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Play Modena 2012 Report

L'abbiamo presa comoda ma eccoci qui. Sarà che è Gioco e basta (per quanto non sia esattamente poco), senza l'ingombrante vicinanza del fumetto e senza affollamenti invivibili, sarà uno spazio organizzato pensando alle famiglie e alla comodità. 24 e 25 Marzo 2012: l'occhio di Orgoglio Nerd era presente e ha trovato una fiera molto ordinata, pacata rispetto al solito e con molti meno problemi di sudore, caldo e imbottigliamento. Una fiera di spazi ampi, piena di tavoli da gioco e, complice il bel tempo, un po' trafficata anche negli spazi all'esterno; spazi vuoti, d'accordo, ma ogni tanto solcati da una compagnia napoleonica annunciata dai tamburi, oppure da cosplayers o da semplici visitatori a chiacchierare godendosi il sole o giocare facendo rimbalzare enormi palloncini. 
A quest'ultimo sollazzo, anche il vostro redattore non ha resistito.
Palloni (non finisce qui) a parte, Play è apparsa come una fiera calibrata per essere su misura: chi si è aggiudicato il pacchetto VIP, per esempio, ha potuto godersi un'anteprima della fiera di venerdì. E in generale la rassegna di attività era molto varia: tre aree principali, vaste e disseminate di tavoli in cui avevano spazio gli scacchi, la dama, un po' più in là uno spazio per gli scontri all'arma bianca, e ancora nuovi giochi italiani e stranieri (come i boardgame Takenoko e Battlestar Galactica oppure l'orrorifico per due giocatori Fantasmi assassini dell'"apocalittico" Vincent Baker ), le immancabili marce imperiali complete di Darth Vader, gli zombie della Umbrella, la gara delle OlimPLAYadi, i videogiochi vecchi e nuovi. 
Svariati ospiti anche internazionali: menzioniamo Rebecca Guay che qualcuno ricorderà come illustratrice di Magic: the Gathering, il boardgame designer inglese Martin Wallace (famoso per Age of Steam, ma è uscito anche il suo Pochi acri di neve alla fiera) e un nostro preferito come Matthjis Holter, che coi suoi gdr nørwegian style – nome anche del sito dove li presenta e pubblica – incorpora tecniche improvvisative e punta ad esperienze a volte molto poetiche. E poi fare una partita completa in quattro ore, in inglese, coinvolgendo tragedie vichinghe, principesse vendicative e cavalieri licantropi… beh, è sempre molto piacevole. Oltre a simili eventi che fanno luccicare gli occhi del qui presente Nerd, è stato anche un momento di ciò che potremmo definire delicato patriottismo.
Letteralmente alla fine della fiera a Play il ruolo di protagonista va dato al gioco italiano. Il pezzo di punta e gioco ufficiale di tutta la fiera, Piombo, è un gdr che più italiano non si può: porta a creare storie di criminali che arrivano in vetta al potere per poi ricadere nella polvere, ispirandosi a vicende degli anni '70 come quella della banda della Magliana – il romanaccio era praticamente la lingua ufficiale dello stand, animato da un simpatico e arrembante staff vestito… un po' colorito – o Felice "Faccia d'angelo" Maniero, il tutto utilizzando tra le varie cose un mazzo da briscola invece che i dadi. Quattro-cinque tavoli sempre pieni e intenti a giocarlo, e anche chi scrive è lasciato soddisfatto da una demo che pur scalfendo pochissimo del gioco si è rivelata molto interessante. 
Poi Aegis che punta ai fan degli RPG in stile giapponese, nuovi libri e riedizioni dal veterano del ruolo italiano Sine Requie, giochi nuovi o in playtest come Dawn of a New Tomorrow e Il rosso e il nero, la presenza come ospite di Francesco Nepitello dalla coppia di autori di The One Ring, lo storico autore Luca Giuliano che fa giocare il suo nuovo Cinema Remake.
Sul fronte del gioco da tavolo e di carte nuove incursioni nella vita di tutti i giorni con Bunga Republic (e qui non c'è neanche da introdurne il tema), e ancora… workshop su come scrivere giochi, curiosi esperimenti come Panta Rei – una serie di minigiochi a tema filosofico disponibili per iPhone: per esempio come spiegare il socratiano "sapere di non sapere" con una versione del sempreverde Arkanoid - e la presenza dell'Avis che, oltre a fare la gioia di grandi e piccini con gli enormi palloncini (questo redattore è andato in crisi quando il proprio gli è scoppiato al sole fra le mani) ha disseminato la fiera di simpaticissimi pinguini vampiri. 
E il tutto è stato incanalato in un'area tranquilla, ampia, aperta a molte famiglie: il gioco è sempre qualcosa che può unire le età, coinvolgere tanti temi e parlare lingue diverse. Senza rinunciare a creare uno spazio vivibile, anzi capendo che prima di tutto il gioco è per tutti.
Questo abbiamo ritenuto di vedere a Play e il risultato è molta soddisfazione.

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