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Felix Baumgartner – L’uomo contro il muro del suono

Pare che il tempo non sia clemente con Felix Baumgartner: la sua impresa – che doveva accadere Venerdì 12  - è stata rinviata di nuovo a Oggi per via di problemi meteorologici, ci riuscirà?. In questo caso è stata una folata di vento sui 40 km orari a negare le condizioni necessarie perchè l'atleta potesse cominciare la sua impresa: Red Bull Stratos. Allora vediamo se questa volta, Domenica quindi, sarà quella buona.

Per chi si fosse perso il tormentone: cos'è Red Bull Stratos? E' una missione, finanziata dalla compagnia austriaca – che non è affatto nuova ad eventi legati al dominio dell'aria, vedi alla voce 'Flugtag' – che consiste nel lanciare Baumgartner da una mongolfiera ad elio posta a circa 36'000 metri dal livello del suolo, facendo in modo da raggiungere la velocità del suono prima di azionare il paracadute e toccare terra sano e salvo. Il tutto nei pressi di Roswell, Arizona. 
Baumgartner non è nuovo ad imprese del genere; conosciuto infatti come B.A.S.E. 502, è un appassionato di BASE jumping, ossia saltare nel vuoto da qualche luogo ed azionare il paracadute ad un certo punto. Comporta di solito il lancio da altezze inferiori a quelle di un normale paracatista, ma a Baumgartner è valso i lanci dal Cristo Redentore di Rio de Janiero e il primo salto (raggiunto col paracadute) dal Turning Torso di Malmo, il bizzarro grattacielo con l'onore di essere edificio più alto in Scandinavia.
E questa volta il paracadutista austriaco si accinge ad essere il primo uomo che infrange il muro del suono in caduta, in un team che comprende anche il recordman precedente in materia di cadute dall'alto: il colonnello in pensione Joseph Kittinger, che proprio per una serie di salti, il Progetto Excelsior culminato in un lanco da 31,000 metri, fu premiato dall'allora Presidente Eisenhower (parliamo dell'inizio dei '60.) Altra impresa interessante di Joe Kittinger è il Progetto Stargazer, che vide lui con un astronomo e tutta una serie di apparecchiature scientifiche salire a 25,000 metri su un pallone ad elio per osservare il cielo. 
Si potrebbe approfittarne per parlare della continua fascinazione dell'uomo per lo spazio, o del ruolo particolare che ebbe nei Sessanta – ricordiamo la corsa allo spazio di USA e URSS, le leggende di Gagarin e Armstrong, la controversa storia di Laika… – ma se torniamo a Baumgartner possiamo vedere un'altra continua fonte di fascino: la corsa, rischiosa e a volte a limite del suicida, al superamento dei limiti.
Nel team di Stratos non vanno per il sottile: "è una questione di vita o morte", dice il responsabile delle apparecchiature di supporto vitale Mike Todd. C'è da dire che non è solo per spirito di sfida di Baumgartner o voglia della Red Bull di sollevare attenzione che il progetto ha preso piede: come per i salti Excelsior del Colonnello, la missione servirà a recuperare importanti dati di ricerca scientifica. Per esempio analizzando il salto di Baumgartner si potranno migliorare le tute spaziali, i paracadute, ma anche continuare lo studio degli effetti di grandi altezze ed altissima accelerazione sul corpo umano. 
C'è poi, ripetiamo, il fascino di rompere una barriera: e, se la velocità della luce è ancora un limite fin troppo alto (anche da potere ipotizzare un superamento a livello teorico), quella del suono non è più un miraggio. Almeno per la tecnologia: oramai gli aerei moderni possono tranquillamente superare la velocità del suono.
Ma certo, per arrivare ad ogni stato di cose c'è sempre un 'prima' in cui non era esattamente fattibile. In cui c'era una barriera e qualcuno, non necessariamente consegnato alla storia come eroe, ha lavorato per arrivare ad infrangerla. Nel caso del muro del suono, a chi spetti il primato non è chiaro: potrebbero essere stati esperimenti russi sui dinamogetti negli anni '30, o i famigerati V-2 tedeschi nel '42. Il superamento ufficiale spetta però a Chuck Yeager, eroe della Seconda Guerra Mondiale, il 14 Ottobre '47 a bordo del Bell X-1. Yeager avrebbe poi assistito Jackie Cochran, la prima donna a superare la velocità del suono, nel '53.
Insomma, abbiamo approfittato dell'occasione della Red Bull Stratos per dare uno sguardo indietro e osservare quelle piccole imprese poco conosciute che hanno portato, al giorno d'oggi, a molte cose che diamo per scontate. Sempre interessante, invece, vedere i momenti in cui c'erano dei muri difficili da valicare.
Magari questa volta sarà Baumgartner a fare un altro passo per innescare un cambiamento simile, oltre che ad un'impresa dall'indubbia spettacolarità. Chissà: noi incrociamo le dita per lui, e già controlliamo la trasmissione dal vivo.
Non mancheremo di aggiornarvi, in ogni caso.

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