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Klaus: il Babbo Natale di Grant Morrison

Parliamo di un uomo, un grosso uomo panciuto e barbuto che tutti, tutti quanti conosciamo. No, non ci stiamo riferendo a George R. R. Martin – lasciamolo a far finta di scrivere, lui -, ma di Babbo Natale.
“Ma che avete, voi di Orgoglio Nerd? Babbo Natale? È Luglio, ci sono quaranta gradi all'ombra e voi venite a parlarci di Babbo Natale?”.
Beh… sì. Ma aspettate, lasciateci spiegare. Non siamo ammattiti. La questione è che il buon Grant Morrison, personaggino conosciuto per aver lavorato, tra gli altri, sia con la DC che con la Marvel Comics, ha annunciato da poco la prossima pubblicazione della sua ultima fatica.
Che tratterà di Babbo Natale, appunto.

Se conoscete i lavori di Morrison potete ben immaginare la veste in cui ci mostrerà il simpatico e solitamente bonario omone in rosso. Se non li conoscete, siamo qui per questo. The Invisibles, Arkham Asylum… vi dicono niente?
Il fumetto, pubblicato da BOOM! Studios, si intitolerà Klaus, e racconterà – a detta dell'autore – quelle che sono le vere origini di Babbo Natale. Un Babbo Natale tutt'altro che pacioso o intento a bere latte e biscotti lasciati come dono dai bambini. Al posto del pancione, una muscolatura da sollevatore di pesi, un omone a metà tra Thor e Conan il Barbaro, che ha preso vita dalla matita del disegnatore Dan Mora.

Nel corso di un'intervista con i colleghi di CBR News, Morrison ha a lungo parlato della genesi e di alcuni dettagli riguardanti la serie – che uscirà probabilmente per novembre 2015.
“Esiste un personaggio conosciuto da tutti? Amato dai bambini?” si è domandato l'autore.
“Perché s'è parlato delle origini di tutti gli eroi… tranne che di Babbo Natale? Eppure è il supereroe per antonomasia”. Così, è nato il progetto.
“I supereroi sono conosciuti da tutti, ma in realtà nessuno li conosce davvero. Le origini, quelle vere, sono spesso evanescenti, ognuno ha la propria versione. Funziona così. Io posso creare il mio Batman, il mio Superman, il mio Doctor Who. Faccio come Frank Miller e il suo Batman: Year One. Solo che invece di Batman uso Santa Claus”.

Effettivamente Babbo Natale non è un personaggio a tutto tondo: si tratta di un personaggio da cartolina. Ha una lista dei bambini buoni, una lista dei bambini cattivi, porta regali su una slitta trainata dalle renne e… basta. Lo vediamo sui bigliettini di auguri, lo conosciamo tutti fin dalla più tenera infanzia ma di fatto non sappiamo niente di lui, e considerando la sua popolarità la cosa è paradossale. Proprio per questo, può effettivamente essere fonte di una vera e propria fucina di idee da utilizzare.
“E inoltre, cosa diavolo fa durante gli altri 364 giorni dell'anno?”, ha continuato Morrison.“Dove va? Dovrà pur vivere delle altre avventure”.
Il personaggio è frutto di ricerche accurate, sia sulle leggende stesse riguardanti Santa Claus prese dal folklore popolare, sia sulla mitologia norrena, da cui l'autore ammette di aver attinto a piene mani. “Il risultato sarà un individuo un po' Batman, un po' Superman, all'interno di una storia sulla linea di V per Vendetta… è una delle mie tematiche preferite: qualcuno che combatte contro le ingiustizie, contro un'autorità oppressiva”.
Infine l'autore, interrogato sulla lunghezza dell'opera, si è dichiarato fiducioso: inizialmente pensa ad una serializzazione da sei uscite, ma “le idee sono potenzialmente infinite. Se dovesse andar bene, penso sarà una serie che mi prenderà molto, molto tempo”.

L'idea, parliamoci chiaramente, può sembrare sciocca, una tamarrata fine a sé stessa. Ma se ben realizzata potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa.
Conoscendo Morrison, e conoscendo i suoi lavori, noi ci riserviamo di pensare positivo. Voi che ne dite?

Nota: le citazioni dell'autore sono tratte dall'intervista realizzata da CBR.

Francesca Menta

Nella vita legge fumetti, guarda cartoni e fa altre cose noiose e banali che non vale la pena menzionare. Allenatrice di Pokémon dal 1999. A quanto pare adesso recensisce anche videogiochi, coronando il sogno di una vita: poter gridare con fare oltraggiato "Lo sto facendo per LAVORO" ogni qualvolta viene trovata di fronte ad una console.

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