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Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti | Recensione

L’eccezionale Amy Adams è tornata nei panni della dolce Giselle in Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti, l’inaspettato (ma atteso) sequel di Come d’Incanto del 2007. Un sequel che riporta molti volti noti ed una storia originale e piacevole da guardare. Sarà riuscito a convincerci? Scopriamo insieme tutti i dettagli di Come per Disincanto con la nostra recensione.

La recensione di Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti

Come d’Incanto è una pellicola che abbiamo molto a cuore. Stravagante, originale e molto divertente, è riuscita ad unire i cliché più interessanti delle favole Disney offrendoci un prodotto unico nel suo genere. Nel primo capitolo vediamo la nostra amata Amy Adams nei panni della stravagante e ingenua principessa Giselle di Andalasia che, dopo essere stata catapultata nel mondo reale, per la precisione a New York, si innamora del suo principe azzurro: Robert, un semplice avvocato.

Adesso, in Come per Disincanto, sono passati ormai dieci anni dal loro iconico incontro tra le strade di New York e Giselle e Robert, insieme a Morgan e alla piccola Sophia, sono ormai diventati una vera famiglia. Per tentare di ritrovare un po’ di magia, ormai persa, decidono di trasferirsi nei sobborghi di Monroeville. Per Morgan, ora adolescente, è piuttosto difficile adeguarsi a questo cambiamento. Lo stesso però vale anche per Robert e per la nostra Giselle, che fatica a capire i comportamenti di Morgan, iniziando anche a sentire la mancanza di Andalasia.

La periferia ha una serie di regole completamente nuove e un’ape regina locale, Malvina Monroe, che fa sentire Giselle più fuori posto che mai. Inoltre, come se non bastasse, durante una spiacevole conversazione, Giselle si rende conto che Morgan ormai non è più la bambina fantasiosa che ha incontrato dieci anni prima; lei ormai non crede più nelle favole e ritiene che la sua matrigna stia diventando sempre più un peso per lei.

Frustrata quindi dal fatto che il suo “vissero per sempre felici e contenti” non sia stato così facile da trovare, si rivolge alla magia di Andalasia per chiedere aiuto, trasformando accidentalmente l’intera città in una favola reale e mettendo in pericolo la felicità futura della sua famiglia. Ora Giselle è impegnata in una corsa contro il tempo per annullare l’incantesimo e stabilire cosa significhi davvero “vissero felici e contenti” per lei e la sua famiglia. Dovrà infatti sbrigarsi perché in questa versione è lei la matrigna di turno, e sappiamo tutti come sono le matrigne, vero?

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Conosciamo un po’ tutti la maledizione dei sequel, specialmente quando vengono realizzati dopo così tanto tempo. Insomma, i tempi cambiano e spesso fare un sequel non è sempre una buona cosa.

Come per Disincanto è un buon sequel: è divertente, piacevole da guardare e abbiamo apprezzato moltissimo il fatto che Amy Adams non sia cambiata per niente. È rientrata divinamente nei panni di Giselle, rimanendo la dolce e ingenua principessa che abbiamo adorato e che inizia a cantare quando meno ce lo aspettiamo.

Anche Patrick Dempsey, nonostante siano passati più di dieci anni, mantiene ancora vivo il fascino di Robert, che questa volta sembra leggermente più tranquillo e meno stressato dalla vita. Morgan invece, questa volta interpretata da Gabriella Baldacchino, è cresciuta e sta attraversando il terribile periodo che ogni genitore teme: l’adolescenza.

Giselle però non è abituata a queste cose, non ha mai dovuto fare i conti con un’adolescente e siamo quasi certi che la sua adolescenza ad Andalasia sia stata molto diversa da quella di Morgan. Ecco quindi che troviamo il nucleo principale della pellicola: il rapporto madre-figlia, o matrigna-figlioccia, tra Giselle e Morgan.

La giovane Morgan sembra aver perso la magia che la caratterizzava nel primo capitolo; quel periodo in cui le si illuminavano gli occhi nel vedere Giselle la Principessa per la prima volta sembra ormai svanito. Questo però è normale, Morgan in fin dei conti sta solo crescendo, e sta attraversando un periodo molto complicato. Giselle invece è una principessa, nonostante tutto, e il ruolo della madre si sta dimostrando ancora più difficile di quanto potesse pensare. La vita, la realtà, si stanno dimostrando più complicate di quanto pensasse.

Vediamo una Giselle leggermente nostalgica, che sogna di portare la magia di Andalasia nel mondo reale. E ad un certo punto ci riesce anche, senza però pensare a fondo. Non temete però, le cose si risolveranno – più o meno.

La recensione di Come per Disincanto: personaggi messi da parte

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Abbiamo detto che Come per Disicanto è un buon sequel, questo perché è in grado di intrattenere lo spettatore e offre una storia piuttosto originale. Tuttavia ci sono alcuni problemi che non lo fanno brillare come il primo capitolo e che ci fanno pensare che forse potevamo farne a meno.

Il primo problema si nota sui personaggi. L’intera storia si costruisce principalmente sul rapporto tra Giselle e Morgan, e non tiene minimamente conto degli altri personaggi, che si ritrovano a fare delle misere comparse, spesso e volentieri. Edward e Nancy fanno delle brevi apparizioni mentre Robert viene quasi del tutto ignorato. Fatichiamo a ricordare le scene in cui l’attore è presente – tranne quella del drago, quella non si può dimenticare.

Il primo capitolo era decisamente molto più equilibrato e dinamico.

A conti fatti è sensato basare la pellicola sul rapporto tra Giselle e Morgan – e ve ne renderete conto nel corso della pellicola. Questo però non giustifica il mettere da parte alcuni personaggi principali, e i rapporti che hanno costruito nel primo capitolo. Ci è mancato vedere quell’aura di magia tra Robert e Giselle, quella scintilla che ce li ha fatti adorare fin dal primo momento di Come per Incanto.

Un altro aspetto che ci teniamo a sottolineare è il seguente. La storia è molto carina, piacevole da guardare e a tratti anche originale. Non ci saremmo mai aspettati di vedere Giselle in versione matrigna cattiva e questo ha anche messo in evidenza le abilità di Amy Adams. Tuttavia è come se mancasse qualcosa e visto il mondo in cui ci troviamo è quasi naturale affermare che manca la magia.

Il primo capitolo è stato pazzesco sotto certi aspetti, completamente inaspettato e divertente. Era anche pieno di passione e calore, magia e sogni; qui invece manca qualcosa. Il messaggio finale del film ci ha stretto il cuore e lo abbiamo apprezzato ma manca qualcosa, quel tassello che ci fa dire “wow”. Manca quel qualcosa di cui il primo film era pieno fino all’orlo.

Come per Disincanto non è un brutto sequel. Alla fine è riuscito ad intrattenerci, a farci divertire e sorridere – specialmente con il piccolo Pip. È un sequel piacevole da guardare e riteniamo che possa essere perfetto per una serata in famiglia. C’è però quel qualcosa che manca e che continua a tormentarci. Sarà la magia oppure la mancanza di alcuni personaggi? Forse, in realtà, è solo passato troppo tempo.

Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti è ora disponibile sulla piattaforma di Disney+.

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