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L’universo letterario di Dune

Per prepararci alla visione del colossal cinematografico diamo un'occhiata alla storia dei romanzi di Dune!

Dune, il nuovo kolossal cinematografico, uscirà nelle sale fra pochi giorni, e ha le carte in regola per diventare un vero e proprio caposaldo del genere, una pietra miliare per gli anni a venire. Gli ingredienti ci sono tutti: una storia epica che si sviluppa in migliaia di anni, un livello di produzione stellare, dal reparto tecnico, agli attori di eccellenza, alla regia, e una inesauribile fonte di materiale a cui attingere per approfondire qualsiasi aspetto della sterminata ambientazione che fa da sfondo al film. Siamo certi che Denis Villeneuve e la sua squadra abbiano fatto un lavorone, ma di quello parleremo domani, nella nostra recensione. Oggi, invece, vogliamo dare spazio all’originale incarnazione di Dune, ovvero la serie di romanzi di Frank Herbert.

Dune: la storia editoriale

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Il primo romanzo dell’epopea, Dune, è stato pubblicato a partire dal 1963, sotto la forma di una miniserie apparsa sulla prestigiosa rivista mensile Analog Science-Fiction. Questa era stata la prassi: Analog, infatti, altro non era che il più recente “rebranding” della leggendaria rivista Astounding Stories, grazie alla quale la fantascienza letteraria americana ha preso la strada che ha preso. I giganti del genere, e intendiamo tutti, da Asimov a Heinlein, da Clarke a Simak, da van Vogt a del Rey, sono passati, o stati persino lanciati, da quella rivista. Da questo prestigioso punto di partenza, Herbert ha poi proceduto a collezionare, rivisitare ed espandere la miniserie e darle la forma di un corposo romanzo, per poi proporla a più di venti case editrici…che, però, hanno tutte rifiutato il manoscritto. A pubblicare il romanzo, per la prima volta, nel 1965, dalla Chilton Company, che era una casa editrice, sì… ma pubblicava quasi esclusivamente manuali tecnici per automobili. La pubblicazione è avvenuta su determinata spinta dell’editor Sterling Lanier, che, pare, ha dovuto convincere i propri colleghi a scommettere su un testo totalmente al di fuori del proprio ambito. Dal momento che Dune ha finito per vincere sia il premio Nebula che il premio Hugo, i due più importanti riconoscimenti nel mondo della letteratura fantascientifica, ed è attualmente il romanzo che ha venuto di più nella storia del genere, possiamo ben dire che la strana scommessa di questa piccola casa editrice è stata uno straordinario successo!

Frank Herbert è stato un uomo dall’ingegno multiforme. Ha fatto tantissimi lavori durante la sua vita, dal giornalista al fotografo, al seminarista e consulente, sempre spinto dalla sua inesauribile curiosità. L’idea centrale della sua opera magna gli venne, pare, quando si trovava in Oregon, a fare ricerca per un articolo sulle dune di sabbia della regione. La curiosità deve aver avuto la meglio, perché si è trovato con talmente tanto materiale da risultargli impossibile ridurre tutto ad un semplice articolo, che infatti non fu mai scritto: al suo posto, Herbert riversò le nozioni e le fascinazioni accumulate in quel periodo in una storia che parlava dell’ecologia di un intero pianeta desertico, dove l’acqua era la risorsa più rara e preziosa. Addirittura, il protagonista originale delle prime stesure di Dune era un personaggio che poi è finito relegato ad un ruolo più modesto: il planetologo Kynes, esperto dell’ecologia del pianeta e del rapporto fra essa e le creature che lo abitano. Questo è cambiato man mano che Herbert ha iniziato ad inserire nella sua storia altri dei suoi molti interessi: la religione, soprattutto, ma anche la figura dell’eroe, la politica, la natura umana. È così che è nato il personaggio di Paul Atreides, il vero protagonista del primo romanzo.

Un romanzo rivoluzionario

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Ogni aspetto di Dune è frutto di estensive ricerche durate anni: basti pensare che il soggiorno in Oregon di Herbert è del 1957, quasi sei anni prima della pubblicazione della miniserie su Analog. Herbert era decisamente un precursore: mai, prima di Dune, l’ecologia di un ambiente era stata la vera protagonista di una storia su così larga scala. Il romanzo è considerato un capolavoro della cosiddetta soft science-fiction, ovvero quella fantascienza che è meno interessata alla scienza e alla tecnologia come elementi centrali di una storia, e più allo sviluppo antropologico, sociale, politico, culturale dell’umanità. Herbert arriva addirittura a rimuovere del tutto computer ed intelligenze artificiali, che sono stati banditi in tutta la galassia a seguito di una rovinosa guerra fra uomini e macchine, per non perdere di vista i temi centrali della sua storia, che sono tutti riguardanti l’uomo e la sua società. Ma Dune è ancora più complesso di così: vi si ritrovano infatti numerosi elementi science-fantasy, come straordinari poteri psichici, visioni del futuro, abilità sovrannaturali. Non a caso, Dune è una delle più grandi ed evidenti influenze che hanno portato George Lucas a creare la sua grande saga science-fantasy, Guerre Stellari (un’influenza a cui Lucas rende omaggio esplicitamente in più di un’occasione, dal pianeta desertico Tatooine, con il Sarlacc e i Tusken, agli stessi cavalieri Jedi). Certo, le opere influenzate in un modo o nell’altro da Frank Herbert sono innumerevoli, da The Chronicles of Riddick a Warhammer 40.000, e più volte l’epopea di Dune viene accostata, per importanza, innovazione e meticolosità nel worldbuilding, nientemeno che a Il Signore degli Anelli. Quel che è certo è che in un genere come la fantascienza, che fa dell’innovazione e della capacità di prevedere ed anticipare i trend del futuro, poche opere, se non quelle dei più grandi mostri sacri, possono competere con questo capolavoro visionario. Ci piace ricordare che Herbert stesso era decisamente avanti rispetto ai suoi tempi: eccolo, in un’intervista degli anni Settanta, a mettere in guardia un attonito giornalista dai pericoli dello sfruttamento delle risorse e dai potenziali disastri ambientali.

Oltre Dune

La storia del romanzo Dune, che è quanto vedremo al cinema nei prossimi giorni, è già complessa ed epica per conto suo, ma non è altro che l’inizio. La vera grandezza dell’opera di Herbert, infatti, risiede nell’universo intero, scenario della vicenda di Paul Atreides, certo, ma così sterminato e vibrante che ogni singolo evento non è altro che il tassello di un più grande mosaico di storia galattica. A testimonianza di questo, Frank Herbert ha scritto non uno, ma ben sei romanzi ambientati nel suo mondo, che raccontano una saga lunga millenni: Dune e Messia di Dune seguono la storia di Paul Atreides; I figli di Dune e L’Imperatore-Dio di Dune raccontano dei millenni di regno di suo figlio e del “sentiero dorato” che ha previsto per l’umanità, e infine Gli eretici di Dune e La rifondazione di Dune concludono il ciclo, più o meno, descrivendo ciò che succede nella galassia dopo la morte del millenario imperatore-dio. Diciamo “più o meno”, perché dal finale della saga risulta evidente che Herbert progettasse addirittura di continuare il ciclo. Questo compito è ricaduto sulle spalle del figlio Brian che, con l’aiuto di Kevin Anderson e sulla base (presunta!) di appunti del padre, ha scritto I cacciatori di Dune e I vermi delle sabbie di Dune, che completano la storia.

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, l’universo di Dune è davvero gigantesco, con una quantità inesauribile di storie epiche e personaggi indimenticabili. Il film di Denis Villeneuve ha il potenziale per essere il primo di una lunga, lunga serie!

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Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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