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Equestria Girls: così i pony divennero umani

Lo abbiamo aspettato. Lo abbiamo temuto. Qualcuno lo ha perfino odiato ancor prima di vederlo.
Alla fine, è arrivato. Di cosa stiamo parlando?
Di My LittlePony – Equestria Girls, degli Hasbro Studios: primo film dedicato alla serie MyLittle Pony – Friendship is Magic, che negli ultimi anni è stata in grado di appassionare grandi e piccini. Soprattutto grandi, a onor del vero.
Prima di parlarne, è necessario fare delle premesse.
Il primo trailer del film aveva gettato il panico sulla comunità brony del web.Commenti sarcastici e post di fuoco in ogni dove. Ma perché tanto astio?
Presto detto. 
Il fan medio di My Little Pony, guardando un film tratto da My Little Pony, si aspetta, come minimo, di vedere dei pony. Appunto.
E invece, in questo caso, di pony ce ne sono pochi e per ben poco tempo, visto che la maggior parte dell’azione si svolge nel mondo umano. E tutti i personaggi – i pony, esatto – hanno sembianze umane.
Il film si colloca poco tempo dopo gli eventi dell’ultima puntata della terza stagione. Twilight Sparkle è stata incoronata principessa da poco e sta sperimentando tutte le insicurezze del caso. Da un grande potere derivano grandi responsabilità, direbbe qualcuno,e lei non è sicura di sapervi tener fronte
È con questo stato d’animo che viene convocata per un meeting con le altre principesse nel Regno di Cristallo, al quale viene accompagnata dal draghetto Spike e dalle amiche di sempre.
Tuttavia, la prima notte di permanenza al castello fa la sua comparsa Sunset Shimmer, una ex-allieva della Principessa Celestia, che, attraversando uno specchio magico, ruba la corona di Twilight, ovvero uno degli Elementi dell’Armonia. Lo specchio è un portale che conduce proprio al mondo umano, ed è lì che Twilight Sparkle deve recarsi e recuperare la corona, trasformandosi in umana, prima che il passaggio si chiuda ed Equestria resti priva di difese, alla mercé di Sunset e dei suoi poteri.
Il film non è inguardabile, ma non è neanche lontanamente all'altezza della serie da cui è tratto. Sorvolando sul nuovo design dei personaggi “umanizzati”, le vicende raccontate sanno di già visto, di ripetitivo. La maggior parte dell'azione si svolge all'interno di una scuola, ci sarà un ballo a breve e gli studenti sono divisi in vari gruppetti che tra loro non comunicano neanche per sbaglio e che ovviamente non vogliono collaborare tra loro per la riuscita della festa. Mai visto nulla del genere, vero? 
La cattiva di turno risulta scialba e priva di personalità. Una cattiva che è cattiva e vuol governare il mondo “perché sì”, e non regge minimamente il confronto con gli antagonisti che abbiamo già avuto modo di vedere nella serie (uno per tutti il geniale Discord). 
E sì, anche loro avevano fondamentalmente lo stesso scopo di Sunsite Shimmer, ma possedevano un minimo di caratterizzazione, ce li ricordiamo più o meno con piacere – escluso Sombra, forse, ma questo è un altro discorso. 
Le altre cinque protagoniste non hanno un ruolo particolarmente rilevante. Sono di contorno rispetto alle vicende di Twilight, e ciò stona abbastanza rispetto alla serie regolare in cui ciascuna protagonista ha più o meno il proprio spazio e i propri episodi dedicati. Sarebbe stato gradito che affiorassero le sfaccettature caratteriali che più volte i personaggi ci hanno mostrato di possedere – il lato yandere di Fluttershy, per dirne una. In ogni caso, se ne sente la mancanza. 
Ma questo film non ha solo lati negativi.
Alcune gag sono simpatiche, così come lo sono le auto-citazioni e l'inserimento dei pony di sfondo come personaggi "umani" di sfondo. Le musiche e le canzoni, poi, sono orecchiabili, in linea con quelle che abbiamo potuto apprezzare nella serie regolare.
Non dobbiamo inoltre dimenticarci che Equestria Girls è una pellicola ufficialmente pensata per bambine, e, ahimé, come tale svolge discretamente il proprio compito. 
La Hasbro ha voluto creare un prodotto teoricamente innovativo, che tuttavia, in pratica, di innovativo non ha nulla. Speriamo faccia un passo indietro e consideri l'idea di produrre un film all'altezza della serie.

Francesca Menta

Nella vita legge fumetti, guarda cartoni e fa altre cose noiose e banali che non vale la pena menzionare. Allenatrice di Pokémon dal 1999. A quanto pare adesso recensisce anche videogiochi, coronando il sogno di una vita: poter gridare con fare oltraggiato "Lo sto facendo per LAVORO" ogni qualvolta viene trovata di fronte ad una console.

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