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Toriko: mangio ciò che uccido

Direttamente dalla famosa scuderia di Shonen Jump ecco arrivare dal Giappone l’ultimo shonen del momento: Toriko. Sappiamo ormai tutti come funziona questa tipologia di manga: si prende un tema di fondo per la storia, come per esempio i pirati per One Piece o i ninja per Naruto, s'inventa un sistema di combattimento basato su colpi e tecniche che diventano sempre più spettacolari a mano a mano che la storia procede, e infine si inseriscono tanti personaggi, sia nemici sia amici, pronti a popolare il mondo appena creato, tanto meglio se appartengono a temibili organizzazioni segrete. Ormai la bravura di un autore nel creare un nuovo shonen manga non è tanto nel creare qualcosa di originale, dato che ormai ne esistono talmente tanti che è difficile creare qualcosa di completamente nuovo senza prendere un minimo di spunto da qualche altra opera, ma nel prendere i canovacci classici della serie e rimescolarli, magari con un'ambientazione inedita, in un prodotto che sappia sfruttare al meglio le caratteristiche conosciute di questa categoria di storie.

Poi, ovvio, se c’è qualche spunto di originalità per esempio nell’usare un potere già trito e ritrito in modo nuovo ben venga! Altra caratteristica fondamentale di ogni  buon shonen sono i personaggi. Se non si ha un cast di tutto rispetto i lettori non si affezioneranno al manga. Spesso quindi, il carisma di alcuni personaggi può fare la differenza. Infine ci sono i misteri, che non mancano mai. Sono ciò che in genere fa andare avanti il lettore avidamente a proseguire la storia per scoprire perché un personaggio si comporta in un determinato modo oppure scoprire i segreti più oscuri dell’ambientazione.
Speriamo di non avervi annoiati con questa premessa, ma volevamo porre le basi per parlare di Toriko. Iniziamo dalla storia. L’ambientazione di base è sì originale, ma alquanto bizzarra! Infatti è un mondo basato sull’era dei buongustai. Cioè tutte le persone sono alla ricerca di sapori inediti, nuove delizie e cibi sconosciuti da provare. Esistono quindi associazioni potenti e piene di soldi, principalmente l’International Gourmet Organization (I.G.O.), che si occupa di reperire le materie prime e di cucinare cibi galattici. Il problema è che la maggior parte degli ingredienti proviene da mostri enormi e potentissimi in grado di sbaragliare persino eserciti di difficile cattura.

Quindi l’I.G.O. o altri privati, pagano fior di quattrini i fornitori di alimenti di lusso per catturare le bestie più feroci. Toriko è uno dei migliori sul campo e in questo primo numero lo vediamo assoldato per catturare un Gararadrillo: un gargantuesco coccodrillo che nemmeno un carro armato riuscirebbe ad abbattere. Dunque come definiremmo questo manga? Il primo numero ci è sembrato un ritorno allo stile usato negli anni '80 come stile di disegno e caratterizzazione di alcuni personaggi, in un'ambientazione però con tocchi di modernità che ricordano molto da vicino un mix fra il videogioco Monster Hunter e Hunter X Hunter di Togashi.
Toriko è un personaggio carismatico senza dubbio, forse anche troppo esagerato. In genere negli shonen il protagonista può partire in due modi: giovane e inesperto, e in questo caso il manga si baserà sul suo percorso di crescita; oppure già fortissimo in partenza, questo è il caso di Toriko. Infatti il protagonista è assurdamente forte ed esagerato in tutto ciò che fa, da questo primo numero sembra che nulla sia impossibile per lui.

Tratta mostri giganteschi come animaletti da compagnia e ingurgita quantità di cibo che farebbero impallidire persino Goku. Fuori di testa il suo stile di combattimento, basato su forchetta e coltello. Sì, avete capito bene, con una mano rappresentante la forchetta blocca il nemico trafiggendolo, con l’altra mano invece lo taglia in due. Lo stile di disegno ricorda molto i personaggi ipermuscolosi degli anni '80, alla Kenshiro o Otoko Juku per fare un esempio. Vediamo anche una buona varietà di ambientazioni e un discreto design per i mostri, anche se nulla di veramente impressionante. In genere gli shonen non mostrano mai tutte le proprie carte al primo numero anzi, più vanno avanti e più possono migliorare. Questo primo numero però non ci è sembrato nulla di veramente eccezionale nel panorama shonenaro, si fa leggere anche bene ma non è scattata la scintilla come con altri manga. Per esempio, paragonato all’inizio di One Piece, non si avverte quella magia e quell’inizio di un'avventura epica che poi sarà il grande manga di Eiichiro Oda.

Forse alcuni diranno che non si può ancora paragonare con One Piece, però non era un paragone a caso; infatti in Giappone Toriko è spesso definito come il successore spirituale di One Piece per quanto riguarda contenuti e spirito di avventura, tanto che l’anno scorso prima dell’inizio dell’anime di Toriko è stato realizzato un episodio cross over con il manga di Oda Sensei. In definitiva il primo numero non ci ha impressionati particolarmente, ma è solo l’inizio. Se cambieremo idea ve lo comunicheremo sempre su queste pagine, quindi continuate a seguirci.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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Commenti

  1. Dico la mia. Ultimamente stanno uscendo un po’ troppi manga senza un’anima. Manga che sono lì solo per fare numero e vendere un po’. Questo secondo me è proprio uno di quelli. Non vedo né l’originalità né una sceneggiatura decente. Naturalmente sono gusti, ma dopo aver letto molte delle uscite del 2012 e 2011 dico che il popolo nipponico sta cadendo nel copia ed incolla e stia perdendo il fascino che ha accompagnato per molti anni i lettori.

  2. Ho letto il primo volume e personalmente non so come l’autore possa tirare per le lunghe una storia di questo tipo senza cadere nel banalismo e quindi una ,più o meno, grande perdita d’interesse da parte dei lettori…

  3. Io lo sto leggendo e ad essere sincero dopo 30 volumi devo dire che ancora c’è appeal, considerando che solo ora il manga entra nel vivo, visto che i protagonisti entrano nel mondo del buongusto. Come giustamente riportato nella recensione lo schema è sempre il solito, però io sinceramente non ci vedo del banalismo o perdita di interesse, anzi adesso si inizia a far sul serio. Almeno questa è la mia opinione.

  4. Io non lo vedo come un manga senz’anima, di sicuro non è un capolavoro, però è ben caratterizzato e propone degli spunti originali molto interessanti. Voglio dire: ho letto di molto peggio. Sicuramente lo schema è il solito dei vari Naruto, OP però si fa leggere molto agevolmente. Che poi i manga moderni stiano scadendo e sono dei copia incolla quello purtroppo è vero, effettivamente leggo Toriko per mancanza di altro e più che mai ora mi recupero le serie più belle del passato.

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