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Nintendo Labo: la magia da costruire

Oggi arriva dopo tanta attesa Nintendo Labo, la nuova originale creazione partorita dalle menti della casa di Kyoto, che da sempre è all’avanguardia riguardo al’innovazione nel mondo dei videogiochi. Il reveal di questo nuovo progetto ha ricevuto allo stesso tempo commenti entusiastici e di perplessità da parte del pubblico, ma effettivamente senza una reale prova su strada è difficile farsene un’idea. Il prodotto è pensato soprattutto per un pubblico più giovane, ma ormai la barriera fra prodotti per giovanissimi e non si sta facendo labile e siamo sicuri che anche molte persone sopra i 20 o 30 anni (come noi d’altronde) si divertiranno a districarsi fra le costruzioni di cartone che Labo ci offre. Lo possiamo affermare con sicurezza perché è proprio quello che è successo a noi poco tempo fa, quando abbiamo provato in anteprima il Kit Assortito, venendo rapiti in pochi attimi, mentre il personale di Nintendo ci spiegava il suo funzionamento.
La nostra prima costruzione è stata la più semplice, la Macchinina RC, realizzabile in una decina di minuti o anche meno per i più esperti. Prima di addentrarci sul funzionamento di ogni singolo oggetto presente nel Kit Assortito è bene parlare delle basi che compongono Nintendo Labo. Ogni costruzione è composta da tre fasi ben distinte: monta, gioca, scopri. La prima, come dice il nome stesso, vi guiderà passo dopo passo nella costruzione di uno degli oggetti selezionati, con delle istruzioni interattive e incredibilmente dettagliate, che vi mostreranno su schermo ogni singolo passaggio con la possibilità di ruotare, ingrandire o rimpicciolire l’immagine per non perdersi proprio nulla della costruzione. "Gioca", si racconta da sola, vi spiegherà come giocare con i vostri Toy-Con, spiegandovi le funzionalità di base di ognuno di loro. Infine, "Scopri" vi racconterà curiosità su ogni Toy-Con e sul suo funzionamento, suggerendovi anche nuovi modi di giocare.
Finite le premesse, passiamo alla Macchinina RC. Il montaggio è risultato semplicissimo grazie alle ottime istruzioni su schermo. Avevamo un po’ di timore che il cartone si potesse danneggiare applicando troppa forza, ma una volta presa confidenza con il materiale (molto più resistente di quel che sembra), si può piegare e modellare senza troppa paura di danneggiarlo.
Segnaliamo anche la presenza di una sorta di tutorial su come riparare il cartoncino danneggiato e nei casi più difficili Nintendo ha già fatto sapere che in futuro metterà in vendita dei pezzi di ricambio.  Ad ogni modo ogni parte piegabile o forabile è segnalata, così da non confondersi.

Una volta montata abbiamo, potuto vedere il funzionamento effettivo della nostra creazione. Montando i due Joy-Con all’interno del nostro nuovo bolide, sarà possibile guidarlo grazie alla forza della vibrazione; sul touch screen dello Switch avremo tutti i comandi necessari. I modi di giocare mostratici sono molto vari: potremo fare una corsa con un'altra macchina (in dotazione in un Kit Assortito ci sono due set da costruzione) oppure ingaggiare una battaglia in stile sumo tentando di far cadere il veicolo dell’avversario prima del nostro; inoltre, grazie alla telecamera IR, la macchinina può muoversi autonomamente seguendo gli appositi adesivi indicatori con cui è possibile creare dei percorsi. Sfruttando la stessa telecamera, è anche possibile utilizzare la nostra macchinina per esplorare un luogo buio vedendo sullo schermo dello Switch l’ambiente circostante.
Per questioni di tempo non abbiamo potuto montare Toy-Con più complessi, come la canna da pesca o il piano: da quanto detto in sede di prova, ci potrebbero volere anche due o tre ore per montarli (d’altronde la fase di montaggio fa parte del divertimento di Labo), ma abbiamo potuto comunque provare le funzionalità di questi e altri Toy-Con.
La canna da pesca è dotata di un vero filo che si interfaccia perfettamente con i movimenti della lenza che vedremo su schermo, lasciandoci sorpresi di quanto la console e le parti in cartone si integrino alla perfezione. Il gioco è piuttosto classico, ma con delle chicche che potranno tenere impegnati per diverse ore gli appassionati della pesca, che dovranno sudare non poco per pescare tutti i pesci presenti nel mare contenuto all’interno dello Switch.
La Moto presenta un campionato piuttosto elaborato per un mini gioco, comprendendo diverse cilindrate e tracciati, ma l’esperienza più intrigante è quella di poter avere un perfetto manubrio con freno premibile e funzionante senza dover spendere centinaia di euro in una riproduzione elaborata, e la versione Toy-Con è davvero ben fatta, considerando che poi potrete personalizzare con adesivi o altro che vi viene in mente il vostro bolide fittizio.
Il Pianoforte è incredibilmente elaborato per essere fatto di cartone: funziona benissimo e permette anche di cambiare il tipo di suono emesso. Forse, come funzionalità di base, è il Toy-Con più classico, ma permette un livello di personalizzazione dei suoni e delle note piuttosto alto. Infine resta la Casa, in cui potremo interagire con una simpatica creaturina. Tramite l’inserimento nella casa di tre diversi blocchetti, potremo accedere a diversi minigiochi e ogni combinazione di due o tre blocchetti inseriti in diversi punti darà vita a qualcosa di nuovo, lasciando all’utente la scoperta di ogni funzionalità.

Questo è quanto offerto dal Kit Assortito, ma limitare l’offerta di Nintendo Labo alle sue funzioni di base è molto riduttivo. La cosa che più ci ha colpito di questa nuova idea è il suo grande potenziale, dove l’obiettivo principale è quello di stimolare la fantasia del giocatore. La funzione Garage Toy-Con apre un mondo di possibilità: questa è infatti una sorta di modalità editor che ci permette in modo davvero semplice di creare le nostre funzioni, da inserire all’interno dei Toy-Con già presenti oppure in altri creati da zero dall’utente. Il funzionamento è semplice: si basa su un sistema di input/output in cui a ogni pulsante che aggiungeremo corrisponde una reazione che saremo noi a decidere.
Potremo ad esempio creare dei pulsanti che una volta premuti riproducono il suono di una chitarra, per poi creare con il cartone o con altri oggetti una chitarra dove inserire il Joy-Con da far suonare, oppure potremo far muovere la macchinina tramite la canna da pesca e via così. Il vero potenziale di Nintendo Labo è tutto da scoprire e siamo sicuri che gli utenti più creativi ci sapranno sorprendere una volta presa dimestichezza con il sistema.
Non dimentichiamo poi anche la funzione di personalizzazione, infatti Nintendo vende un set con diversi adesivi e parti da usare a nostro piacimento per rendere unici i nostri Toy-Con, ma nulla ci vieta di personalizzarli con pennarelli o altri oggetti nel modo che più ci aggrada.
Dopo aver sperimentato in prima persona le funzionalità di Nintendo Labo possiamo dire che la casa di Kyoto si riconferma come sempre all’avanguardia nel proporre nuovi modi di giocare; le idee e il potenziale raggiunto con una console e qualche pezzo di cartone sono davvero impressionanti e siamo convinti che il nuovo prodotto riuscirà a entusiasmare i più piccini e anche molti adulti. Non vediamo l’ora di vedere come quest’idea influenzerà il mondo dei videogiochi in futuro, perché c’è sempre bisogno di creatività.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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Commenti

  1. Il primo Dragon Age era una figata. Il secondo un disastro. Vedremo cosa accade con il terzo, Ripongo le mie speranze in un “ritorno alle origini” della serie…

  2. Alcune cose mi fanno pensare al fatto che sia troppo action rispetto al genere di gioco… Ho paura di subdorare un pò di delusione… Vorrei un Dragon Age, non un Devil May Cry… 🙁

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