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The strain: i vampiri di Guillermo Del Toro

Tenete conto della cultura pop moderna.
Vi trovate davanti ad un aereo atterrato in condizioni anomale, di cui passeggeri ed equipaggio (composto da 210 persone) vengono ritrovati morti tranne quattro superstiti. 
Nella stiva avete un'enorme cassa di legno massiccio, disimballata, decorata con scheletri che imbracciano enormi falci. È  piena di terra… 
Signore e signori ora diteci, qual è la prima cosa a cui pensate?
Se la risposta è “Un vampiro” avete vinto una stellina.
Perché la gente non ci pensa mai?
La risposta è ovvia, ma quando guardi una nuova serie e ti ritrovi a veder scorrere una scena del genere ti viene sempre da urlare contro lo schermo, un po' come durante i film dell'orrore quando prendono decisioni assurde.
Ma è solo questo che ci fa sogghignare durante la prima puntata di The strain.
Questo mese, nell'afa estiva, è cominciata la serie tv creata da Guillermo Del Toro e Chuck Hogan, che, speriamo, ci farà venire i sudori freddi. 
Il caso del Boeing 767 scatena il terrore di un attacco terroristico e per questo viene coinvolta la CDC (Centers for Disease Control and Prevention) e la sua punta di diamante, Ephraim "Eph" Goodweather. 
Ma, come noi sappiamo, non si tratta affatto di un'epidemia, o almeno non è di un tipo conosciuto e facilmente contenibile. I cadaveri ritrovati nascondono un segreto, e forse è proprio il caso di distruggerli come suggerisce lo strano figuro, che racconta strane storie che lo rendono folle agli occhi dei presenti. Per non parlare del fatto che va in giro con un bastone nel quale si nasconde un'affilatissima spada d'argento!
Egli non è un pazzo e  qualcuno farebbe bene ad ascoltarlo.
In un periodo in cui i vampiri vanno per la maggiore e che, onestamente, hanno anche cominciato a stancare, l'elenco di serie in cui queste creatura sovrannaturali sono protagoniste pare troppo lungo, indipendentemente dalla qualità del prodotto: True blood, The vampire diaries, The originals, Being human e l'ultimissimo Penny dreadful e chi più ne ha più ne metta.  
Non citiamo Buffy perché ha conquistato il pubblico in tempi non sospetti.
Da un lato scegliere questo tema può essere proficuo, ma può essere un errore di valutazione, nel caso in cui non si riesca a gestire il plot con sagacia.
Ci auguriamo che il due creatori della serie riescano a destreggiarsi per mantenere vivo l'interesse che hanno acceso con questo punto di vista riguardo ad un argomento ormai stra abusato. Viene scelto di mescolare un approccio scientifico ad un ritorno alle origini. Buio, con un mondo ad un passo dalla caduta, il passo che lo farà cadere in un incubo da cui non ci si potrà svegliare.
Non ci sono, almeno per il momento, avvenenti uomini dotati di zanne che si contendono la stessa donna, ma solo creature affamate, mosse da una fame insaziabile e tremenda.
La presenza di Sean Austin e di David Bradley invogliano a continuare a seguire la serie, entrambi con una gran carriera alle spalle e ruoli che certo hanno catturato l'affetto del pubblico (tranne Gazza e il suo antipatico gatto).
Il tutto nasce da una trilogia di romanzi che Del Toro e Hogan hanno scritto  tra il 2009 e il 2011, rispettivamente: The strain, The fall e The night eternal, che promettono un buon quantitativo di disperazione e potenzialmente poco ottimismo.
 Attendiamo il seguito con curiosità.

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Commenti

  1. Luigi, sono in totale disaccordo con quello che scrivi nel tuo blog. Rita Levi Montalcini meritava quel posto, come minimo. è il minimo onore per una donna come lei. La quale ha continuato le sue ricerche nonostante la sua veneranda età; di certo lei non se ne stava con le mani in mano, a differenza del 99% degli italiani che raggiunta la pensione si siedono su una poltrona e là restano. Non che questo sia sbagliato, anzi, è giusto che una persona anziana si riposi. Ma lei fino a 103 anni, senza più l’udito né la vista di una volta ha continuato imperterrita nella sua opera, per il bene dell’intera umanità. E non solo: ha difeso fino alla fine noi giovani italiani e ha promosso la ricerca come mai nessuno in senato, stanne certo; così come ha promosso l’istruzione delle donne in tutto il mondo. è un modello di vita per tutti noi.

  2. Come ha fatto a promuovere la ricerca in senato se ha il 100% di assenze?
    Ti ripeto, a me è sempre piaciuta questa donna (come anche la Hack), mi sono sempre identificato in molte sue frasi e credo che possiamo andare fieri di lei. Però come politica è stata fallimentare e, purtroppo, un senatore a vita è un politico. Ai tg ho sentito dire che fosse una donna umile… beh, se fosse stata umile avrebbe rifiutato quel posto di senatrice a vita, conscia che la veneranda età non poteva permetterle di viaggiare ogni giorno e di sostenere lunghe sedute in assemblea. Di onorificenze potevamo dargliene di svariate, ci sono cariche di cavalierato, medaglie al valore civile, premi internazionali: ma se ti nomino senatore a vita, io voglio che tu faccia il senatore. Col 100% di assenze, non hai fatto il senatore. Se lei voleva soltanto apparire in tv e dire la sua poteva farlo benissimo senza essere un’onorevole, anzi, l’avremmo apprezzata tutti di più visti i bassi indici di gradimento verso i nostri “rappresentanti”.

    Comunque, Elisabetta, un elogio anche a te per la cortesia con cui sei capace di scrivere 🙂

    Good year

  3. Basta che non sia una cagata con i solito bel tenebroso vampirla che non beve sangue umano perchè infondo è buono e già merita anche se fosse una cagata pazzesca…

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