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Il Dodicesimo Dottore: Still Not Ginger

Tic toc. Il tempo non dovrebbe essere un problema per l’ultimo dei Time Lord, ma la lancetta dell’orologio da taschino del Dottore si avvicina al numero Dodici. Per Matt Smith è ora di andare, e per qualcun altro di arrivare. Rigenerazione, rigenerazione, una parola dolorosa per i fan di Doctor Who, ma un’idea brillante che ha permesso alla serie sci-fi più longeva del mondo di attraversare 50 anni di storia, e al suo protagonista di rimanere sempre lo stesso, cambiando undici volte. L’ultimo a rigenerarsi è stato il Decimo Dottore, tre anni fa (anche se lo rivedremo nello speciale per il 50esimo anniversario), mentre qualche mese fa è giunta la notizia che anche l’Undicesimo si sta preparando a dire addio alla sua nuovissima companion e lasciare il posto a una nuova rigenerazione. E da quel momento la domanda è stata una sola: Who? 
I nomi hanno iniziato ad apparire più numerosi dei Dalek in Doomsday, ma Steven Moffat, capo sceneggiatore e produttore esecutivo (e killer professionista di personaggi preferiti), non si è fatto scappare una sola parola fino a domenica quando, per dare la notizia in grande stile, è stato mandato in onda uno show in diretta appositamente ideato. A tutti i non-fan di Doctor Who è stato calorosamente consigliato di passare la serata il più possibile lontano da internet. L’attesa era palpabile, milioni di persone erano incollate davanti agli schermi in attesa del nome. Naturalmente non si è subito arrivati al dunque, troppo facile. Si è partiti con una grande quantità di ospiti in studio e non, interviste, opinioni, testimonianze, discorsi strappalacrime e scene divertenti. Ma alla fine, alla fine Peter Capaldi è uscito dal centro del time vortex e gli whovians di tutto il mondo hanno avuto il loro Dodicesimo Dottore
Ed è qui che ci vogliamo soffermare. Questa fantastica e terrificante invenzione che è internet ci permette di fare un fermo immagine sulle reazioni al fatidico annuncio che si sono riversate sul Web sotto forma di post, commenti e video su tutti i più famosi social network e siti di blogging. Prima di fare ciò saltiamo nel TARDIS e torniamo indietro di qualche minuto, quando da qualche parte in una camera d’albergo stava seduto un uomo la cui vita stava per cambiare per sempre. Non si può di certo dire che Peter Capaldi fosse uno sconosciuto prima di questo ruolo, anche se forse poteva ancora andare a fare la spesa senza rischiare di essere assalito da fan urlanti. Scozzese (speriamo che mantenga l'accento), di origini italiane, 55 anni, la stessa età che aveva William Hartnell quando diede inizio al personaggio del Dottore. Sicuramente qualche fan di quasi-vecchia data si è reso conto di averlo già visto da qualche parte, è infatti già apparso sia in Doctor Who, precisamente in “The Fires of Pompeii”, durante l’era di Tennant, dove ha interpretato Caecilius, sia in Torchwood, dove ha vestito i panni di John Frobisher. Era quindi già nel database del TARDIS, ma non sono stati questi i suoi ruoli più famosi. La parte che lo ha reso più conosciuto forse è stata quella di Malcolm Tucker nella commedia britannica The Thick of It, mentre più di recente lo abbiamo visto in World War Z. Insomma, mentre Peter aspettava di diventare il Dottore, con parecchia esperienza sulle spalle, milioni di fan aspettavano, con le dita sulla tastiera, di poter dire la loro. Torniamo avanti di qualche minuto al momento dell’annuncio. 
Il Dodicesimo Dottore è uscito dalla porta e, appena il suo volto è stato visibile, abbiamo potuto annotare due cose fondamentali. La prima è che non si trattava di Misha Collins, Benedict Cumberbatch, Tom Hiddleston o un altro qualsiasi degli attori del momento sulla cui candidatura erano fioccati dibattiti sul web. La seconda è che il Dottore sarebbe stato un attore di mezza età, decisamente più anziano di Matt Smith, con più esperienza e, al di là dei gusti personali, con molte meno probabilità di essere giudicato attraente dai giovani fan. Le reazioni del pubblico a queste due notizie sono state le più disparate: dalla soddisfazione alla disperazione, fino al classico: “No, non guarderò mai più Doctor Who”, che non manca mai dopo una rigenerazione. 
All’entrata in scena è seguita una breve ma divertente intervista in cui Peter Capaldi ha parlato della sua preparazione per la parte, dei suoi precedenti ruoli, e sono stati raccontati alcuni adorabili aneddoti della sua infanzia da fan di Doctor Who. In questo modo il Dodicesimo Dottore si è presentato al suo pubblico, un Dottore diverso da quello a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, completamente diverso, secondo Steven Moffat. Un personaggio, dicono in tanti, che si avvicinerà di più all’interpretazione dell’ultimo dei Time Lord data da Christopher Eccleston (il Nono). Maturo, in tutti i sensi, con lati oscuri, segreti da nascondere, che abbiamo in parte già visto in “The Name of the Doctor”. Un dottore forse più “serio”, pronto ad affrontare i fantasmi del passato. Naturalmente non c’è molto che possiamo sapere o giudicare prima di Natale, ma confidiamo nel suo talento e nella sua espressività, che ci convincono decisamente. Siamo molto curiosi di vederlo in azione ma dispiaciuti di dover salutare Matt Smith, i cravattini e “Geronimo!”. Avremo un nuovo look, una nuova frase caratteristica, una nuova personalità, una nuova generazione di whovians per cui il Dodicesimo sarà il primo Dottore e altri per cui diventerà il Dottore preferito. È il bello della rigenerazione, tutti hanno la possibilità di avere una versione che li rappresenta più delle altre, il proprio Dottore. Per coloro che avevano scelto Matt sarà dura, ma non vediamo l’ora che sia Natale, ci aspettiamo tutti grandi cose da Peter Capaldi, buona fortuna Dodicesimo!

Giada Rossi

Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.

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