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Hurricane: Allerta Uragano, intervista al regista Rob Cohen

La nuova pellicola di Rob Cohen, carichissima d'azione, esce nelle sale mercoledì (27 giugno). Abbiamo quindi fatto due chiacchiere con il regista, per farci raccontare qualcosa in più su questo suo ultimo lavoro. Intanto, qui accanto, trovate una clip in esclusiva da Hurricane: Allerta Uragano e di seguito la sinossi ufficiale.
"Venticinque anni dopo la morte del padre, vittima di uno dei tornado cui aveva sempre dato la caccia, Will è un meteorologo del Governo impegnato a studiare Tammy: un uragano in arrivo sull’Alabama che si preannuncia essere il più violento nella storia degli Stati Uniti. Mentre gli abitanti cominciano ad evacuare la zona, Will, suo fratello Breeze e la determinata agente del Tesoro Casey si ritrovano soli in mezzo alla furia dell’uragano e, allo stesso tempo, alle prese con un gruppo di rapinatori che vuole approfittare dell’imminente catastrofe per compiere il colpo del secolo: una rapina da 600 milioni di dollari alla Zecca dello Stato."
Guardando il film una delle cose che colpisce è il suo essere un mix di così tanti differenti generi di film d’azione. Rapine, disastri naturali, esplosioni, sparatorie, inseguimenti, non manca nulla. È stato difficile mettere assieme tutte queste componenti senza perdere focus?

No, in realtà era la mia idea fin da subito quella di fare un pezzo che attraversasse più generi, e quando ho sentito il concept del film ho pensato fosse molto interessante. Un uragano, se prevedi che non sarà eccezionalmente distruttivo ma soltanto una tempesta di media dimensione, è un’ottima copertura per una rapina. Però se l’uragano diventa di grossa portata ciò avrà un effetto radicale su tutto il resto nel film: inseguimenti o sparatorie cambiano completamente se il vento tira a 150 miglia orarie e qualsiasi cosa sta volando in giro, gli edifici vengono scoperchiati, tutto si inonda e il resto delle devastazioni che arrivano con i terribili uragani.
Un’altra cosa curiosa sono i protagonisti di questo film: una dura ex soldatessa ora agente del tesoro e un meteorologo, una scelta inusuale. Ovviamente il metereologo c’è da aspettarselo nel mezzo di un uragano, ma come è nato questo duo e come si è scelto chi li dovesse interpretare?

Volevo che l’agente del tesoro fosse una donna, e volevo che dovessero lavorare assieme. Il fratello è stato un trucco narrativo per fare sì che il meteorologo restasse. Avevo bisogno di qualcosa per forzarlo a rimanere in quella città, ed è qui che entra l’idea del fratello, del suo tormentato passato e della tensione fra i due. Perché il metereologo non se ne va? Odia gli uragani, lo spaventano, sa quanto distruttivi possono essere, e nonostante ciò rimane. Non aveva senso che rimanesse per l’agente del tesoro, sarebbe stato incredibilmente smielato. In effetti non volevo nemmeno costruire una love story fra i due, volevo solo che fra loro si creasse un rapporto di rispetto. La "love story" è fra i due fratelli.
Il casting è stato un processo complicato. Quando l’ho iniziato la prima persona che si è messa in contatto con me è stato Toby Kebbel: mi ha mandato una mail dicendo che aveva letto il copione e voleva interpretare il fratello del meteorologo. Ho subito accettato perché mi piace molto Toby e volevo lavorare con lui da anni. Allora abbiamo iniziato a cercare i due protagonisti. Quando ho visto Maggie Grace ho pensato “sì,è il tipo di donna che potrebbe inaspettatamente essere un'eroina di un film d’azione”, le ho parlato del training e di tutto ciò che volevo fare, e lei si è mostrata molto entusiasta. Quindi avevo Toby per il fratello e Maggie per l’agente del tesoro, ma mi mancava il meteorologo, finchè un giorno ho incontrato Ryan Kwanten e pensato che fosse perfetto per il fratello, e Toby avrebbe potuto interpretare il meteorologo. Quindi ho portato Toby a cena e gli ho proposto di interpretare il protagonista, invece del fratello come inizialmente pensato. Lui era molto onorato che fossi intenzionato ad affidargli quel ruolo, e così abbiamo completato il casting, con questo scambio. 
Il training a cui ti riferivi, è perchè gli attori hanno svolto alcuni degli stunt richiesti dal film?
Li hanno fatti tutti. Tutto ciò che si vede sullo schermo sono Toby, Ryan e Maggie. Abbiamo trovato il modo di farlo in modo sicuro, senza metterli in pericolo. Quando vedete quel salto sul retro del camion lo ha davvero fatto Ryan, nessun trucco. Anche Toby attaccato al lato del camion, e Maggie con tutti i salti, corse, sparatorie…tutto quanto.
Proprio la scena dei camion, è molto importante ed emozionante, e penso ricorderà qualcosa a tutti i fan di Fast and Furious, ma questa volta c’è un uragano in più. Hai per caso preso ispirazione dal tuo lavoro passato, per portarlo in un contesto completamente nuovo?

In effetti sono molto fiero di entrambe quelle sequenze in The Fast and The Furious, specialmente quella in cui le cose non vanno come dovrebbero e Vin Diesel rimane sul camion. Quando stavo pensando a come concludere Hurricane (nello script non c’era il terzo atto inizialmente) ho pensato che se io avessi dovuto spostare seicento milioni di dollari lo avrei probabilmente fatto negli stessi camion che li avevano portati inizialmente. Quindi abbiamo iniziato a pensare ad una lunga sequenza di azione per il nostro climax finale, che vedesse come protagonisti quei tre camion. Ho quindi progettato la scena immaginando cose che sarebbero potute succedere mentre il gruppo cercava di raggiungerli e salirvi sopra, tutto questo inseguiti dal terribile uragano. Ovviamente c’è un riferimento al climax di Fast, ma quella era una sequenza di 4 minuti, questi sono 12. È stato davvero divertente riuscire a farlo funzionare.
E i tuoi progetti futuri? Film in cantiere?
Ho appena finalizzato un accordo per dirigere Jason Statham, Tony Jaa e forse anche Dave Bautista in un nuovo franchise: High Value Target. Dopodichè lavorerò a Razor, un film basato su una graphic novel, con Emma Dumont. Quindi insomma, ne ho due in cantiere e sarò molto impegnato, ma è così che vorrei che fosse sempre: andare da un film all’altro con un mese in mezzo. Sarei un uomo molto felice, ma non può sempre andare così.
Grazie per la chiacchierata, è stato un piacere.

Giada Rossi

Laureata in Astronomia, aspirante Astrofisica. Curiosa di natura. Scrivo soprattutto di scienza, ma preferisco parlare di cani buffi.

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