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50 Sfumature di Vermi

Sono intorno a noi. Ci osservano e sono invisibili. Ogni parte del loro corpo è fatta per assalirci, incollarsi a noi per sottrarci fino all’ultimo refolo di vita dal corpo. Macchine perfette, il cui scopo ultimo è  causarci dolore: esseri la cui sopravvivenza è imprescindibile dal nostro tormento. I parassiti.
Una descrizione un tantino macabra, lo sappiamo, e alcuni potrebbero accusarci di eccessiva drammaticità o teatralità: i parassiti sono solo vermetti che ti si attaccano addosso sperando di condividere il nutrimento che ingeriamo… dolore e sofferenza non sono termini un tantino eccessivi? Ma aspettate ad esprimere un tale giudizio, potreste essere poco informati a riguardo. Per questo vogliamo offrirvi una veloce panoramica sul viscido mondo dei parassiti dell’uomo, o meglio, vogliamo raccontarvi la storia di qualche simpatico vermetto che escogita fantasiosi modi per infilarsi nelle vostre viscere, risalire il circolo sanguigno, accasarsi nel nostro stomaco, o nei nostri polmoni (dipende dai gusti) e lì riprodursi come se non ci fosse un domani. Il tutto, ovviamente, senza destare il minimo sospetto. Vogliamo dimostrarvi, insomma, che la Natura ha un gusto per lo splatter degno di uno dei più grandi film hollywoodiani. Vediamo i  “vermi” migliori.
Tra i vermiformi parassitanti più conosciuti dalla cultura generale, troviamo le Tenie, meglio note con il nome di “verme solitario”. Grazie alla testa ricoperta di uncini e ventose, la Tenia riesce ad aggrapparsi alle pareti intestinali, dove si srotola in tutta la sua lunghezza per assorbire i nutrienti che fluiscono.  Questo corpo di venti metri  è formato da  innumerevoli segmenti identici, ciascuno contenente  un apparato riproduttivo sia femminile che maschile. La Tenia si autofeconda:  piegando il corpo mette a contatto uno dei segmenti terminali della coda, con uno di quelli anteriori, più vicini alla testa, sfruttando la presenza di entrambi gli apparati in ogni segmento che la compone per auto-penetrarsi. Se l’idea di avere un “vermone” gigantesco che “auto-toccandosi” si riproduce aggrappato alle pareti del vostro intestino non vi da i brividi, allora c’è da aggiungere un altro fattore.  Autofecondandosi, la Tenia rilascia delle uova, che attraverso le feci dell’uomo raggiungo il terreno e vengono quindi mangiate, o bevute, da erbivori. Qui la larva si schiude, e vi resta finché la carne poco cotta dell’animale non sarà mangiata, ricominciando il ciclo. Ma se i piccoli sbagliano strada e si innestano nei villi intestinali, la larva si farà strada tra la muscolatura e il circolo sanguigno umano, andando ad infilarsi direttamente nel sistema nervoso centrale, più precisamente nel cervello, producendo grandi cisti sanguinolente con dolorosissimi e pericolosi risultati, tra cui la morte.
Se, però,  siete convinti che le dimensioni non contino, e 20 metri di verme intestinale non sono sufficienti ad impressionarvi, allora dovete fare la conoscenza del genere dei Schistosoma: “i vermi innamorati”. Prima di giungere all’ospite definitivo, l’uomo, questi vermetti di un paio di centimetri devono compiere un ciclo vitale particolarmente complesso e crudele. Le uova sono disperse in acqua, dove penetreranno in una sfortunata lumaca di mare, che verrà brutalmente sfruttata per poi essere squartata e uccisa dalla fuoriuscita di  un individuo adolescente, caratterizzato da una potente coda che gli permette di muoversi liberamente in acqua. Appena entrano in contatto con l’uomo, questi adolescenti ne penetrano la pelle grazie a sostanze urticanti  che secernono, e raggiungono il circolo sanguigno innestandosi in maniera definitiva. Gli Schistosomi sono parassiti del sangue, ma oltre a essere specializzati nel donarci fastidiosissime e sanguinolente dermatiti, febbri e rischiosissimi mal di testa dovuti alle loro occasionali nuotate nel circolo sanguigno cerebrale, hanno anche deciso di essere efficienti riproduttori. Questi vermetti, infatti, si riproducono sessualmente e vivono in accoppiamento perenne: il maschio  ripiega il proprio corpo per  avvolgere la femmina e bloccarla al suo interno. La femmina accumulerà uova, che tratterrà nel suo corpo fin quasi a scoppiare, raggiunto il limite si staccherà, quindi, dal partner e, migrando verso i vasi sanguigni periferici, andrà a deporre le uova, svuotandosi.  Queste, saranno trasportate dal circolo sanguigno fino a capillari talmente stretti da impedire loro un ulteriore diffusione: il loro accumulo in questi punti, determinerà lo scoppio del vaso sanguigno con conseguente fuoriuscita delle uova, ed immancabile perdita di sangue. E mentre sarete contorti a terra dal dolore, la femmina, sarà già tornata  ad accoppiarsi col compagno, pronta ad accumulare altre uova.
In sostanza abbiamo a che fare con una coppia di vermetti  che ci assale mentre siamo impegnati in una nuotata, e che decide di stabilirsi nel nostro circolo sanguigno, perennemente in accoppiamento, con tendenze al vampirismo e il cui unico scopo è riempirci le venuzze di uova fino al punto di rottura. Da brividi, non credete?
Se poi tutto questo non vi ha ancora fatto accapponare la pelle, correndo a controllare di non avere ospiti indesiderati che strisciano sottopelle, lasciateci concludere con la famiglia delle Filarie. Questo gruppo di individui contiene tantissime specie vermiformi parassitanti, accomunate da un ciclo vitale che vede come ospite intermedio un insetto, solitamente la zanzara. 
Le femmine infatti partoriscono gli stati giovanili del verme nel sangue o nel sistema linfatico, la zanzara li ingerisce quando punge un uomo infetto e li ri-immette, accresciuti, potenziati e pronti alla maturità, quando punge un individuo sano. Di questi “vermetti” ne esistono di svariati tipi e con parassitosi molto diverse: dalla Wunchereria che colpisce il sistema linfatico causandone, per “ingorgo” di individui, la completa occlusione con conseguente rigonfiamento degli arti e impossibilità di movimento, alla più crudele Onchocerca che provoca la cosiddetta “cecità dei fiumi”, andando ad agire sul sistema immunitario, decidendo che per il suo sostentamento non siamo più degni della vista. Ma forse la parassitosi più orribile, almeno da vedere, è quella del Loa Loa, un vermetto di una 20 di millimetri che striscia sottopelle nutrendosi del grasso accumulato, infiammando la pelle al suo passaggio. Questo sadico piccoletto, a volte, può anche strisciare sottopelle per anni senza che l’ospite se ne renda conto, finche non giunge all’occhio dove finalmente si rende visibile e continua a nutrirsi causando bruciori atroci al bulbo oculare.
Questi sono solo pochissimi esempi, anche se molto caratteristici, tra le decine di migliaia di specie che possono parassitare l’uomo. Una sola cosa li accomuna: strisciano nell’ombra facendosi strada  tra le vostre viscere per nutrirsi della vostra carne, senza che nemmeno voi ve ne rendiate conto. Loro sono ovunque. Una mano sporca portata alla bocca….e già potrebbe essere la vostra fine.  E ora che via abbiamo donato una sana paranoia, un sano terrore psicotico  da carne non cotta…Che altro dire, se non.. “Fuggite! Sciocchi!
Testi di Eleonora Beccaria

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