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Coup de Chance, il Woody Allen transalpino | Recensione

Il regista americano si sposta in Francia per il suo nuovo progetto

A 88 anni e con (più di) 50 film in curriculum, Woody Allen ha ancora dentro di sé una spinta fortissima verso il cinema. Una fucina che continua costantemente ad andare, rallentando solo leggermente i ritmi, elevatissimi fino a pochi anni fa. E così il regista continua il suo viaggio in Europa che ha caratterizzato gran parte della sua produzione post-2000, ritornando in Francia con Coup de Chance, protagonista di questa recensione. Un film che si prende il suo posto degnamente nella filmografia alleniana, con quella punta di novità per renderlo interessante. Ma andiamo con ordine…

Di cosa parla Coup de Chance di Woody Allen?

Come tante storie, tutto parte da un incontro fortuito. Fanny, una donna francese che ha studiato in America e ora è tornata a Parigi, incrocia per strada un vecchio compagno di scuola, Alain. È diventato uno scrittore, che ha abbracciato in toto lo spirito bohémien della capitale francese. E così, una delle prime cose che dice a Fanny è che è sempre stato innamorato di lei e lo è tuttora.

La donna però è sposata e felicemente. Certo, con Jean non va tutto sempre benissimo. Fanny sente il peso degli appuntamenti mondani con il marito, così come accusa un po’ il fatto che non condividano le stesse passioni. Ma sono quelle cose che capitano in ogni coppia, piccolezze. Non vale la pena di gettare tutto alle ortiche per un’avventura con Alain. Oppure sì? Ma cosa succederebbe se Jean lo scoprisse?

Woody Allen ha un rapporto speciale con la Francia. Lo sappiamo benissimo, anche solo ricordando quello straordinario Midnight in Paris uno tra i suoi migliori film dell’ultima fase della sua carriera. Non stupisce quindi che proprio qui abbia deciso di portare il suo talento e affrontare la sfida di un film in lingua non inglese, con un cast composto interamente da attori transalpini.

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Ma c’è anche spazio per ricordare un altro dei film più apprezzati dell’ultimo Allen, ovvero Match Point. In entrambi possiamo ritrovare i temi dell’infedeltà, della scelta tra passione e stabilità borghese (stavolta riflessi su una protagonista femminile) e della fortuna, circondati da alcuni toni da thriller, qui più moderati rispetto all’opera del 2005. Non siamo agli stessi livelli di tensione, ma nemmeno si vuole raggiungerli. Coup de Chance è un film diverso, che rimescola gli ingredienti per fare qualcosa di nuovo.

Una fonte infinita a cui accedere

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Quello che ormai abbiamo imparato da Woody Allen, guardando alla sua filmografia, è che ha allenato a sufficienza le proprie abilità da autore che appare impossibile che faccia davvero qualcosa di brutto. È un metodo, una formula che ormai si è strutturata e che gli consente di prendere uno dei tantissimi spunti che sicuramente ha accumulato (da romantici ci immaginiamo siano appuntati tutti a mano in un taccuino) e dare vita a un nuovo film di qualità.

Non che faccia sempre la stessa cosa, anzi. In ciascuna pellicola degli ultimi vent’anni si può trovare qualcosa di nuovo, che sia una struttura diversa, un cast che collabora con lui per la prima volta, l’adattamento nascosto di un classico della letteratura, una spruzzata di fantascienza o altro ancora. Intorno, lo stile caratteristico e ben definito di questo autore, con tutti gli argomenti a lui cari.

Questo non significa che dalla fonte infinita delle idee di Allen escano sempre e solo capolavori. Ci sono diversi esempi di film che non sono particolarmente riusciti, tra le decine che ha realizzato. Ma l’esperienza accumulata gli permette di non arrivare mai a qualcosa di davvero insoddisfacente. Male che vada, ci si trova sempre davanti a un’opera piacevole, qualcosa che non citeresti nella Top 10 dei migliori film dell’anno, ma che sta sicuramente nella parte più alta della classifica totale.

Ecco, Coup de Chance ricade in questa categoria. Non ci troviamo davanti al miglior Woody Allen in assoluto, né davanti a un’opera assolutamente imperdibile. Ma la capacità di questo autore è tale che anche quando non è al suo massimo è comunque ottimo. Ci ritroviamo a passeggiare per le vie di Parigi sognando insieme a Fanny, perlustrando ogni passaggio di questo intrigo, e tanto basta.

Coup de Chance, recensione positiva ma senza troppo entusiasmo

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In Coup de Chance abbiamo trovato un Woody Allen a volte svogliato nei dialoghi (ma forse è dovuto alla difficoltà aggiunta della traduzione in francese), ma comunque con ancora tante cose da dire. Si mescolano alcune delle tematiche più care al regista newyorkese a qualcuna che ha esplorato solo in parte in passato e meritava un approfondimento e ad alcune novità.

Non è un film che cambierà la vita degli spettatori, né un’opera che vediamo pronta a conquistare tutta la Awards Season (magari portando a casa il quinto Oscar per il regista), né il più memorabile titolo della filmografia di Allen. Ma resta comunque una visione soddisfacente, che può offrire qualche spunto di riflessione e chiacchiera nel post.

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