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Divinity: Original Sin 2 Definitive Edition – la libertà del gioco di ruolo

Il genere degli RPG all’occidentale sta vivendo un nuovo periodo d’oro, e parte di questa rinascita è dovuta al primo Divinity: Original Sin. I ragazzi di Larian Studios tornano ora col seguito ufficiale, che riesce nell’impresa, per nulla facile, di migliorare ogni aspetto del suo già stupendo prequel. Pochi giorni fa è uscita la Definitive Edition, disponibile su PC come aggiornamento gratuito per chi possiede già il gioco (o per chi lo acquisterà da ora in poi), ma soprattutto per PlayStation 4 e Xbox One.

Il successo di Divinity: Original Sin 2 è dovuto all’attenta cura che gli sviluppatori belga hanno messo in ogni suo aspetto.
La cosa che più colpisce di questo gioco è la libertà che avremo nell’affrontare quest’epica avventura. Nel titolo infatti potremo avere ampia libertà di scelta nella creazione del personaggio; tramite il dettagliato editor potremo scegliere razza, classe e background, oppure potremo selezionare uno dei 6 personaggi precostruiti con una storia personale legata alle vicende narrate in maniera più interconnessa.

Avremo una grande libertà d’approccio alle quest, infatti si potrà decidere in che modo approcciarsi a una missione (anche in base ai nostri talenti) decidendo di affidarsi all’arte oratoria, alle capacità combattive oppure alla furtività o a particolari soluzioni attuabili solamente in una determinata situazione. Potremo anche rubare qualsiasi oggetto presente nel mondo o uccidere qualsiasi PNG senza che questo possa bloccare la quest principale dal suo svolgimento.

Anche il gameplay si sposa bene con la parola libertà: il combattimento è un classico sistema a turni, in stile Baldur’s Gate per intenderci. Divinity: Original Sin 2 è infatti un erede spirituale dei vecchi classici RPG isometrici. Il combattimento è però molto più intuitivo e vario rispetto ai titoli del passato: potremo combinare diverse magie per ottenere effetti devastanti sul nemico, come ad esempio far piovere su una zona e poi lanciare un incantesimo elettrico per massimizzare i danni, oppure con un grado molto alto in una scuola di magia potremo riuscire a sconfiggere potenti boss trasformandoli semplicemente in polli. La componente strategica del titolo dà una profondità mai vista prima in un titolo del genere, considerando le centinaia di combinazioni possibili di magie e abilità, tenendo inoltre conto anche della struttura del terreno su cui combattiamo. Già a difficoltà normale molti scontri saranno duri da affrontare, e spesso sarete chiamati a ripetere il combattimento dopo essere morti malamente.
Un anno fa, grazie a queste caratteristiche Divinity: Original Sin 2 aveva conquistato gli appassionati del genere diventando automaticamente uno dei più bei RPG occidentali degli ultimi anni. Con la Definitive Edition sono state apportate tantissime migliorie a molti aspetti che andavano limati.

Cosa c’è di nuovo dunque rispetto alla precedente versione?  Oltre a tutte le strabilianti caratteristiche finora elencate, la trasposizione su console presenta una serie di migliorie grafiche e di gameplay indispensabili per giocare serenamente anche in assenza di mouse e tastiera.
Il lavoro svolto da Larian Studios per cercare di colmare le lacune che inevitabilmente il Pad presenta è davvero impressionante: oltre ad alcuni cambiamenti legati all’utilizzo dell’inventario, alla barra delle azioni e alla selezione degli obiettivi o oggetti da selezionare, è stato completamente modificato il tutorial, per introdurci al meglio all’utilizzo del Pad.
Nonostante ciò, però, una certa difficoltà iniziale nei controlli è inevitabile. Ci sarà bisogno di molto tempo e tanta pazienza per abituarsi alle molteplici possibilità offerte dai pochi tasti del controller.

Ma non parliamo solo di rimappatura dei tasti, infatti tante sono le aggiunte in questa versione definitiva del titolo. L’ultimo atto della campagna, da molti criticato per alcuni problemi nelle quest finali e per una qualità di scrittura inferiore ai precedenti capitoli, è stato migliorato in maniera sensibile, grazie all’inserimento di ben 150 mila nuove parole all’interno dei dialoghi, che vanno ad aumentare le opzioni e le strade narrative possibili, arrivando a inserire persino nuovi possibili finali. Migliorati anche i tutorial, adesso molto più presenti e più dettagliati anche nelle fasi avanzate di gioco. Inserito uno “Story Mode” fatto apposta per chi vuole godersi solo la storia senza dover affrontare combattimenti impegnativi, più tante altri accorgimenti minori nelle quest già esistenti che vanno a migliorare l’esperienza narrativa del titolo sotto ogni aspetto.

La versione su console, oltre al supporto al 4K, è stata anche implementata con il supporto all’HDR (High Dynamic Range) per adattarsi allo schermo della TV.
Il titolo gode, anche su console, del supporto al multiplayer cooperativo sia in locale, per un massimo di due giocatori in split screen, sia online per un party di 4 membri.
Anche la modalità PvP Arena è stata rivisitata in occasione della Definitive Edition; sono stante introdotte nuove mappe e nuovi personaggi inediti come Malady o Radeka con nuove abilità specifiche. La modalità Arena è giocabile sia in Single Player sia in Multiplayer.
È stata introdotta la modalità “Hot Seat”, che consente ai giocatori di utilizzare un unico controller da passarsi di mano a seconda del loro turno.

Le chance di gioco variano dal classico Deathmatch fino al Kill the King in cui l’intero party deve difendere un singolo personaggio dai continui attacchi dei nemici.

Queste dunque le principali novità della definitive Edition su console, una versione che risulta imprescindibile per ogni amante degli RPG fatti come si facevano una volta. Divinity: Original Sin 2 è un titolo mastodontico, che con la sua varietà vi terrà incollati per almeno un centinaio d’ore per farvi vivere un’avventura d’altri tempi.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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