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La Belgica: storia di mare e di terra | Recensione

Con il secondo volume si conclude la storia di Toni Bruno per BAO Publishing, scopriamola meglio

È disponibile da pochi giorni La melodia dei ghiacci, secondo e ultimo volume de La Belgica. Un’opera in due parti, realizzata da Toni Bruno e pubblicata da BAO Publishing, che racconta la storia di una spedizione incredibile, ma che al contempo è molto di più. Perché il suo autore prende il largo e si avvia nell’esplorazione, quasi come la nave che da il titolo al tutto, rappresentando due parti differenti dell’animo umano. Aspetti diversi, ma che sono più simili di quanto possa sembrare.

La storia de La Belgica parte da lontano

Come ci hanno raccontato Caterina Marietti, editrice e fondatrice di BAO Publishing, e Toni Bruno stesso, lo sviluppo de La Belgica è stato complesso. I piani iniziali vedevano l’opera come un unico volume, scelto per far parte dei titoli per il decennale della casa editrice. Tuttavia piano piano quel progetto ha iniziato a diventare sempre più ampio per Bruno. I suoi viaggi alla scoperta di quel mondo lo hanno portato a voler allargare sempre di più gli spazi della narrazione.

Tutto era partito da un aneddoto su un marinaio che, nel lungo anno in cui la Belgica è rimasta bloccata tra i ghiacci antartici, si è lasciato andare allo sconforto e ha pensato di tornare a casa a piedi. Una figura quasi leggendaria, di cui non si trovava traccia nelle fonti, come i diari degli ufficiali a bordo. Un uomo “forse mai nato“, che però ha affascinato Bruno, spingendolo a creare la sua storia.

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E così ha origine Jean Jansen, un ragazzo che si trova travolto dagli eventi e prende il largo, imbarcandosi in un’avventura che entrerà nella storia. A macchia d’olio intorno a lui emergono nuove figure, tra i tanti abitanti di Ostenda da cui la nave è partita. Fra questi spicca Claire, l’amata, che a lungo attende notizie del giovane da quando, quella notte, sparisce per una serie di coincidenze incredibili.

Ed è attraverso i loro occhi che seguiamo questa vicenda eccezionale. Un’avventura che mostra le mille evoluzioni dei comportamenti umani in situazioni estreme, che ha tanto segnato la storia dell’esplorazione del nostro pianeta. È affascinante vederla raccontare da Bruno, accompagnata da un tratto eccezionale, che sa rendere alla perfezione il dinamismo delle scene più concitate, ma anche restituire alla perfezione l’ineluttabile inerzia dell’Antartide.

Due Odissee uguali e parallele

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È difficile pensare a un racconto di un lungo viaggio marittimo che separa due amati senza ricollegarlo a una delle storie più importanti per la nostra tradizione culturale, ovvero l’Odissea. Dopotutto anche il sottotitolo del primo volume de La Belgica “Il canto delle sirene” suggerisce questo richiamo. Tuttavia, il lavoro che Bruno fa sui ‘suoi Ulisse e Penelope’ è molto articolato e va oltre questo semplice paragone.

Innanzitutto perché Jean e Claire sono entrambi protagonisti di questa storia. Se il primo volume poteva dare un’impressione di maggiore centralità per il marinaio, il secondo riafferma definitivamente la rilevanza della cameriera, che lotta apertamente per il proprio ruolo nella società, unendosi alle battaglie femministe dell’epoca. Proprio il fatto che i due siano sullo stesso piano crea la più forte differenza con i personaggi del mito. Nonché uno degli aspetti più affascinanti de La Belgica.

Le storie di Claire e Jean infatti procedono in parallelo senza mai davvero influenzarsi, ma restando sempre connesse da un sottile filo invisibile, specchiandosi l’una nell’altra. Chi è davvero il viaggiatore? Jean, che si trova catapultato a bordo di una nuova vita, o Claire, che parte per un nuovo mondo senza una nave? Chi è che simboleggia l’attesa? La donna, rimasta a lungo a Ostenda, o l’uomo, rimasto a lungo bloccato tra i ghiacci?

E ancora, si potrebbe andare avanti per molto. Ci sono innumerevoli aspetti (l’autodeterminazione, il coraggio, il rapporto con le autorità…) in cui le due storie che guidano La Belgica, sono una il riflesso dell’altra, vicine e differenti. Una matassa che è appassionante dipanare, ma che riesce a colpire nel segno anche senza necessità di operazioni di decostruzione. Perché in fondo, a prescindere da chi sia Ulisse e chi Penelope, la storia di questi due volumi tocca le corde di tutti.

La Belgica, un destino tra i ghiacci

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La Belgica è quindi una storia di mare e di terra, di due mondi differenti che sono il luogo di altrettante esplorazioni, tanto diverse nella forma quanto simili nello spirito. E allora forse non è un caso che un punto fermo della narrazione sia nei ghiacci. Un luogo che è una sintesi di entrambi gli elementi, mai davvero terra e mai davvero mare. Un simbolo di questo continuo sfiorarsi tra le storie di Claire e di Jean, che lasceranno a lungo un segno nel cuore dei lettori.

Entrambi i volumi de La Belgica di Toni Bruno sono pubblicati in Italia da BAO Publishing.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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