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Re-mind

"Mi è passata tutta la vita davanti agli occhi!". Vi è mai capitato di sentire pronunciare questa frase? Solitamente viene detta da una persona che ha subito uno shock ed è stata in pericolo di vita. Pensate sia una sciocchezza? Probabilmente è vero. Putroppo per noi non abbiamo delle prove tangibili, questa è una di quelle cose che bisogna provare in prima persona per poter credere… in ogni caso noi non lo auguriamo a nessuno. Pensate comunque a quante cose si potrebbero sapere estrapolando le immagini e i pensieri dell'intera vita di una persona. Sarebbe un'idea perfetta per un romanzo o per la sceneggiatura di un film! Per fortuna non dovete aspettare un secondo di più perché qualcuno ci ha già pensato.

Stiamo parlando del belga Didier Alcante e della storia da lui scritta per il fumetto Re-mind (gioco di parole tra rewind, che significa riavvolgere e mind, che significa mente). Egli infatti ha preso il concetto di cui abbiamo parlato in precedenza e l'ha usato come collante per una storia piena di azione, sparatorie, esplosioni, personaggi loschi e l'eterna lotta del bene contro il male, ovvero come l'FBI sventa attacchi terroristici usando tecnologie alternative.
La storia si svolge in una New York ancora segnata dagli attacchi dell'11 settembre ed è incentrata su questa nuova tecnologia (chiamata appunto Re-wind), sviluppata dai migliori scienziati dell'FBI grazie alla quale è possibile, attraverso uno speciale casco, estrapolare la vita intera di una persona morente. Vi chiederete: come si sfruttano questi caschi? Semplice: muovendosi in base all'idea che il fine giustifica i mezzi, un agente speciale dell'FBI recupera i suoi sottoposti in fin di vita in modo da poter recuperare il film della loro vita e con questo tutte le informazioni ritenute utili a salvare il Paese.
Ricordiamo che una persona rivede tutta la sua vita nel momento in cui sta per morire, non un attimo prima e non un attimo dopo. E se per caso un agente infiltrato in una particella terroristica in possesso di informazioni ancor più delicate (per esempio il prossimo bersaglio da colpire) non morisse? L'unica soluzione è quella di "causare la morte dell'agente". È una soluzione tragica purtroppo. Non vogliamo fare spoiler, ma giusto per non farvi perdere ogni speranza, vi diciamo che il nostro agente in fin di vita viene salvato dal proprio padre.
Egli, il padre, pur di mettere in salvo il figlio scappa in ambulanza, viene inseguito da un elicottero, abbatte l'elicottero, si butta da un ponte, ruba un motoscafo e, insomma, si fa nemica l'FBI.
Non vi diciamo niente di più sulla trama di Re-mind dato che suspense e colpi di scena non mancano e vi assicuriamo che alla fine del primo volume vorrete leggere ancora.

Didier Alicante ha, insomma, creato una storia techno-thriller degna dei più famosi romanzi di Tom Clancy. Già il concept che sta alla base di Re-wind è talmente interessante di suo che potrebbero benissimo ricavarci una serie TV o un videogioco o qualsiasi altra cosa… a questo ci si aggiungono le illustrazioni di Andrea "Red" Mutti che immerge il lettore in un'ambientazione da set cinematografico tipico di Hollywood.

Didier Alcante e Andrea Mutti entrano in sintonia per creare una storia avvincente, mai noiosa, in cui non ci sono momenti di calma. Le scene di azione adrenaliniche si alternano in maniera regolare ai momenti di tensione in cui si scoprono terribili tradimenti. La storia vi terrà sulle spine fino alle ultimissime pagine, dove si sbroglia la matassa di intrighi e i terroristi vengono sgominati. L'unica pecca forse, è che la situazione si risolve in maniera troppo semplice, ma non preoccupatevi perché varrà la pena sfogliare questo volume che vi terrà col fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina.

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