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She-Hulk, l’incredibile finale della serie spiegato

She-Hulk 'spacca' in maniera diversa rispetto al cugino

Il finale di She-Hulk ha mostrato come Jennifer Walters sia al tempo stesso perfettamente parte del MCU e in qualche modo diversa: ecco spiegato come l’episodio 9 è stato “Incredibile” a modo suo. L’ultima puntata di She-Hulk: Attorney at Law (che noi abbiamo adorato) infatti promette di dividere i fan, per alcune scelte che nessun altro eroe Marvel potrebbe mai fare. Ma in pieno stile Marvel, ci ha portato alcune sorprese nel finale di puntata che fanno da teaser per il futuro.

SPOILER ALERT: Continuate a leggere solo dopo aver visto l’episodio 9 di She-Hulk: Attorney at Law

Il finale della prima stagione di She-Hulk spiegato

L’episodio finale della prima stagione di She-Hulk parte già con un riferimento davvero interessante alla serie di Hulk con Lou Ferrigno protagonista, facendo il classico “Previously on” in maniera diversa. Niente CGI ma trasformazione con trucco verde e muscoli che si gonfiano per Tatiana Maslany, con tanto di narratore vecchio stile (che poi Jen zittirà nel corso dell’episodio). Un remake inquadratura per inquadratura della sigla del vecchio show.

Già con questo primo indizio avremmo dovuto capire che la creatrice e autrice di questa puntata, Jessica Gao, aveva in mente qualcosa di diverso dal solito per il finale.

Da subito Jen sembra non voler seguire la classica storyline da supereroina. Quando Nikki la invita a cercare HulkKing e gli altri maschilisti dell’Intellighenzia, dice di voler seguire solo vie legali. E rompendo la quarta parete ci dice che il vero fulcro della storia è che, ora che ha un’inibitore e non può trasformarsi, non può più fare i conti con la sua doppia vita. Il suo arco nella stagione riguardava accettare di essere una supereroina oltre che un avvocato e lo scontro insieme a Daredevil di settimana scorsa aveva combinato entrambe le cose.

Ma il finale sembra sfuggirle di mano. Il viscido Todd si rivela essere HulkKing (l’avevamo chiamato!) e si inietta il siero del sangue di Jen per trasformarsi in un nuovo Hulk. Suo cugino Bruce arriva all’ultimo dallo spazio e inizia a prendere a pugni Abominio. Persino Titania arriva a crear zizzania. Per Jen è troppo: She-Hulk rompe la quarta parete e va a lamentarsi dal manager.

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Copyright: Marvel

In una mossa inaspettata, Jen rompe anche letteralmente la quarta parete del menu di Disney+ e salta in uno speciale sul making-of di una serie Marvel per poter entrare nel nostro mondo, quello degli spettatori e dei produttori Marvel.

Nei fumetti, She-Hulk fa questo genere di bravate da anni, come in Sensational She-Hulk #5 del 1989 quando per sfuggire a un villain strappa la pagina della pubblicità nel fumetto per fuggire in un’altra pagina.

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Copyright: Marvel

Prima ancora che ci pensasse Deadpool, She-Hulk ha rotto la quarta parete del mondo Marvel e quindi resta perfettamente nel personaggio quando va a lamentarsi del suo finale troppo generico con gli autori.

La Writer’s Room Marvel

Una volta arriva nei Marvel Studios, Jennifer marcia spedita nei veri Disney Studios a Burbank, in California, verso la Writer’s Room di She-Hulk per lamentarsi con gli autori. Fra cui c’è anche la stessa Jessica Gao.

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Gao è la seconda da sinistra (Copyright: Marvel)

Tuttavia, né lei né gli altri veri autori parlano: questo con ogni probabilità ha a che fare con le regole sindacali del cinema e TV negli Stati Uniti. Per esempio, le comparse possono solo fare rumori nella scena ma mai parlare. Con ogni probabilità, gli sceneggiatori iscritti alla Writer’s Guild non avrebbero potuto rispondere a She-Hulk per questioni contrattuali.

L’incontro con K.E.V.I.N.

Quando le dicono che i finali li decide K.E.V.I.N., Jennifer marcia nella vera sede dei Marvel Studios fino all’ufficio del grande capo. Non senza aver malmenato qualche dirigente e aver firmato un lunghissimo NDA, come tutti gli attori devono fare prima di entrare nel mondo Marvel. Ma finalmente conosce K.E.V.I.N.

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Copyright: Marvel

K.E.V.I.N. (acronimo di Knowledge Enhanced Visual Interconnectivity Nexus) è un robot che ricorda un mix fra HAL 9000 e il cattivo di WALL-E, ma è anche un chiaro riferimento a Kevin Feige, la vera mente dietro al MCU. In una recente intervista, Gao ha spiegato che il grande capo Marvel era d’accordo con tutto questo finale di stagione per She-Hulk. Tranne per una cosa: il finto cappellino del robot, un richiamo allo stile del Presidente di Marvel Studios.

Gao gli ha chiesto: “ti rappresentiamo come un cervello AI che controlla tutto il Marvel Cinematic Universe, ma la cosa che non riesci a superare è che mettiamo un cappellino in testa alla macchina”. Feige ha risposto: “.

She-Hulk, un finale come non ne abbiamo mai visto nel MCU (ma molto Marvel)

Dopo averle chiesto per cortesia di tornare in forma umana, perché la CGI costa, Kevin ascolta la sua arringa finale per cambiare il suo finale di stagione. Niente Todd che diventa Hulk, ma facciamolo arrestare. Hulk che torna dallo spazio lo “teniamo per il film. E non le dispiacerebbe rivedere Daredevil. Perché She-Hulk ‘spacca’ la quarta parete “e anche Matt Murdock“.

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Un finale diversissimo dal solito. Anche perché critica apertamente il fatto che altri finali Marvel sono spesso troppo simili fra loro. Persino quelli di serie molto originali come WandaVision.

Al tempo stesso però si dimostra incredibilmente appassionato al mondo Marvel e stupendamente Nerd. Nella stanza dei bottoni vediamo fumetti e scene dei film (nei titoli di coda K.E.V.I.N. legge il primo numero di Savage She-Hulk). E Jen arriva persino a chiedere degli X-Men facendo letteralmente l’occhiolino in telecamera.

Il finale ha voluto mettere in luce sia quello che Marvel fa bene che quello che invece non sempre riesce. Perché le critiche, quando vengono fatte con amore, sono più importante di mille complimenti. L’intera Fase 4 del MCU (che si chiuderà con Black Panther: Wakanda Forever) parla di “prese di coscienza”. Che sia Wanda con la realtà del lutto, il nuovo Captain America con il razzismo. Jen con il suo essere She-Hulk, e Marvel con sé stessa.

La sorpresa finale del finale di She-Hulk: chi è Skaar?

Sebbene She-Hulk non volesse vedere il cugino Bruce tornare per salvarla, lo scienziato supereroe passa comunque a salutarla nel finale. Durante il barbecue più imbarazzante della storia di Daredevil, Hulk torna da Sakaar con una sorpresa: suo figlio Skaar.

Già dalla prima puntata di She-Hulk abbiamo visto un’astronave, che ha poi portato Hulk nello spazio. Avevamo già ipotizzato che stesse andando su Sakaar, dove nei fumetti vive la saga Planet Hulk (che porta poi all’evento World War Hulk). Nel MCU tuttavia Hulk ci era stato per anni fino a quando non si scontrò nell’arena con Thor. In questo frangente, a quanto pare ha avuto un figlio. Che assumendo non sia stato spazzato dal Blip di Thanos, dovrebbe avere circa 10-12 anni.

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Nei fumetti, Hulk concepì il figlio con Caiera su Sakaar, ma la donna fu uccisa incinta facendo inferocire l’eroe, che tornò sulla Terra provocando World War Hulk. Ma Skaar nacque dopo la morte della madre, diventando un terribile villain con i poteri di entrambi genitori e nessuna remora morale.

Sembra che questa versione di Skaar sarà tuttavia molto più tranquilla.

Wong e il Wi-Fi del Kamar-Taj

Dopo i titoli di coda, infine, vediamo Wong liberare Abominio dalla sua prigione. La richiesta del Wi-Fi segna il fatto che, come abbiamo visto nel finale di She-Hulk, la sua vita eremitica senza contatti con il mondo esterno era solo una farsa per convincere i giudici a lasciarlo andare. Ma è anche un richiamo a Doctor Strange, quando Mordo dà la password del WiFi a Strange (facendo intendere fosse una parola magica di qualche tipo).

Voi cosa ne pensate del finale di stagione di She-Hulk? Noi speravamo arrivasse subito la conferma di un film/serie TV. Ma K.E.V.I.N. sembra aver altri piani per Jennifer Walters. Fateci sapere se vi è piaciuta (e se non abbiamo parlato di qualche dettaglio interessante) nei commenti.

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