Letteratura e fumetti

Justice League: storia di un gruppo super-emulato

Perché la Justice League è il super-gruppo a cui sono riconducibili più derivati? Parliamone

Se vi chiedessimo di citare un qualsiasi gruppo di supereroi ne avreste da a centinaia da menzionare. Se vi chiedessimo invece di parlare del gruppo di supereroi più famoso oggigiorno a mani basse direste Avengers (soprattutto dopo l’exploit del MCU), nonostante le quattro ore di ‘vendetta’ perpetrate da Zack Snyder. Infine se vi chiedessimo di citare il gruppo di supereroi più emulato e scopiazzato in questo caso la questione passa ancora di più da soggettiva a oggettiva. Non si può che ammettere che la risposta alla domanda sia proprio la Justice League, con buona pace di Whedon. The Boys, Invincible, The Pro, Darkwing Duck, il Laboratorio di Dexter, perfino Spongebob: diverse derivazioni del super-gruppo DC sono apparse dappertutto, emulandone o storpiandone il significato originario. Ma la domanda è perché?

La Justice League: le origini

Il super-gruppo nasce nel 1960, durante la Silver Age dei fumetti, come rivisitazione della Justice Society of America, ad opera di Gardner Fox. La composizione iniziale vede Superman (Clark Kent), Batman (Bruce Wayne), Wonder Woman (Diana Prince), Flash (Barry Allen), Lanterna Verde (Hal Jordan), Aquaman (Arthur Curry) e Martian Manhunter (J’onn J’onzz) come fondatori. Dopo il rilancio editoriale The New 52, Cyborg sostituisce Martian Manhunter come uno dei sette, ma poco cambia. Lo scopo rimase lo stesso: difendere il pianeta da minacce, presenti e future, che non sarebbero stati in grado di sconfiggere individualmente. Più o meno la motivazione di ogni super-gruppo. Allora ritorna la domanda: perché sono i più emulati?

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Prima teoria: l’età

La Justice League è nata nel 1960 sulle pagine dei fumetti, mentre per esempio i Vendicatori soltanto tre anni più tardi. Sessantuno anni contro cinquantotto non sono mica bazzecole, la pensione è più vicina, qualcuno ci arriverà prima. Nonostante ciò entrambi non sono da considerarsi i più vecchi. Il primato infatti va a la Justice Society of America, sempre proprietà DC Comics, nata nel 1940, in piena Seconda Guerra Mondiale. La squadra era inizialmente sulla cresta dell’onda, ma nel dopoguerra la popolarità generale dei fumetti dei supereroi diminuì e anche le avventure della JSA cessarono. Dalle loro ceneri nascerà però la Justice League, rimpastando qualche membro e miscelandola con nuovi. La JSA fu quindi una sorta di progenitore per il team più celebre degli eroi DC Comics.

Seconda teoria: la santa trinità

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Homelander, Queen Maeve e Black Noir, la versione di The Boys dei membri più iconici della Justice League

Un altro fattore da considerare è la popolarità dei tre elementi di punta, poiché se è vero che una squadra vale quanto il suo elemento più debole è anche vero il contrario. Il petto luminoso di Superman, le spalle larghe di Wonder Woman e la presenza mefistofelica di Batman hanno staccato più prevendite che le storie in sé (non sempre). Prendendo in esame le infinite classifiche sui supereroi, accreditate o meno, il fatto di ritrovare questi tre in ogni top ten è un sintomo unificatore della qualità dei personaggi. A mani basse possiamo ammettere che sono e saranno sempre il traino della Justice League, coraggiosi e risoluti.

Terza teoria: eterogeneità del gruppo

Ultimo, ma non ultimo: la differenziazione tra i vari membri del gruppo, ognuno con una propria peculiarità, ognuno con il proprio campo di competenza. Oggi sembra scontato (e forse lo era anche ieri) creare un gruppo che inglobasse più ‘professionalità’ possibili, eppure con la Justice Society of America non aveva funzionato. Molti sono nati, morti e risorti mischiando le carte e togliendo i jolly dal mazzo, ma allora, in conclusione, perché quando il pensiero va ad una formazione viene in mente proprio la Justice League?

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La Justice League: una commistione di teorie

La risposta non è univoca, come spesso succede con le domande che hanno un prospetto soggettivo, non si può mettere davvero un punto, si può solo tendere alla risposta più giusta, come con un limite. Perché porta bene i suoi anni, perché la sua trinità si è sempre distinta nella parte alta delle classifiche, perché la cura dei dettagli, delle storie singole dei personaggi, ha portato inevitabilmente alla cura del gruppo o perché è proprio il suo essere caratteristica come squadra che la fa brillare di più. È come qualsiasi film sportivo basato su una storia vera: c’è un po’ di verità e un po’ di romanzato, ecco la Justice League.

Sono i migliori in assoluto. Non perché sono i più potenti, non lo sono. Non tutti. E non solo perché sono stati i primi. Ma perché sono speciali. L’hanno dimostrato più e più volte. Hanno fatto scelte difficili, hanno dato l’esempio. Fanno ciò che è giusto, non ciò che è più facile. E arrivano sempre in cima”.

Mattia Russo

Laureato in Comunicazione, Marketing e Pubblicità per farla breve, e aspirante giornalista. Curioso per natura, dalla vena impicciona, tendo a leggere qualsiasi cosa, con un'inclinazione al fantasy. Non sono uno che ama i silenzi e parlo troppo. Pace.

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