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Cronache del ghiaccio e della polvere: un lander in bilico su una cometa

Oltre all'innata meraviglia presente in ognuno di noi davanti alla complessità e bellezza della natura e l'universo, un tratto che sicuramente ci distingue è quello del voler condividere e raccontare ad altri di questa meraviglia. Quella sensazione profonda del condividere questa gioia e questa nostra storia comune è quello che ha fatto nascere il progetto Link2Universe ed il canale youtube Link4Universe ed è la stessa che oggi porta alla nascita di questa sezione all'interno di OrgoglioNerd. Io sono Adrian e sarò la vostra guida per infiniti viaggi "dove nessun nerd è mai giunto prima", con ulteriori approfondimenti che trovate su link2universe ed un mondo di video divertenti su tematiche scientifiche su link4universe
E debuttiamo con questa nuova rubrica nel migliore dei modi con le cronache del ghiaccio e della polvere sulla superficie di una lontana cometa (da cui i segnali, alla velocità della luce, impiegano 28 minuti e 20 secondi ad arrivare). Il 12 Novembre l'ESA ha scritto la storia riuscendo a poggiare un lander sulla superficie di una cometa! Ma le comete sono un po' come i gatti… hanno la coda e sono estremamente imprevedibili. Così, complici anche diversi problemi tecnici, il nostro piccolo lander chiamato Philae ha finito per rimbalzare su una superficie molto diversa da quella che gli scienziati si aspettavano, finendo in bilico sul bordo di un cratere, precariamente appoggiato sotto una grande roccia che lo tiene parzialmente all'ombra. 
Mettetevi nei pani degli scienziati ed ingegneri (tra cui moltissimi italiani) che hanno lavorato a questa missione per un decennio, e ora stanno scrivendo la storia dell'esplorazione spaziale con addosso gli occhi del mondo intero! Appena arrivata la conferma dell'atterraggio, sono scoppiati in lacrime, hanno esultato ed hanno gridato liberando mesi di tensione per questo momento. I segnali che arrivano dal lander dicono che è poggiato con successo sulla superficie e dalle immagini scattate durante la discesa, sembra che si trovi in una zona molto ben illuminata e piatta. Ma poi…
Avete presente quella sensazione di quanto tutto sta andando troppo bene per essere vero? Come quando in un videogioco improvvisamente si trovano moltissimi aiuti e munizioni… sotto sotto sappiamo che seguirà una grande lotta. 
Ed è stato così anche per gli scienziati che si sono trovati davanti i dati da diversi strumenti che indicavano che il lander si stava muovendo! Ora, due giorni dopo, sappiamo che il lander è rimbalzato ben due volte sulla superficie. Non ha funzionato il getto di gas di azoto che doveva spingere il lander contro la superficie per tenerlo fermo mentre gli arpioni lo avrebbero ancorato. Ma non hanno funzionato nemmeno gli arpioni, complice il freddo che hanno subito per anni. Così, data la bassissima gravità della cometa (che ha una velocità di fuga dalla sua superficie di appena 1 metro al secondo), il lander è rimbalzato fino a quasi 2 km di altezza ed ha viaggiato sopra la superficie per 1 ora e 51 minuti circa, fino a poggiarsi a oltre 1 km di distanza, in un luogo del tutto diverso. Grazie a strumenti radio a bordo (come CONSERT), ad un rilevatore di campi magnetici (ROMAP), ai dati di un rilevatore ad infrarossi della temperatura della superficie e a rilevatori elettrici sulle punte dei piedi, gli scienziati sono riusciti a dedurre il giorno dopo esattamente com'è andato il viaggio, ma ancora nessuno ha idea di dove si trovi di preciso. La sonda Rosetta, che è tornata sana e salva in orbita dopo essere scesa per rilasciare il lander, sta attualmente mappando in dettaglio la zona per permettere agli scienziati di vedere dove di preciso si trova il lander. 
Intanto, a seguito l'immagine del luogo del primo "rimbalzo".
Nel frattempo però, moltissimi dati scientifici sono già stati ottenuti, come anche le prime spettacolari foto dalla superficie di una cometa! E che dire: WOW!! Che mondo diverso e strano e bellissimo! La superficie sembra rocciosa nonostante quelle che vediamo come rocce abbiamo la densità della neve. C'è molta polvere fresca che copre alcune rocce e questo indica forse segni di processi molto recenti che hanno spinto qui la polvere. Lo strumento CONSERT ha già iniziato a trasmettere onde radio attraverso la struttura della cometa verso la sonda Rosetta che si trovava dall'altra parte e questo ci permetterà presto di capire la struttura interna della cometa, e se si tratta di un pezzo unico o due che si sono fuse insieme. Lo strumento SESAME sta lanciando e ricevendo onde acustiche nel terreno per studiare la struttura della superficie e vedere sotto quella polvere c'è del ghiaccio d'acqua, mentre i piccoli laboratori COSAC e Ptolemy hanno già iniziato a raccogliere campioni delle particelle sollevate sopra la superficie, per dare la caccia a composti organici e per capire la chimica di questo oggetto.
Purtroppo, il lander si trova in una posizione molto precaria, con una gamba sollevata, quasi in verticale. Questo gli permette appena 90 minuti di luce ogni 12 ore. Troppe poche per mantenerlo vivo a lungo. Nel sito dove sarebbe dovuto atterrare, gli scienziati speravano di ricevere da 6 a 7 ore di luce. Inoltre, c'è ancora molta incertezza sull'uso di strumenti meccanici come la trivella DS2. C'è il rischio di fargli fare la fine di una tartaruga a pancia all'aria se lo si spinge troppo. 
Quindi? Beh, prima di tutto con le batterie, Philae può vivere fino a 65 ore. Sono rimaste metà di queste oggi, ma gli scienziati hanno già creato una lista di priorità riguardo agli esperimenti, e quelli più rischiosi per la stabilità del lander saranno effettuati alla fine. La speranza è quella di ottenere comunque entro queste ore tutti i dati scientifici più importanti, dall'analisi mineralogica a quella chimica. Dopo invece, si valuterà se fare qualcosa di folle e qualcosa di più prudente. La follia sarebbe cercare di dare una spinta al lander, grazie magari alla riattivazione del sistema di atterraggio o la trivella o gli arpioni, e far nuovamente balzare il lander, nella speranza di farlo atterrare in una posizione nuova e migliore. Ovviamente è molto rischioso perché si può perdere il lander o peggiorare la sua situazione. La soluzione più prudente invece sarebbe metterlo in uno stato profondo di letargo in cui soltanto alcuni componenti basilari vengono mantenuti attivi con la poca luce a disposizione ed aspettare il momento in cui la cometa sarà più vicina al Sole, per vedere se con nuove condizioni di luminosità, Philae possa resuscitare.
Oggi alle 14:00 c'è stata una nuova conferenza presso il centro delle operazioni dell'ESA riguardo allo stato della missione, e sapremmo nella notte cos'è successo. Ci saranno sicuramente anche nuove immagini dalla superficie e novità anche su come gli scienziati sperano di poterlo liberare o migliorare la sua condizione. 
Quindi, restate sintonizzati per novità da quest'eccitante missione e preparatevi per moltissime altre dalla miriade di missioni nel Sistema Solare, qui nella nuova rubrica di OrgoglioNerd. 
Per seguire minuto per minuto aggiornamenti e foto ci trovate su: link2universe ! Li posteremmo in diretta le novità non solo di Philae ma anche di tutte le altre missioni. 
A presto e restate meravigliosi, orgogliosi e nerd!
Testi di: Adrian Fartade 

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Commenti

  1. Bellissimo articolo, scritto molto bene. L’ho letto con molto interesse. Speriamo davvero che riescano a raddrizzare il lander.

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