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Pokémon GO: Niente Panico

Risale a pochi giorni fa la notizia che ha fatto impazzire il fandom di Pokémon: l'annuncio dell'avvento di Pokémon GO!, piccolo titolo per cellulare che possiede, rispetto ai titoli “regolari” del brand, delle dinamiche di gioco a dir poco rivoluzionare.
Ma facciamo un breve passo indietro, per chi negli ultimi giorni ha evidentemente vissuto sulla Luna e non ha idea di cosa stiamo parlando.
Pokémon GO! è, come già detto, un titolo per cellulare che sbarcherà nel 2016, nato dalla collaborazione tra The Pokémon Company, Nintendo e Niantic. Perché parliamo di “dinamiche rivoluzionarie”? Semplicemente, perché il titolo sfrutterà la tecnologia GPS, la videocamera del cellulare e la realtà aumentata per rendere immersiva l'esperienza di gioco. In breve: l'app, collegata al GPS, segnalerà la presenza di un pokémon nelle vicinanze del giocatore, da individuare, inquadrare con la videocamera (vedendolo sullo schermo, “presente” nell'ambiente circostante) e catturare.
Oltre all'app, che sarà gratuita ma presenterà dei non meglio specificati contenuti in-game, la Nintendo ha sviluppato un piccolo dispositivo esterno, il cosiddetto Pokémon GO! Plus, da collegare via bluetooth e che segnalerà la presenza di altri giocatori nelle vicinanze, con cui poter interagire, lottare o scambiare i mostriciattoli.
In molti si sono rivelati scettici, la stragrande maggioranza però ha accolto con un entusiasmo a dir poco dirompente la notizia. “Praticamente sarà come diventare allenatori nella vita reale! Addio, mamma, parto per la mia avventura e diventerò un maestro di Pokémon!”. Noi, da parte nostra, possiamo solo mettere da parte la fanboyaggine (in particolare chi vi scrive e che davanti al trailer ha reagito come se avesse avuto di nuovo sette anni), e cercare di essere obiettivi il più possibile.
Anzitutto: questa dinamica di gioco è veramente una cosa mai vista? 
Assolutamente no. La realtà aumentata viene sfruttata nei videogiochi da anni. Basti pensare ad Invizimals, per PSP, che risale ad ormai sei anni fa. O ancora, ai giochi per Playstation 2 che sfruttavano Eye Toy, (scrausissima) telecamerina che permetteva ai giocatori di “entrare” letteralmente all'interno dei giochi di turno. La lista è lunga. Niantic si occupa proprio di questo genere di titoli: quasi due anni fa ha infatti rilasciato Ingress, altro gioco per cellulare estremamente simile a Pokémon GO! – ma mancante ovviamente del fattore mostri tascabili. 
In secondo luogo: sarà veramente tutto come mostrato nel trailer?
Facciamo i Capitan Ovvio della situazione: no. I trailer, come sempre, indorano la pillola. I giochi saranno, con ogni probabilità, dei semplici inquadra, premi un pulsante, cattura.
Non vedremo mai folle di persone riunite per catturare Mewtwo, e neanche giocatori che sgambettano per la città alla ricerca di un Pikachu. Parliamoci chiaramente: soprattutto in Italia saremo fortunati ad incrociare anche solo uno o due "colleghi allenatori". Speriamo di sbagliarci, ovviamente, ma meglio restare coi piedi per terra. 
Ma allora perché siamo tanto emozionati all'idea dell'uscita di questo gioco?
Semplice: per il fattore novità all'interno del brand. Perché è qualcosa di mai visto in un gioco Pokémon, ma soprattutto per ciò che l'utilizzo di una simile tecnologia potrebbe comportare nei titoli futuri e ufficiali. 
Pensateci: con Pokémon Rosso e Blu ci accontentavamo di un ammasso di pixel in bianco e nero, ci sentivamo comunque all'interno della storia, anche se – siamo sinceri – alcuni sprite erano veramente orridi. Di recente siamo passati al 3D, cosa dieci anni fa non saremmo neanche riusciti a sognarci. Adesso abbiamo la possibilità di vedere letteralmente i mostriciattoli che ci accompagnano dall'infanzia interagire, anche se in maniera sicuramente molto rozza, con il nostro mondo. E, fatecelo dire, ne siamo entusiasti. Perché è solo un piccolo, primissimo passo. Pensate cosa potrebbe riservarci il futuro, pensate alla tecnologia utilizzata dall'Oculus Rift, per esempio. Pensate tutta la strada che è stata fatta fin'ora. Voi ve lo sareste mai aspettato? 
Prendiamo Pokémon GO! per quello che probabilmente sarà: un'idea simpatica e, a suo modo, una piccola rivoluzione all'interno di un brand amatissimo. Probabilmente sarà rozza, probabilmente sarà estremamente semplice, ma da bambini, bambini, quando tenevamo in mano il nostro Game Boy formato mattonella, come avremmo reagito a tutto questo?

Francesca Menta

Nella vita legge fumetti, guarda cartoni e fa altre cose noiose e banali che non vale la pena menzionare. Allenatrice di Pokémon dal 1999. A quanto pare adesso recensisce anche videogiochi, coronando il sogno di una vita: poter gridare con fare oltraggiato "Lo sto facendo per LAVORO" ogni qualvolta viene trovata di fronte ad una console.

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