione un nuovo e più severo allenamento. Istruito fin dalla nascita a distruggere i propri avversari, Max non ha mai conosciuto il piacere del divertimento di giocare con un'altra persona. Sarà questa una delle tematiche principali del racconto, la visione del tennis e più in generale dello sport, come uno scambio intrapreso dai i partecipanti al match, una conversazione fra pari. 
In Francia il racconto è stato pubblicato in due volumi distinti nei quali è intuibile, fin dai titoli la differente relazione fra Max ed il tennis: nel primo tomo, intitolato La Tirannia, vedremo Max rappresentato come un gigante del campo da gioco, inarrivabile per ogni avversario e annoiato da ogni tentativo di scalfirlo. 
Il termine del primo arco narrativo porterà a Lo Scambio in cui Max riuscirà ad aprirsi al mondo esterno e a capire la vera essenza del gioco, intenso come condivisione di idee ed esperienze e non solamente come una perenne sfida contro se stessi e gli altri. 
Lo scambio di colpi durante una partita si trasforma in una conversazione da coltivare, un dialogo che unisce i giocatori facendoli esprimere al meglio delle loro possibilità. 
Il tennis viene rappresentato come un'arte, l'arte dello scambio.    
Jérémie Moreau in patria è considerato un'enfant prodige del fumetto, vincitore di diversi riconoscimenti grazie a La Scimmia di Hartlepool, storia che in Italia gli è valsa il Premio Speciale della Giuria ai Gran Guinigi 2015.
Con Max Winson si dimostra autore completo, occupandosi sia dei testi che dei disegni, e saranno proprio questi uno fra gli elementi più curiosi dell'opera: chi avrà già letto il racconto si sarà accorto dell'abbandono del colore, tratto tipico del fumetto franco-belga, a favore dell'uso esclusivo di bianco e nero, avvicinando la propria opera al genere del manga sportivo. 
Questa scelta da la possibilità all'autore di rendere molto più dinamica l'azione, senza nulla togliere al dettaglio e al fascino di paesaggi e sfondi. Sebbene lo stile di disegno sia dolce e a tratti semplice, è grazie al continuo cambio di registro grafico che Moreau riesce a infondere phatos ed energia nelle proprie vignette le quali, coadiuvate da una costruzione della tavola snella e funzionale alla trama, trattengono il lettore incollato al volume. 
Ci sono molte emozioni e pensieri che vi invaderanno la testa mentre leggerete Max Winson, ma essendo ognuno di noi diverso, vi possiamo dire l'unica cosa che non proverete durante questa lettura: noia. 
Una storia rapida ed intensa al pari delle migliori partite di tennis mai giocate.

Mattia De Poi

Anche conosciuto come Il Nini, Mattia è il lato gioioso di Orgoglio Nerd. Biondo e curioso, è appassionato di ogni genere fumettistico, Gunpla e avventure. Portatelo in viaggio, all'organizzazione ci penserà lui.

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