Cinema e Serie TV

Invincible: diventare adulto e diventare supereroe | Recensione

Scopriamo insieme lo show basato sui fumetti di Kirkman, Ottley e Walker

Oggi debuttano su Amazon Prime Video i primi tre episodi di Invincibile, nuova serie animata della piattaforma che ci porta in un nuovo mondo di supereroi. A curarla è Robert Kirkman, autore insieme a Cory Walker e Ryan Ottley della serie a fumetti da cui è tratta. Abbiamo avuto la possibilità di vedere in anteprima gli episodi disponibili a partire da oggi e siamo pronti a raccontarveli (senza spoiler) nella nostra recensione di Invincible.

Di cosa parla la serie Amazon Invincible?

Al centro del nuovo show di Amazon Prime Video troviamo Mark Grayson. Apparentemente è uno studente come tanti, ma nasconde un segreto: suo padre è infatti Omni-Man, il più grande supereroe della Terra. Il giovane è quindi destinato a ereditare i poteri paterni e scendere in campo come lui in difesa del pianeta da ogni tipo di minaccia.

Le nuove abilità di Mark hanno richiesto più tempo del previsto per manifestarsi e quando finalmente compaiono all’improvviso il ragazzo si trova catapultato nella vita da supereroe. Il sogno del giovane sembra quindi essere finalmente diventato realtà, ma non tutto è così perfetto come si immaginava. Raccogliere l’eredità del padre richiederà impegno, allenamenti e soprattutto sacrifici. Mark dovrà imparare presto a bilanciare la sua nuova vita e scoprire i lati meno patinati del ruolo di un supereroe.

Le vicende di Invincible sono indubbiamente intriganti. Però, al di là della travolgente sequenza di apertura estremamente adrenalinica, non è uno show che ci catapulta immediatamente nella sua trama, ma si prende il proprio tempo per svilupparla. Questo permette alle vicende di svilupparsi con il giusto respiro, supportati anche da una durata degli episodi piuttosto estesa, quantomeno per una serie animata.

Lo stile grafico scelto, pur non colpendo particolarmente se paragonato ad altri esempi degli ultimi anni, funziona. La sensazione è quella di ritrovarsi immersi in uno dei più tradizionali cartoni animati di supereroi, di quelli da vedere sul divano con pane e marmellata, creando un contrasto perfetto con il tono dello show, spesso crudo e violento.

A completare il pacchetto c’è un team di doppiatori d’eccezione in lingua originale. Interpreti iconici o in ascesa come Steven Yeun, Sandra Oh, Gillian Jacobs, Zazie Beetz, Jason Mantzoukas e Mark Hamill (fra gli altri) danno un contributo importante, rendendo più completi i rispettivi personaggi. Su tutti spicca J.K. Simmons, che regala una splendida interpretazione con il suo Omni-Man.

Due temi ricorrenti negli ultimi tempi

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È affascinante notare come Invincible di Amazon Prime Video si innesti perfettamente nello zeitgeist. Sotto la trama principale infatti si sviluppano due temi che sono diventati particolarmente centrali nell’intrattenimento contemporaneo.

Da una parte infatti chiaramente ritorna anche in questa serie l’analisi del mito del supereroe. Complici i successi cinematografici, queste figure sono diventate centrali anche nel mainstream, uscendo dai gruppi di appassionati per raggiungere un pubblico ancora più ampio. Questo ha generato un interesse ancora maggiore per opere che ne decostruiscano la struttura, che analizzino questi racconti.

È facile, considerato che entrambe sono serie Amazon, vedere un parallelo tra Invincible e The Boys. Entrambi gli show ci raccontano il mondo dei supereroi nascosto dietro il velo di spettacolarità, con un tono crudo e violento. Non a caso, uno dei primi tentativi di adattare Invincible fu affidato proprio a Seth Rogen ed Evan Goldberg, gli stessi che poi si sono occupato della trasposizione di The Boys.

Da questo punto di vista la storia di Mark Grayson manca per ora della carica immediatamente virulenta di Patriota e compagni. Al di là di un livello di violenza particolarmente calcato, la spinta decostruttiva sembra ancora con il freno tirato. Ma come si diceva più sopra, questo show si sta evidentemente prendendo i propri tempi, puntando a sviluppare una storia senza bruciare le tappe.

Un padre, un figlio

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Dall’altra parte, Invincible si inserisce in un discorso complesso sulla figura paterna che così tante opere e serie TV sembrano essere interessate ad approfondire negli ultimi anni. La sopracitata The Boys lo ha reso un argomento di rilievo nella sua ultima stagione, ma questa analisi ritorna in tanti titoli differenti, da The Umbrella Academy a WandaVision (sebbene piuttosto contenuta qui) e oltre. Fra gli esempi più brillanti troviamo anche The Mandalorian, come abbiamo raccontato in un articolo proprio pochi giorni fa.

Anche nello show di Amazon quindi andiamo a scoprire la storia di un padre e un figlio, ovvero Invincible e Omni-Man. L’evoluzione del loro rapporto è accattivante, perché non è un aperto contrasto, ma non è neanche quello più classico e amorevole. Anche oltre le ovvie differenze tra un genitore tradizionale e un supereroe.

Invincible: la serie Amazon non sconvolge, ma convince

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Dopo questi tre episodi non ci sentiamo completamente catturati da questo show. Ci sono stati momenti emozionanti e sorprese di ogni tipo e la visione è stata assolutamente piacevole, questo non si può negare. Ciononostante, non si è generata quella spasmodica attesa per l’episodio successivo, quello stupore esplosivo che altri debutti recenti hanno causato.

Tuttavia, lo abbiamo detto: Invincible si prende il proprio tempo e quanto visto finora è ampiamente sufficiente per continuare a seguirlo anche nelle sue prossime evoluzioni. È evidente che si stia preparando per diventare qualcosa di molto più grande, che saprà conquistarsi moltissimi fan. Insomma, proprio come il suo protagonista Mark. Anzi, Invincible.

I primi tre episodi di Invincible sono disponibili a partire da oggi su Amazon Prime Video. Lo show proseguirà con un episodio a settimana fino al finale della prima stagione, fissato per il 30 aprile.

Invincible. Stagione 1 (Vol. 1)
  • Kirkman, Robert (Author)

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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