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Quasi una storia d’eroi, noir all’italiana | Recensione

Il nuovo graphic novel di Ettore Gula mostra una periferia "quasi" senza speranza

I fumetti non sono solo un mondo per supereroi. Alcuni personaggi potrebbero anche averne il potenziale ma con il suo nuovo graphic novel, Ettora Gula sembra dirci che il mondo in cui viviamo finisce per farci diventare tragicamente umani. Quasi una storia d’eroi ci racconta una periferia dall’atmosfera noir e noi vogliamo raccontarvi che sensazioni ci ha dato in questa nostra recensione.

Recensione: Quasi una storia d’eroi e la sua atmosfera noir

Se questo fosse stato un fumetto di un supereroe come Batman, sarebbe iniziato con un’inquadratura di Gotham dall’alto, per poi vedere il Cavaliere Oscuro che osserva la sua città, protettore silenzioso. In Quasi una storia d’eroi, Ettore Gula sembra conoscere fin troppo bene questo cliché e lo sovverte del tutto.

Un grande palazzone della periferia di una non meglio precisata città italiana, visto però dal basso. La notte che sembra indifferente più che tenebrosa. E il nostro “quasi” eroe non sta controllando la sua città ma la ragazza di cui si è invaghito. Che dorme inconsapevole, accanto al suo ragazzo e vicino a sua figlia. Il “guardiano silenzioso” di questa storia può anche pensare di essere lì per proteggerla, come Batman. Ma i pannelli cinematografici di Gula non lasciano spazio a dubbi.

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Tutto il fumetto edito da NEO Comics ha la stessa atmosfera, raccontato con lo stesso stile semplice, che racconta per sottrazione e non facendoci mai distrarre con dettagli inutile. Il tratto tondeggiante che Gula ha allenato in anni scrivendo per Disney e adattando i film Pixar diventa implacabile in questa storia. Un’atmosfera da film noir nel pieno senso della parola, con le ombre che diventano protagoniste e le inquadrature dei panel che dimostrano un’abilità registica davvero eccezionale. Sapendo che questa è la prima opera come autore unico di Gula ci impressiona: la sua capacità di raccontare con le inquadrature e con il montaggio dei pannelli dona un’atmosfera unica a questo romanzo grafico.

Un protagonista di poche parole

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In Quasi una storia d’eroi le parole sono poche. E spesso non spostano avanti la trama, perché non serve. Gula riesce benissimo a comunicare con i volti dei personaggi e gli angoli in cui li incornicia. Specie quello del protagonista Ugo, che parla poco perché si vergogna della balbuzie. Ma che ha un volto senza espressione che pure sa essere a volte gelido e a volte dolce.

Sembra quasi che Gula abbia accettato una sfida impossibile con se stesso. Non racconta la sua storia con le parole dei dialoghi, non la racconta con le espressioni dei suoi personaggi. Usa il tono e lo stile della sua penna per incorniciare una trama piuttosto semplice ma che funziona. Una storia che potete già presagire guardando Ugo che osserva Erika e il suo ragazzo Franco mentre dormono, nelle primissime pagine.

Sembra già di poter prevedere la tragedia. Eppure usando un contegno splendido, l’autore riesce sempre a farci girare le pagine. Non ci accorgiamo nemmeno di quando, un fiocco di neve alla volta, arriva la valanga di azione del finale.

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Recensione di Quasi una storia d’eroi: nessun personaggio da salvare. O quasi.

La cosa più difficile da fare per un autore che scrive di antieroi (o di quasi eroi) è non innamorarsene. Ci sono troppi fumetti, film e romanzi che ci mostrano uomini e donne pieni di difetti. Per poi dimenticarsi dei loro limiti nel finale e perdonarli al posto dei lettori.

Ettore Gula quest’errore non lo compie. Non vi sveleremo nessun spoiler in questa nostra recensione ma ci basta dire che in Quasi una storia d’eroi i difetti dei personaggi non spariscono fra una pagina e l’altra. L’autore decide di raccontare l’umanità dei suoi personaggi senza moderarla per farceli piacere. Ugo ci angoscia, e non dimentichiamo che viola l’intimità di Erika mentre dorme, incurante del suo consenso. E anche quando sembra che possa fare la cosa giusta, l’autore ci mostra la sua debolezza. Umanissima ma non per questo perdonabile.

Franco fa la parte del cattivo nella storia (e lo è veramente) però Gula non si dimentica mostrarlo vulnerabile. Erika non è la damigella da salvare, la sua più grande nemica la vede allo specchio. E tutti il piccolo cast di personaggi mostra il “marcio” del noir, senza glorificarlo con il “cool” alla Orson Welles.

Ma chiudendo il graphic novel non sentirete l’atmosfera cupa stringervi il cuore. In Quasi una storia d’eroi, Ettore Gula ha dimostrato che non serve una redenzione spicciola o un colpo di scena inaspettato per commuovere. L’umanità problematica e la periferia terribile che racconta nascondono un germoglio di buono. Non una speranza. Ma quasi.

Quasi una storia d'eroi
  • Gula, Ettore (Author)

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