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Ghost: all’inferno piovono lacrime

A molti di noi, di voi, sarà capitato di passare con fare distratto in fumetteria facendo rimbalzare lo sguardo tra una copertina e l’altra fino ad incontrarne una interessante e con un titolo accattivante, e una volta afferrato il volume… Ah è Italiano, peccato. E lo si mette giù.
Il fumetto italiano è sicuramente un genere che si discosta dai ritmi frenetici americani o dal concetto predominante di kawaii di quelli giapponesi, ma un buon intenditore sa riconoscere e apprezzare le peculiarità di ogni tipologia. Non siamo qui a sciorinare elenchi e caratteristiche, vogliamo solo consigliarvi un bel fumetto made in Italy: senza pretese eccessive, scorrevole e appassionante, che lascia una certa soddisfazione al termine della lettura.
Vi presentiamo Ghost, un thriller (abbastanza) psicologico che per 96 intere pagine a colori riesce a mantenere costante il senso di ansia, sconforto e desolazione di un mondo quasi infernale.

L’incipit è appunto un’amara riflessione sulla vita trascorsa in un’ambientazione lugubre, una città terrificante nella quale i protagonisti trascorrono le loro giornate cupe, con incessanti pensieri macabri e angoscianti che vengono proposti e riproposti da frasi, personaggi e scenari durante tutto il fumetto. Quando lo squallore non è esplicitato resta persistente nei tratti: i personaggi non sono mai delineati precisamente alla luce, l’ombra non è solo una zona di oscurità proveniente da persone e oggetti, ma li permea e avvolge di continuo, come se essi provenissero direttamente dall’oscurità.
In un paesaggio metropolitano con simili premesse si muove John Ghostman (nomen omen?), un ex-agente dell’FBI allontanatosi dal suo ruolo in seguito a uno sconvolgente incidente sul lavoro e ora semplice investigatore privato. Egli è conosciuto da tutti come “Ghost” e guarda caso è proprio a causa di quel trauma che un fantasma lo insegue, ma scopriremo che non si tratta di una persecuzione malvagia.

Il protagonista ha la possibilità di rimettersi in gioco dopo che vengono commessi alcuni efferati omicidi a opera di Tagliapollici, un serial killer che (indovinate un po'?) taglia i pollici alle sue vittime. Ghostman viene contattato dal suo ex compagno di squadra nell’FBI Cormak, che conosce potenzialità e drammi dell’agente e dopo molte titubanze comincia la loro collaborazione. 
Senza quasi volerlo, tra alcol e strani messaggi lasciati dall’assassino, Ghost si sente oltremodo coinvolto nel caso e lo vedremo più volte quasi inghiottito dai suoi stessi pensieri, in un’atmosfera tenebrosa e onirica portata all’estremo.
Alcune immagini sono a tal punto paradossali e deliranti, come la macchina impicca maiali che un demone mostra a Ghost, che finiscono per farci sorridere, sortendo così l’effetto opposto rispetto all’inquietudine che gli autori avrebbero voluto e dovuto trasmettere.
Gli autori che hanno realizzato il volume per Edizioni BD sono due: Diego Cajelli, che cura la storia, e Andrea Mutti che si occupa della componente grafica. Il primo lo conosciamo già per aver collaborato con Bonelli Editore a Zagor e Dampyr, mentre il secondo per Nathan Never, Arrivederci amore ciao, anche se attualmente sta lavorando con la Marvel.
Nel complesso Ghost è una graphic novel sui generis, in quanto dalla storia centrale si dipanano stili e visioni attinte da molteplici generi: a tratti sembra di assistere alle inquadrature di un film horror, a tratti la scena è quasi ferma per approfondire psicologicamente i drammi del protagonista.

Questa introspezione aiuta sicuramente a rendere meno assurdi gli squarci onirici del fumetto, ma d’altro canto risulta un po’ una trovata fine a se stessa perché è solo la psiche di Ghost a essere messa a nudo e sviscerata, mentre il lettore forse avrebbe apprezzato maggiormente una spiegazione più dettagliata anche del serial killer, in modo da comprendere meglio l’intera trama e soprattutto la conclusione.
Naturalmente non vi accenniamo nulla sull’epilogo, vi avvertiamo solo che l’effetto shock del finale inaspettato può impressionare positivamente così come deludere: non vi diciamo nemmeno come la pensiamo a riguardo, a voi la sorpresa.

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