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Zombie e umani, la convivenza è possibile?

Solitamente la domanda che ci si pone in caso di zombie è del tipo “Meglio la mazza chiodata o il fucile a canne mozze?” e la convivenza è esattamente ciò che si cerca di evitare ad ogni costo. Ragionamento più che sensato se si tratta di una situazione alla uccidere o morire, ma cosa potrebbe cambiare se gli zombie non fossero una minaccia per l’uomo, o smettessero per qualche motivo di esserlo? Okay, riconosciamo che non si tratta del problema numero uno del genere umano, ma chissà, potrebbe sempre diventarlo…
Questa idea apparentemente bislacca ci è venuta guardando una interessante serie targata BBC intitolata In The Flesh. Come avrete intuito la serie parla di zombie, ma non i classici zombie mangia-cervella sbudellatori di brava gente, o meglio non più. Gli zombie di In The Flesh (o meglio, le persone affette da Sindrome di Decesso Parziale) sono zombie curati, ex mangiatori di cervelli che grazie ad una dose giornaliera di una speciale medicina riescono a vivere come persone normali, se non si considera il fatto che le loro funzioni vitali sono inattive, la loro pelle è bianca e gli occhi gialli. Per il resto sono tipi okay, ma non tutti la pensano così. Coloro che hanno passato anni della loro vita a dare sprangate in testa agli zombie per sopravvivere non riescono a vederli di nuovo come i loro amichevoli vicini di casa e, soprattutto nelle zone rurali dove il controllo della polizia è totalmente assente, mettono in atto una vera e propria persecuzione dei non-morti. Dall’altra parte ci sono gli affetti da PSD, persone a tutti gli effetti che vedono le loro vite (o seconde vite) minacciate dal pregiudizio, non responsabili di ciò che hanno fatto mentre erano zombie, ma impossibilitati a provarsi persone nuove e migliori perché troppo occupati a cercare di non venire uccisi. Naturalmente la serie non è tutta qui, è una storia d’amore, di amicizia, di discriminazione (con tanti parallelismi con le discriminazioni del mondo reale) e di coraggio, in una cornice zombie-apocalittica che non guasta mai. Il protagonista, Kieren Walker è un giovane affetto da PSD che non ha ancora deciso quanto del suo nuovo sé accettare e che grazie ad alcuni fortunati incontri imparerà a capirlo. Chiusa la piccola parentesi finalizzata al consigliarvi caldamente questa serie. Parliamo di convivenza, questo era il modo in cui l’uomo approccia la convivenza in In The Flesh, un modo tipicamente umano che ci riporta alla mente The World’s End, l’ultimo film della Trilogia del Cornetto, e le scene finali. Certo non si trattava in senso stretto di zombie guariti, ma il concetto finale era quello, esseri una volta minacciosi per l’umanità che riprendono possesso dei loro corpi e delle loro coscienze e si trovano a fare i conti con una società che non accetta l’eventualità che possano essere cambiati.
 
Un tipo di situazione totalmente diversa ma caratterizzata da un denominatore comune è quella raccontata dal film “Fido”. Qui gli zombie non sono esattamente guariti dal loro disturbo, ma semplicemente resi mansueti da un apposito collare, e vengono schiavizzati dagli umani benestanti che possono semplicemente acquistarli e utilizzarli nelle faccende di casa. Qualcosa nei piani però va storto quando uno di loro stringe un forte legame di amicizia con un bambino di nome Timmy, fino a rischiare la vita per proteggerlo.
È curioso pensare a come il genere umano potrebbe reagire ad una situazione del genere ed è ancora più curioso rendersi conto che non si sa bene con chi simpatizzare tra le due parti. Risposta violenta? Totale indifferenza di fronte al problema? Supporto alla fazione discriminata? Se avete aperto questo articolo aspettandovi la nostra risposta definitiva alla domanda posta nel titolo ci dispiace deludervi, non ve ne forniremo una, uno spunto di riflessione ci sembrava un’opportunità più interessante. “E che spunto di riflessione è mai questo?”, direte voi, “dove sono finiti i classici temi tipo fame nel mondo?”. Shh, non si è mai troppo prudenti quando si parla di zombie. 

Giada Rossi

Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.

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Un commento

  1. In realtà – spoiler per spoiler – nel SECONDO film della trilogia del cornetto (Shaun of the dead) si finiva appunto con una società in cui si ritrova un equilibrio convivendo con gli zombie (zombie canonici, che nel resto del film agognavano uno spuntino di frattaglie. Fresche).

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