Intrattenimento

Don Rosa, tutto dall’incontro a Lucca Comics and Games

Il noto fumettista americano non le ha certo mandate a dire!

Uno degli ospiti più attesi di questa Lucca Comics and Games appena trascorsa è stato senza dubbio Don Rosa. Si tratta di una vera leggenda del fumetto legato ai personaggi Disney, in particolare quelli del mondo dei paperi. La cosiddetta Saga di Paperon de’ Paperoni, che ne ripercorre nella sua interezza la vita, è una delle opere più amate del genere. Noi eravamo presenti alla conferenza stampa di Don Rosa e siamo pronti a riportarvi ciò che ci ha raccontato!

Don Rosa a Lucca Comics and Games 2019!

Uno dei temi centrali dell’incontro con l’autore del Kentucky è stato il suo rapporto con Disney e il mondo del fumetto. Don Rosa infatti non ha mai nascosto di non concordare con alcune scelte della compagnia, né soprattutto sull’assegnazione dei diritti relativi alle opere.

Parlando ad esempio della nuova serie di DuckTales, dopo aver espresso alcune perplessità sull’intrattenimento che viene realizzato per i bambini più piccoli, ha spiegato come non concordi con il fatto che Disney utilizzi storie e idee sue, ma soprattutto di Carl Barks. Proprio questa impossibilità di avere un controllo di alcun tipo sulle proprie idee e opere è uno dei fattori che ha spinto Don Rosa al ritiro.

L’autore ha raccontato come la sua carriera nasca da una necessità personale di raccontare storie. Negli anni questa si è sviluppata anche grazie all’influenza dei fumetti della sorella maggiore, tra MAD, Superman e ovviamente Zio Paperone. Crescendo ha sempre coltivato questa passione, disegnando ad esempio fanzine al liceo, portando però avanti anche l’azienda di famiglia.

Un giorno però ha avuto l’occasione di realizzare una storia proprio di Zio Paperone. Avrebbe dovuto essere un caso unico, ma il successo ottenuto dalla storia lo spinse a proseguire. Nel tempo poi, soprattutto anche grazie al lavoro in Europa, arrivarono soddisfazioni sempre maggiori.

Don Rosa: “Non tornerò a fare fumetti”

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Purtroppo insieme a queste sono arrivate anche le difficoltà. Debuttavano sul mercato sempre più prodotti legati ai lavori di Don Rosa, senza che l’autore ricevesse compensi o che soprattutto avesse la possibilità di controllarli. L’illustratore ne era consapevole, ma il piacere di raccontare era ancora superiore ai lati negativi. Quando i piatti della bilancia si sono spostati definitivamente, ha deciso di ritirarsi per sempre. Prima di farlo però ha registrato il copyright sul proprio nome.

Nel suo incontro a Lucca Comics and Games 2019, Don Rosa ha voluto sottolineare come non si sia trattato di una questione di compensi. La scelta di registrare il proprio nome non nasce da un mero desiderio di riconoscimenti economici, ma di poter ottenere il controllo sulla qualità finale del prodotto. Ogni nuova edizione delle sue storie deve essere ora approvata da Don Rosa, che ne ricontrolla ogni aspetto, dai colori alla traduzione.

Lungo il suo incontro, l’autore ha avuto modo anche di parlare del suo rapporto con i fan, soprattutto quelli italiani. Più di una volta ha citato come nel nostro Paese ci siano tantissimi appassionati (“300 persone in coda sotto la pioggia!”) che non vedono l’ora di incontrarlo. Tutto il contrario negli States dove incontra circa quattro/cinque persone all’ora nel suo stand, su cui peraltro espone un cartello per specificare che non si tratta di quello di DuckTales.

Stando a Don Rosa, il mercato del fumetto americano è troppo focalizzato sul mondo dei supereroi. Tutto quello che esula da essi fa fatica a trovare spazio e notorietà, anche quando sono personaggi iconici come Zio Paperone e famiglia. L’autore ha specificato di non avere nulla contro Marvel o DC Comics in sé, anzi ha svelato di avere copie personali delle prime apparizioni di Superman e Batman. Semplicemente però crede che il mondo del fumetto americano abbia bisogno di aprire i propri orizzonti.

E voi? Avete assistito a qualche incontro con Don Rosa a Lucca Comics and Games 2019? Cosa ne pensate di ciò che ci ha raccontato?

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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