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Evil Dead: groovy

Ci sono capolavori che non vanno toccati, altri invece possono essere presi, smembrati con una motosega, ricuciti insieme e riportati in vita.
Questo è successo a Evil Dead, non parliamo del classico del 1981 diretto da Sam Raimi, ma dell'imminente remake di quest'anno diretto da Fede Alvarez (con la supervisione del maestro).
Conosciuto da sempre in Italia con il titolo de “La Casa”, non poteva essere distribuito con l'intestazione originale, ma di questo, forse per abitudine chi lo sa, non ne facciamo una colpa a nessuno.
Siamo grossi fan della pellicola originale, conosciamo ogni dettaglio, tutti i dietro le quinte e le piccole citazioni che compaiono in fondo in fondo dietro quell'albero, credeteci.
Per questo, come faranno presto tutti i fan, siamo entrati nella sala altamente increduli. A prescindere da tutto ciò che poteva accadere ci pareva una cosa che non si doveva fare. Rigirare “Evil Dead? Siamo Matti? Sarebbe come fare un remake di The Blues Brothers, o Ghostbusters! Giù “la mano” da Evil Dead!".
Niente avrebbe potuto farci cambiare idea, sarebbe potuto comparire il “fantasma” di Obi Wan ad avvisarci della buona qualità della pellicola ma non gli avremmo dato retta, un po' come ha fatto Luke, per noi Evil Dead 2013 era un film da condannare.
Questo ci frullava nella testa e, ottenebrati da queste certezze, la pellicola è cominciata.
Ora, tutti sappiamo che Evil Dead 2 è già, praticamente, un remake del primo Evil Dead e sappiamo tutti che in Bruce Campbell VS Army of Darkness (è questo il titolo originale, ebbene sì) i primi minuti sono un recap della situazione, quindi un altro piccolo remake del primo film.
Tenendo conto di tutto questa è la quarta volta che la storia viene portata sullo schermo, complimenti.
Infatti la trama di questo remake è praticamente identica all'originale tranne per qualche inversione di ruolo, piccole sfumature e gli ultimi 4 minuti di film.
Agli ultimi 4 minuti ci arriviamo dopo, perché se mai un finale ha inciso sulla valutazione di un film è questo il caso.
Ci saranno spoiler: prima di tutto, Bruce Campbell c'è. Tirate un sospiro di sollievo, Bruce compare dopo i titoli di coda e la fa da padrone, perciò non esiste, almeno tecnicamente, un Evil Dead senza Bruce. Alcuni rideranno ma per un vero fan questo è molto importante.
Il ruolo ricoperto da Mister Motosega, passa inaspettatamente ad una donna, Mia (Jane Levy), che non sembrerà in grado di sopportarlo per gran parte della pellicola, ma poi la ragazza sboccerà e ancora qui dobbiamo rimandare le spiegazioni a quando parleremo del finale.
Possiamo dire che tutta la pellicola è una gigantesca citazione, un film pensato e sviluppato per i fan, una sorta di Test Nerd a “chi coglie più particolari”, riderete perché quell'inquadratura è stata fatta perché nell'originale devi sapere che il trucco, invece le lenti, perché non sai che quell'ombra etc etc.
Insomma Evil Dead è una manna se vi sentite di dover dimostrare a qualcuno quanto siete preparati. Vedere il remake della Casa è come quando, d'improvviso, ti capita una verifica e hai studiato, sei sicuro di te perché sai, conosci e tutto andrà bene. Non c'è niente che può sorprenderti, ma non ti annoi perché sai che alla fine ti sentirai più potente.
E allora guardi la pellicola e ti diverti, sorridi perché nel preambolo della vicenda ti mostrano una serie di attrezzi e sai che verranno utilizzati e non vedi l'ora che lo facciano. Ti esalti perché la motosega è stata inquadrata, è lei. Aguzzi l'occhio perché il rottame di macchina sulla quale stanno seduti è quella macchina. Ecco perché Evil Dead ci è piaciuto, è un test, rispettoso e acuto.
Perciò vi chiediamo un favore, non uscite dalla sala dicendo la solita (e molto spesso vera) frase: “ ma l'originale è meglio”, è ovvio che il film degli anni '80 non cadrà mai. Questo remake è l'originale visto da un altro punto di vista, non lo lede, anzi lo esalta.
Ma ora parliamo degli ultimi, attesi, quattro minuti, quello che è successo nella nostra testa, e quello che succederà nella vostra,  è: “Sì, va beh, per ora è un classico remake scadente, nessuno ha usato la motosega, Ash non c'è, non ho sentito la parola Necronomicon, uffa, voglio rivedere il primo”.
Poi inizia a piovere sangue, (non è una metafora) e tutto cambia. Gli ultimi secondi, d'improvviso, accade tutto, ma tutto quello che non era successo per il resto della pellicola, tutto quello che avreste voluto vedere, ma il regista ha maliziosamente accennato e mai sviluppato, succede.
Ash torna reincarnato nel corpo di una ragazza (questa sì che è una metafora) che perde una mano, trova la motosega, la sostituisce all'arto, combatte contro il demone e inizia a sparare frasi lapidarie da sbruffone in una manciata di attimi.
Lo spettatore si ritrova a bocca aperta sotto una pioggia di sangue, e non vuole chiuderla.
Finalmente ti esalti, la lunga rincorsa di Alvarez porta ad uno spasmo dei muscoli, rilasciate l'entusiasmo e vibrate insieme alla lama della motosega. Groovy.

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Commenti

  1. dal trailer il film promette bene, e cmq con attuale tecnologia vedremo se sarà migliore del film originale..LA CASA è stato il primo film che mi ha fatto letteralmente caccare sotto dalla paura…staremo a vedere 😀

  2. Di tecnolgìa ce n’è veramente poca in questo film. Quasi tutti gli effetti sono realizzati alla vecchia maniera. CG se ne vede quasi per nulla (solo per sistemare cazzatine).

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