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Prey: Mooncrash, avventura roguelike sulla luna

Un anno fa circa usciva Prey, nuovo titolo di Bethesda sviluppato da Arkane Studios, diventato subito un gran successo di critica per le sue atmosfere e per la cura narrativa riposta nel gioco. Anche noi lo avevamo premiato per questi elementi nella nostra recensione. Chi ha finito il gioco sa che un seguito arriverà prima o poi, dato il plot twist finale, ma, senza fare spoiler, per il momento è ancora troppo presto per parlarne probabilmente. Nel frattempo è uscito il tanto rumoreggiato DLC chiamato Prey: Mooncrash, presentato all’E3 durante la conferenza Bethesda.

Il nuovo DLC propone una formula da roguelike inedita per il titolo e che potrebbe far storcere il naso ai fan del gameplay originale. In realtà Arkane ha studiato bene la formula riuscendo a integrare ottimamente il nuovo sistema con la struttura base del gioco.

In Prey: Mooncrash vestiremo i panni di Peter, un hacker che deve scoprire cosa sia successo sulla stazione lunare di Pytheas. Per farlo utilizzerà delle simulazioni svolte dal punto di vista di cinque personaggi che sono riusciti a sopravvivere e a scappare. Peter dovrà dunque utilizzare come delle marionette le versioni simulate di queste cinque persone e, ricostruendo pian piano le situazioni, dovrà svelare il mistero della base lunare. La componente narrativa è molto più marcata di quello che sembra, e i cinque personaggi avranno anche un loro background a cui si aggiungono anche le informazioni che troveremo tramite diari, mail e file audio che ci daranno ulteriori informazioni sia sulla base Pytheas che sulla storia generale di Prey. Certo l’impatto della storia è molto più leggero rispetto il titolo originale, ma nonostante l’impronta del DLC sia basata più sul gameplay, questa è una piacevole aggiunta che invoglia anche gli amanti della narrazione a proseguire nell’avventura.
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Parlando del sistema di gioco, quest’espansione presenta notevoli differenze rispetto la campagna principale. La mappa di gioco sarà molto più piccola, corrispondente a circa un paio d’aree di Talos I, e lo scopo principale di ogni simulazione sarà quella di riuscire a uccidere tutti i nemici dell’area e fuggire con tutti e cinque i personaggi già citati. Ognuno di questi avrà un set d’equipaggiamento differente e delle abilità uniche, così da rendere diverso l’approccio che adatteremo ad ogni nuova partita. La componente roguelike in realtà non è così marcata. Morendo la simulazione si riavvierà, ma non perderemo tutto. Ogni punto fatto verrà accumulato morte dopo morte, e ciò ci permetterà di spenderli in armi ed altro equipaggiamento per le partite successive.
Potremo anche ottenere le care neuromod così da acquisire diverse abilità divise fra quelle umane e quelle sovrannaturali dei Typhoon (ogni personaggio avrà abilità diverse). Oltre a non perdere tutto, anche la mappa sarà sempre la stessa, senza differenze nella struttura, infatti cambieranno solamente le posizioni dei nemici e degli oggetti, e soprattutto ci saranno enigmi diversi che potranno andare ad avvantaggiare le abilità speciali di un personaggio, come l’abilità nell’hacking, piuttosto che quelle di un altro. Non avremo tutti i cinque protagonisti sin dall’inizio ma andranno sbloccati man mano che guadagneremo punti.
Ogni personaggio utilizzato renderà possibile l’esplorazione di nuove porzioni della mappa e presto imparerete a conoscere bene ogni angolo. Alla lunga questo fattore diventa ripetitivo, dato che ci troveremo a esplorare sempre le stesse zone e c’è da dire che a volte la noia non manca. Per fortuna, a compensare questa staticità della mappa, ci sarà un sistema di variabili molto ampio, che fra nuovi nemici o nuovi problemi in grado di disabilitare alcune zone o creare nuovi pericoli ambientali, renderà l’esplorazione sempre varia e mai troppo soporifera.
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Mooncrash si dimostra sin da subito più difficile della sua fonte originale, grazie alla componente survival più marcata. Le risorse saranno fondamentali da trovare, e sappiate che non ne scoprirete mai in gran quantità come nel titolo di base. A complicare il tutto ci sarà un timer, che avanza sempre più velocemente andando avanti nel gioco, tanto da dover fare tutto di corsa durante le ultime fasi dell’avventura. Il fattore tempo esercita una certa pressione sul giocatore e siamo sicuri che a molti mancherà la possibilità di prendersi i propri tempi nell’esplorazione della base lunare, proprio come era possibile su Talos I.

Prey: Mooncrash è un esperimento interessante che predilige cambiare direzione rispetto al gameplay classico del gioco base, andando a favorire aspetti più puramente ludici rispetto quelli narrativi. Se avete amato il Prey originale potrete storcere un po’ il naso, ma basterà poco per essere coinvolti nella nuova avventura che ha a che fare con i temibili Typhoon. Non ci resta che aspettare ora soltanto la prima modalità multiplayer di Prey, Typhoon Hunter, dove un giocatore umano dovrà scovare e sconfiggere altri cinque giocatori che assumeranno i panni dei famosi Mimic, in grado di mimetizzarsi con gli oggetti sulla mappa di gioco. Questo esperimento multiplayer sulla carta ha le potenzialità di risultare un’aggiunta divertente, ma dovremo aspettare ancora qualche mese prima di poterla giocare

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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Un commento

  1. Io speravo almeno in un restyling del sito… °-°
    E comnunque, resta da scoprire dove siano nascoste le varie pokéball! 😀

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