Cultura e SocietàScienza e Tecnologia

Usare il Sole per guardare agli esopianeti

Gli esopianeti, ovvero i pianeti orbitanti sistemi stellari diverso dal nostro, sono uno dei temi caldi dell’astronomia degli ultimi anni e della ricerca della vita fuori dalla Terra. Data la loro distanza è molto difficile studiarli, ma un recente articolo ha proposto un nuovo metodo, per ora teorico, che permetterebbe di usare il Sole come una sorta di lente gravitazionale per osservare gli esopianeti ad una risoluzione ad ora impensabile.

La lente gravitazionale per gli esopianeti fatta col Sole

L’osservazione degli esopianeti, anche noti come pianeti extrasolari, è al momento per lo più limitata ad una sorta di censimento. A partire dagli anni ’90, e con una enorme crescita dopo il 2010, sono stati identificati, con diversi metodi, sempre più esopianeti. Attualmente ne abbiamo contati più di 5000 distribuiti in più di 3700 sistemi stellari.

Il metodo più utilizzato per l’osservazione è quello del transisto. Ogni volta che il pianeta passa, rispetto alla nostra prospettiva, davanti alla sua stella, la luminosità percepita di quest’ultima diminuisce. Studiando l’andamento e l’intensità della variazione, e conoscendo la natura della stella, è possibile determinare la presenza e le dimensioni dell’esopianeta.

La maggior parte degli esopianeti scoperti non ha quindi una foto di accompagnamento. Per alcuni i ricercatori sono riusciti ad ottenere una immagine sfuocata e monocromatica, con quindi comunque molte limitazioni. Il nuovo metodo proposto punta a superare tutto questo, arrivando addirittura a vedere continenti, masse d’acqua, forse addirittura vegetazione (se presente).

Una foto aliena

Per raggiungere la risoluzione necessaria, al momento fuori dalla portata anche del più grande dei telescopi mai costruiti o costruibili, il piano è quello di usare il Sole. Tutti gli oggetti dotati di massa, come ci insegna Einstein, curvano infatti lo spazio. Per gli oggetti particolarmente massivi, come una stella, questa curvatura può essere fruttata per raccogliere e amplificare la luce che proviene da oltre l’oggetto massivo.

La tecnica presenta non poche difficoltà tecniche e realizzative. Di base richiederebbe infatti di posizionare un telescopio ai limiti del sistema solare e di muoverlo avanti e indietro rispetto al Sole, in modo da raccogliere abbastanza dati da correggerre la distorsione data dalla stessa lente gravitazionale. Lo studio, tenendo conto della forma non perfettamente sferica del Sole, ritiene che quest’ultimo passaggio non sia necessario, e invece “sia sufficiente” posizionare il telescopio in una determinata posizione (comunque ai limiti del Sistema Solare) per ottenere un’immagine.

Non sarebbe comunque finita: l’immagine sarabbe a forma di croce, con quattro immagini asimmetriche del pianeta che andrebbero ripulite e ricombinate. Oltre a questo, l’enorme intensità luminosa del Sole, da filtrare e di disturbo all’osservazione, e il posizionamento di un telescopio in un punto così estremo sono già da soli delle enormi difficoltà. Il progetto, quindi, rimane al momento una proposta puramente teorica.

Pensare al possibile

A prescindere dalla fattibilità attuale, è comunque utile pensare a questo tipo di soluzioni ai problemi odierni. Se infatti oggi non esistono ancora le tecnologie, un giorno queste potrebbbero essere invece alla nostra portata, forse prima di quanto non immaginiamo. E nel frattempo, dopo aver pensato ad un’idea, possiamo continuare a pensare a quella successiva, e quella successiva ancora, in una scoperta senza fine.

OffertaBestseller No. 1
Celestron AstroMaster 70AZ Telescopio
  • Rifrattore Acromatico
  • Diametro: 70mm
  • Lunghezza Focale: 900mm
  • Montatura Altazimutale
Bestseller No. 2
Celestron NexStar 8SE - Telescopio compatto [Germania]
  • telescopio astronomico portatile, completamente automatico
  • ottica XLT Schmidt-Cassegrain rivestite con 200mm di apertura e 2032 millimetri di lunghezza focale
  • Con Autoguider- e la connettività GPS
  • Azimuth GOTO montare con 40.000 oggetti celesti vengono memorizzati

Giovanni Natalini

Ingegnere Elettronico prestato a tempo indeterminato alla comunicazione. Mi entusiasmo facilmente e mi interessa un po' di tutto: scienza, tecnologia, ma anche fumetti, podcast, meme, Youtube e videogiochi.

Ti potrebbero interessare anche:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button