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La Secret Invasion è iniziata – di chi possiamo fidarci? | Recensione

Le premesse ci sono tutte, ma tenere alta la tensione non sarà facile per Marvel

Complotti inventati che diventano globali, video deepfake che propagano menzogne, fake news che distorcono la realtà. Un mondo senza più certezze – e se a queste distorsioni digitali si aggiungesse l’impossibilità di riconoscere chi ci sta davanti? Se anche i volti di amici, parenti, amanti e colleghi potessero celare una menzogna? Con la nuova serie Secret Invasion, in arrivo il 21 giugno su Disney+, Marvel ci porta al centro del complotto con un thriller fantascientifico che vi raccontiamo in questa recensione.

La recensione di Secret Invasion, la nuova serie Marvel

Nel film Captain Marvel, abbiamo visto un giovane Nick Fury (Samuel L. Jackson) negli anni ’90 dimostrare tutta la sua abilità di spia ma anche di negoziatore nel conflitto fra i Kree e gli Skrull, una razza aliena di mutaforma che può prendere l’aspetto di qualsiasi essere umano. Qualcosa che i fan Marvel aspettavano da tempo. Ma l’MCU ha saputo rovesciare la trama vista nei fumetti: Talos (Ben Mendelsohn) dimostra che gli Skrull sono buoni. L’unica cosa che cercano è un pianeta su cui vivere, dopo la distruzione del proprio.

Secret Invasion inizia trent’anni dopo (anche di più se consideriamo i cinque anni trascorsi dallo “schiocco di Thanos”). Ma gli Skrull non hanno ancora un pianeta su cui vivere. E alcuni di loro sono stanchi di aspettare che Fury e Captain Marvel mantengano la loro promessa: hanno deciso di prendersi l’unico pianeta su cui possano vivere, il nostro.

Un thriller ha bisogno di personaggi interessanti – e Marvel non delude

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Credit: Marvel Studios

Talos continua a credere nella promessa di Fury – anche se molti suoi simili hanno perso la speranza. Per questo richiama l’agente dello S.H.I.E.L.D. dallo spazio, dove sta costruendo una nuova difesa per il nostro pianeta. Ma il Fury che rientra sulla Terra è molto diverso da quello degli anni ’90. Ha la risposta pronta e la solita intelligenza sottile – ma zoppica, sembra invecchiato. E soprattutto, sembra traumatizzato dalla sua impotenza durante gli eventi di Infinity War ed Endgame.

La stessa Maria Hill (Cobie Smulders) sembra non essere sicura che il suo capo abbia quello che serve per gestire la minaccia degli Skrull ribelli. E l’agente del MI6 Sonya Falsworth (una Olivia Colman che abbiamo adorato prima ancora di vederla sullo schermo nella prima puntata) lo mette davanti alla realtà: ormai Nick Fury è vecchio. Ma Talos ha bisogno del suo aiuto e lui ha tutta l’intenzione di non deluderlo.

E vorremmo molto anche raccontarvi quanto carismatici siano i personaggi interpretati da Emilia Clarke e Kingsley Ben-Adir, se non temessimo di spoilerarvi i primi episodi carichi di tensione di questa serie. Quello che possiamo dire è che un thriller si basa sulla forza delle relazioni instaurate dai suoi interpreti – e dopo i primi episodi visti per scrivere questa recensione, Secret Invasion sembra aver trovato quelli giusti.

Azione e tensione – che Marvel deve mantenere a tutti i costi

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Credit: Marvel Studios

Dopo l’annuncio dell’impressionante cast della serie (c’è anche Don Cheadle come War Machine), le speranze per Secret Invasion erano salite alle stelle – e le prime impressioni dopo questa recensione sono positive. Ma oltre al cast ci vuole anche un regista che sappia tenere la tensione al massimo. Nei primi due episodi che abbiamo visto in anteprima, Ali Selim sembra riuscirci con scelte stilistiche interessanti, senza esagerare.

A differenza di altri prodotti Marvel, non ci sono magie o raggi di energia: i combattimenti e gli inseguimenti sono “quasi” umani – gli Skrull sono molto più forti fisicamente, ma non tanto da negare i proiettili e la preparazione dello S.H.I.E.L.D. L’azione quindi è fatta soprattuto di inseguimenti e combattimenti con stunt-man capaci e scelte intelligenti della telecamera. Qualcosa che rende le prime puntate molto adrenaliniche.

Forse anche questioni di budget, nelle prime scene di quello che Selim ha definito il suo “film di sei ore”, vediamo pochi effetti speciali vistosi, con scelte intelligenti come far mutare forma agli Skrull dietro a ostacoli visivi durante un pedinamento. Qualcosa che aumenta il senso di minaccia, gioca con la trama e – come bonus aggiuntivo – fa risparmiare la produzione. Il tipo di scelta che ci fa pensare che Marvel abbia riflettuto bene su Secret Invasion, calibrando le proprie scelte per raccontare la storia nella maniera più efficace possibile.

Recensione di Secret Invasion – possiamo fidarci?

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Credit: Marvel Studios

Con un cast eccellente e scelte intelligenti da parte del regista e del suo team, Secret Invasion ci ha fatto una buona impressione in questa recensione dopo i primi episodi. Ma il punto: possiamo fidarci che il livello resti elevato?

Questa prima parte della storia mostra già alcuni momenti dal forte impatto emotivo, che grazie al cast di qualità sentiamo ancora di più. E Marvel ha saputo sfruttare il concetto degli Skrull mutaforma, senza abusarne. Ma per realizzare un thriller che funziona non basta un buon inizio: è fondamentale centrare la fine. Nelle sue serie su Disney+, non sempre Marvel ha centrato l’obiettivo. Magari ha alzato molto le aspettative (come in WandaVision), per poi finire in maniera più banale di quanto avremmo voluto.

Quindi, per quanto lo scambio di battute fra Samuel L. Jackson e Olivia Colman o l’inseguimento di apertura della serie ci siano davvero piaciuti, la domanda è lecita: ci possiamo fidare? Marvel riuscirà a sorprenderci con mutaforma e spie in incognito, tradimenti e redenzioni, fino all’ultima puntata?

Un thriller che funziona è più difficile da trovare di uno Skrull in una folla. Ma le premesse ci sono tutte. Quindi abbiamo deciso di fidarci: aspetteremo le prossime puntate di Secret Invasion con trepidazione. Lo show debutterà su Disney+ il 21 giugno 2023.

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Autore

  • Stefano Regazzi

    Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, Nerd da prima che andasse di moda.

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