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Lo Hobbit: Dwalin il guerriero e la magia di LOTR

Eccoci puntuali, come ogni giovedì, pronti a raccontarvi i retroscena del prossimo film che sicuramente tutti stiamo aspettando con ansia. Lo hobbit, un viaggio inaspettato si presenterà ai nastri di partenza solamente a dicembre ma, nell'attesa, proviamo a indagare fra i segreti della Terra di Mezzo.
Oggi parliamo di uno dei nani più longevi, Dwalin figlio di Fundin e fratello minore di Balin, futuro signore di Moria e protagonista del primo dei nostri speciali.
Le peculiarità di Dwalin sono indubbiamente la barba blu, la generosità che mostra verso Bilbo prestandogli cappuccio e mantello dai quali non si separerà ma soprattutto la sua longevità. Sebbene i nani siano noti come una razza dalla vita lunga e prosperosa, ben pochi riescono a raggiungere l'invidiabile età di 340 anni, cosa invece possibile per il nostro Dwalin. Non pensate che abbia fatto uso di pozioni o unguenti magici, i nani non fanno queste cose, ma proprio collegandoci a questi tipi di espedienti inizia il nostro piccolo viaggio inaspettato attraverso la magia e gli oggetti ad essa legati presenti nel mondo descritto da Tolkien.
Ogni opera fantasy degna di tale nome deve saper proporre al lettore una varietà sempre nuova di oggetti, luoghi o più semplicemente atmosfere capaci di renderla unica e speciale, e per raggiungere tale obiettivo si ricorre molto frequentemente alla magia. L'elemento magico è un fattore indispensabile alla narrazione che permette di separarsi nettamente dalla realtà quotidiana, imponendo un mondo alternativo e diverso rispetto a quello ordinario. Non sempre però l'elemento magico è visto dai protagonisti in maniera univoca, dato che la sua percezione cambia in base alla diffusione della magia stessa: nella Terra di Mezzo la magia è una componente nota ma ormai in declino che solo pochi personaggi come Gandalf o Tom Bombadil sono ancora in grado di utilizzare. Il simpatico e misterioso messere della foresta rappresenta al meglio il concetto di magia che Tolkien utilizza nella sua saga: una forza strettamente legata all'ambiente naturale. Primo a nascere e osservatore della sorte del mondo, Tom Bombadil trae il suo enorme potere dai boschi, i fiumi e le colline che lo circondano ottenendo una forza tale da poter rivaleggiare direttamente con Sauron.
Gli incantesimi stessi saranno influenzati dall'elemento naturale, ma principalmente verranno divisi in due branche distinte e contrapposte: magia bianca e magia nera. Categorizzazione classica che risulterà funzionale alla struttura dell'opera, dove la lotta fra bene e male è quanto mai accentuata.
I veicoli attraverso i quali la magia sarà utilizzata saranno principalmente due: la parola e gli oggetti.
Nella prima categoria includiamo le formule magiche, seppure esse abbiano ormai perso il loro senso originario a causa del sempre minor uso delle stesse. I versi che sono sopravvissuti  sono principalmente filastrocche, come quelle usate dallo stesso Bombadil, oppure brani in versi come per esempio l'incisione presente sull'Unico Anello.
L'Anello ci collega alla seconda categoria di elementi, gli oggetti magici. Palanfiri, armi ma soprattutto anelli sono i veicoli principali tramite i quali qualsiasi personaggio può utilizzare un potere superiore. 
Sarà proprio un oggetto magico il filo conduttore fra i due racconti, Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, l'Unico Anello fonte di disperazione e al contempo di potere illimitato. Carico di un enorme bagaglio simbolico alla spalle, l'Anello rappresenta il motivo per cui Frodo si metterà in viaggio verso Mordor. Proprio in questo viaggio il ruolo tradizionale dell'oggetto verrà meno dal momento che da elemento di supporto ed aiuto all'eroe esso diventerà il principale impedimento nel completamento della missione prefissata, devastando psicologicamente il proprio portatore. 
L'Anello perderà tutta la simbologia classica ad esso legata dal momento che, oltre a rappresentare il motivo del viaggio, sarà fin da subito nelle mani di Frodo, il quale dovrà riuscire a distruggerlo confrontandosi con avversità mai immaginate prima.
Non ci siamo dimenticati di Pungolo e di tutte le altre armi che popolano la Terra di Mezzo, ma per scoprire quello che abbiamo in serbo dovrete attendere fino al prossimo appuntamento, sempre giovedì,sempre su OrgoglioNerd.

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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