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Il nostro è un Invito al Massacro

Invito al Massacro, pubblicato da Tunué nella collana dal nome molto significativo Prospero's Books, non è affatto un fumetto semplice. 
A partire dal tratto del disegno, che possiamo azzardare a definire ruvido per non dire qualcosa di meno eufemistico, ai temi trattati, che sono pesantucci e decisamente non di immediata assimilazione, passando per personaggi ben poco eroici, con cui è davvero molto difficile immedesimarsi, leggere Invito al Massacro è un continuo scavalcare di barriere e ostacoli. Ci vuole caparbietà, bisogna volerlo. Non è un fumetto da sfogliare.

La domanda che segue è questa: ne vale la pena? Risposta: certo che sì. Fin da poche pagine di lettura diventa cristallino che ciascuna delle cose citate qui sopra è assolutamente voluta dagli autori: Giovanni Marchese e Davide Garota. Voluta ed architettata con chirurgica attenzione, per mettere il lettore nella condizione desiderata, ossia a disagio, senza certezze, senza un eroe per cui fare il tifo, senza disegni armonici da godersi. Se si decide di stare al gioco, allora ecco che il fumetto inizia ad acquistare un senso, l'ambientazione, una Sicilia irrazionale, surreale ma concretissima viene illuminata da una luce nuova man mano che si mette le mani su una chiave di lettura e il protagonista, Jano Malacarne, diventa una persona organica con degli impulsi, delle motivazioni, dei sogni e delle contraddizioni con cui è possibile relazionarsi.
Le contraddizioni sono in assoluto ciò su cui si basa la vita di Jano e l'ambiente che lo circonda. E' un ragazzo per bene ma non troppo, un ex studente universitario, colto, ma allo stesso tempo tragicamente ignorante ed ingenuo, una persona razionale e lucida ma anche superstiziosa e preda di ansie e paure alcune comprensibili -il lavoro che non c'è, le donne che lo ignorano, il terrore di rimanere chiuso in una realtà che gli sta sempre più stretta-, altre del tutto irrazionali -il malocchio delle tre vicine di casa, i complotti da parte di chiunque, dai politici attuali ai Borbone e i Savoia, fino addirittura agli alieni. Non che questa divisione fra razionale e irrazionale sia davvero presente nel fumetto. E' tutta opera nostra, dei lettori. E man mano che proseguiamo la lettura ci rendiamo conto di quanto sia uno sforzo perfettamente inutile dal momento che ci sono tanti indizi che puntano da una parte quanti che puntano dall'altra. Il confine fra reale e surreale si perde del tutto: fare un lavoro degradante pulendo i cessi pubblici con una laurea in tasca che conta meno di zero è tanto reale quanto il misterioso sugghiu, creatura mostruosa descritta da decine di persone in altrettanti modi diversi, o la sfilza di gatti morti che Jano incrocia quotidianamente sulla sua strada.

Invito al massacro è un dipinto di una situazione umana e storica dalle tinte fosche, dove a fare da padrone sono la frustrazione e la decadenza, e contemporaneamente è la storia di un riscatto, quello di Jano Malacarne, che si ribella alla sua condizione indesiderabile e lotta per uscirne, fino alla epica vittoria. Non fermatevi qui, però: le chiavi di lettura sono tante quante volete. Uno specchio di questo lo forniscono le tantissime citazioni presenti nel testo e nei disegni, alcune esplicite altre nascoste, altre ancora nascoste in bella vista. A partire dal titolo: Invito al Massacro è il titolo di una canzone dei Massimo Volume, così come i due precedenti romanzi a fumetti di Marchese, Nessun Ricordo e Ti Sto Cercando. Nella prima pagina le citazioni esplicite sono tre, tutte e tre molto, molto emblematiche: “Non è la coscienza degli uomini che determina la loro vita, ma le condizioni della loro vita che ne determinano la coscienza”, Karl Marx; “Meglio essere pazzo per conto proprio anziché savio secondo la volontà altrui”, Friedrick Nietzsche; “E' tempo di distruzione”, Ben Grimm. Ma non si esauriscono qui: graffiti sui muri, slogan pubblicitari, titoli di album, scritte sulle magliette dei protagonisti, ogni dettaglio nasconde una citazione che è una lampadina che getta un po' di luce sul significato della scena che si sta leggendo. Un motivo in più per fare i complimenti ai due autori che hanno mantenuto un'impronta autorale forte e decisa dalla prima vignetta al retrocopertina, e per rinnovare il nostro consiglio all'acquisto, nel caso (e solo in questo caso!) vogliate un fumetto intenso, cerebrale e significativo.

Gabriele Bianchi

Lettore, giocatore, conoscitore di cose. Storico di formazione, insegnante di professione, divulgatore per indole. Cercatelo in fiera: è quello con la cravatta.

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