Intrattenimento

Solo io posso distruggere la Terra

Non tutte le storie di eroi e Apocalisse incombente seguono lo stesso canovaccio. O meglio: magari lo seguono ma deviano
Cosa succederebbe, ad esempio, se la gente che deve salvare il mondo fosse la meno adatta allo scopo? Non parliamo di eroi riluttanti, parliamo piuttosto di persone palesemente inadatte. Non tanto nelle capacità, perché possono muovere oggetti a distanza o sollevare macchine: parliamo proprio dello stato mentale, o anche della maturità.
Ma possiamo dipingere lo scenario di questa specifica storia di eroi.
Per esempio: siamo nel Giappone odierno, e fin qui tutto ok.
C'è un enorme martello nel cielo. In pochissimi possono vederlo, come possono vedere i Golem che seguono, come l'arma, la volontà del Mago. E' un cattivo presagio, perché distruggerà il mondo.
C'è una Principessa e si chiama Samidare Asahina. E' superforte e innamorata del mondo, è come la sua divinità guardiana, e il suo scopo è salvarlo dal martello. Ma dato che lo ama troppo, questo mondo che le appartiene, e non sopporta l'idea di morire e sapere che il mondo andrà avanti senza… vuole essere lei a distruggerlo. Precisamente dopo averlo salvato.
C'è un cavaliere, sir Noi Crezant, che al contrario della Principessa è saldo nel suo dovere di salvare il mondo e basta. E' saggio, esperto, fedele e dedito alla missione. Peccato che sia una lucertola.
E c'è Yuuhi Amamiya, diciottenne solitario e misantropo, le cui maggiori attività sono lamentarsi del genere umano e sbirciare le mutande delle ragazze; ciononostante si ritrova prescelto dal suddetto Cavaliere. E il peggio arriva quando lui e la Principessa s'incontrano. 
Questi sono gli ingredienti di Wakusei no Samidare, che Flashbook porta in Italia col titolo di Samidare. Lucifer & Biscuit Hammer. Non è un'epopea interminabile, il seinen manga di Satoshi Mizukami: dura dieci volumi ed è già concluso. Oggetto di un piccolo culto fuori dal Giappone, è di quei titoli che si fanno valere e conoscere più attraverso il passaparola che non colpendo il pubblico dalla copertina. Probabilmente.
Per esempio lo stile di Mizukami non è propriamente bello. I personaggi hanno facce squadrate, nasi sgraziati e un generale aspetto un po' goffo – anche se, per esempio, i temibili golem sono efficaci nel loro design semplice ma aggressivo. E l'idea di un eroe pervertito e di una battaglia per salvare il mondo può non essere esattamente una grande novità in ambito manga. Leggendolo un paio di annetti fa, questo redattore ha dovuto scoprirlo dal consiglio di qualche amico e ripetuti "ma no, fidati che è bello" prima di prenderlo effettivamente in mano e farsene affascinare. E in fondo l'imperfezione del tratto finisce per acquistare un qualcosa di riconoscibile, di tenero magari.
Quindi, in questa sorta di incontro con un vecchio amico, vediamo perché dare credito a questa nuova storia di un mondo in pericolo.
Prima di tutto, la leggerezza in Hoshi no Samidare (altro titolo possibile: potenza delle letture alternative nel giapponese) non è uno stato perenne; sotto le trovate bizzarre c'è una storia che non teme di farsi emotiva e di approfondire i propri protagonisti. 
Si parla di ragazzi alla fine, e spesso non sereni. Che siano passati infelici o metaforiche catene, questi ragazzi cercano di nascondere i dolori dentro di sé e di essere sicuri e irremovibili con gli altri, ma basta poco perché scelgano di cambiare rotta e di affidarsi pericolosamente ad un'altra persona. C'è uno strano misto di egoismo e fiducia nelle motivazioni di Samidare, di Yuuhi e nel rapporto che si forma tra di loro; e il cruccio di Noi, povero cavaliere maltrattato dal proprio associato e incapace di difendersi (insomma, una lucertola contro un essere umano è sempre una lotta dal finale inevitabile), è un po' quello di un adulto serio e compassato che fatica a capire gli impeti dei giovani. Lui è sereno le portare avanti il proprio dovere, loro invece oscillano tra momenti di rifiuto, lacrime che non si riescono a trattenere e rapporti difficili da definire. Oltre che la solita caccia alle mutande.
E mentre il misantropo parla con la Principessa sia nella realtà che nei sogni, e si trova sempre più legato a lei, i Golem appaiono, il destino del mondo si avvicina e altri Cavalieri s'affacciano per compiere il loro dovere.
Non si racconta quello che accadrà in seguito nel manga, dato che finora è uscito in Italia solo il primo volume, ma possiamo assicurare che resta qualcosa di interessante e molto coinvolgente. Nel suo oscillare tra leggerezza e dramma, nel giocare con gli archetipi e personaggi di una storia di eroi e nel presentare anche una visione atipica del nemico. I Golem infatti sono dodici in tutto, di potere crescente e unici; insomma, niente lotte contro orde di nemici o mini-boss. Se non fosse totalmente diverso si potrebbe tracciare un filo rosso a Shadow of the Colossus; e, mentre i lavori sono diversissimi, in fondo li accomunano una vena malinconica (più chiara nel videogioco del Team Ico) e un volere dire qualcosa di personale parlando di eroi.
Con questa piccola traccia di pretestuosità si può continuare a consigliare il manga. Dura poco, emoziona e non delude. E ci sono animali parlanti, che dire di più?

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