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Dixit: quando il testo diventa poesia!

Quando si parla di giochi da tavolo si suole fare riferimento ad alcuni parametri per la valutazione oggettiva di un gioco, come ad esempio la scalabilità, il bilanciamento, l'efficacia con cui è stata resa l'ambientazione et similia.
La prima particolarità di Dixit, gioco di carte ad opera di Jean Louis Roubira uscito nel 2008, è che questi parametri oggettivi non ci sono di alcun aiuto nella valutazione, e dopo una breve spiegazione del funzionamento del gioco capirete il perché.
I componenti di Dixit sono: la scatola segna-punti, sei conigli di colore diverso per portare il punteggio, trentasei segnalini di cartone anch'essi di sei colori diversi che riportano numeri dall'uno al sei e infine un mazzo composto da 84 carte.
Queste carte sono il fulcro del gioco: non contengono alcun testo ma raffigurano immagini fantasiose e surreali disegnate dall'abile mano di Marie Cardouat.
Il gioco è molto semplice: a turno, uno dei giocatori, il narratore, sceglierà una carta e formulerà una frase ispirata ad essa. Gli altri giocatori dovranno fornire al narratore una carta nascosta che ritengono possa avvicinarsi alla frase formulata. Il narratore mescolerà le carte e le girerà a faccia in su.
A questo punto ogni giocatore vota in segreto la carta che egli pensa sia del narratore e al termine della votazione il narratore e i giocatori che hanno individuato la carta esatta riceveranno tre punti vittoria.
Ma attenzione!, il narratore riceve punti solamente se alcuni dei giocatori indovineranno la sua carta: se tutti la indovinano o se nessuno la indovina, significa che il narratore avrà fatto rispettivamente una frase troppo semplice o troppo complessa, e non riceverà punti, al contrario di tutti gli altri giocatori che ne riceveranno due.
E' facile quindi capire che il motore del gioco è la fantasia. Il narratore deve sforzarsi di creare una frase efficace, non troppo complessa ma nemmeno troppo semplice, e i giocatori dovranno cercare di intuire in anticipo il senso della frase del narratore in modo da poter dare a quest'ultimo carte che possano fungere da distrattori.
Ricollegandoci con l'inizio dell'articolo, ecco a voi la ragione per cui Dixit non può essere valutato con i soliti parametri: nel gioco conta solo la fantasia dei giocatori, e più questa sarà sfruttata, più l'esperienza di gioco ne gioverà.
E' normale alle prime partite essere un po' scanzonati e fare frasi comiche ed ilari, tali da causare grasse risate per tutto il gruppo. Questo stile un po' 'gonzo' non guasta, ma non rappresenta appieno lo spirito di Dixit.
Questo gioco dà infatti il meglio di sé quando i giocatori s'impegnano a sfruttare al meglio la propria fantasia.
Possiamo azzardare e dire che una partita seria a Dixit ci fa conoscere in maniera più profonda le persone che sono sedute intorno al tavolo, perché il gioco mette in luce il modo di ragionare e la capacità di immedesimazione nella mente del narratore nel culmine del suo momento creativo.
A lungo andare le 84 carte non basteranno più e cominceremo a sentire la necessità di averne altre per aggiungere longevità al gioco. Di questo non bisogna preoccuparsi perché sono innumerevoli le espansioni uscite: Dixit 2, Dixit 3 e Dixit Odyssey, che oltre ad essere un'espansione è un vero e proprio set base alternativo con le regole per giocare fino a dodici persone.
E se dopo tutto questo non siete ancora soddisfatti, vi segnaliamo l'uscita di Dixit 4 a Lucca Comics & Games 2013.
Adesso tocca a voi provarlo e lasciarvi trasportare dalle ali della fantasia.

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