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Tutti gli orfani di casa Disney

Perché la presenza degli orfani nei Classici Disney è così diffusa? Ecco la nostra analisi

Un’attenta analisi sul perché gli orfani siano così diffusi tra i Classici Disney, film diventati veri e propri cult internazionali segnati da questa macabra caratteristica. Ad ogni film Disney, infatti, è molto probabile che vi siate posti domande come: che fine ha fatto la madre di Belle? Perché Jim Hawkins è stato abbandonato da suo padre? e la madre di Pocahontas?

Come mai nei Classici Disney, che ricordiamo essere penasti principalmente per i bambini, ci sono così tanti orfani?

Gli Orfani Disney

Dati alla mano, ci rendiamo conto che oltre il 30% dei protagonisti dei classici Disney è orfano, al 18% manca un genitore e il 16% di loro è stato adottato, abbandonato o peggio, rapito. Un lungo tristissimo filo che accomuna 36 dei 54 Classici Disney, pari a più del 65%!
I “bimbi sperduti” della Disney sono la maggioranza, quei protagonisti che non hanno mai conosciuto i loro genitori o che comunque sin dall’inizio del film è chiaro il loro status di orfano: Taron, Aladdin, Oliver, Peter Pan Semola sono gli esempi più lampanti. Verso questi personaggi il coinvolgimento emotivo dello spettatore è più “tiepido”: questo è il loro status, non conosciamo i dettagli della loro situazione e la storia continua ad andare avanti. Non è il caso di Lilo in Lilo e Stitch dove la morte dei genitori ci viene raccontata durante il film rendendoci partecipi dello sconforto della piccola protagonista.
Seguono poi le “Provate dalla vita” ovvero quelle protagoniste femminili che oltre ad aver subito la morte dei genitori, si ritrovano con Matrigne crudeli e abiette. È questo il caso Cenerentola e Biancaneve che non solo hanno perduto la madre prematuramente ma sono state costrette a fronteggiare le malvagie donne che si sono ritrovate come matrigne. Troviamo, però, anche un piccolo gruppo di protagonisti con addirittura entrambi i genitori in vita. Ma alla Disney non piace dare vita facile alle proprie creazioni che, per un motivo o per un altro vengono allontanati dalla famiglia. Rapunzel, rapita da Madre Gothel, Hercules rapito da Pena e Panico, Aurora, nascosta dalla sua stessa famiglia per proteggerla e Mulan la sola ad allontanarsi spontaneamente dall’ambiente familiare.
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La lista non è finita

Una categoria a parte la detiene il nostro amato  Kuzco de Le follie dell’imperatore dove tutto (storia e personaggi) ci distrae dal fatto che il protagonista diventa imperatore ancor prima di aver compiuto 18 anni segno inconfutabile di uno status di orfano precoce.
Le famiglie mono-genitoriali sono presenti in 10 film in tutto: Belle, Jasmine, Chicken Little, Ariel e Pocahontas non hanno la madre e nulla si sa della loro storia (solo nei sequel de La Sirenetta scopriamo il passato della Regina Athena, moglie di Tritone). Per bilanciare, Dumbo, TianaPenny (la padroncina di Bolt) e gli aristogatti, invece, non hanno il padre. Ad un’altra categoria appartengono James Pleiadi Hawkins, il protagonista de Il pianeta del Tesoro e Lewis de I Robinson che sono stati abbandonati rispettivamente dal padre e dalla madre.
Ma la Disney vuole DAVVERO renderci partecipi del dramma dei poveri orfanelli ed è per questo che in alcune occasioni ci fa persino assistere inermi e in lacrime alla morte dei loro genitori. A volte si tratta di una dipartita più leggera e sopportabile, come nel caso del naufragio dei genitori di Elsa e Anna in Frozen, a volta è una morte violenta che ci colpisce dritto in faccia e creando un vuoto incolmabile nei nostri piccoli cuori di bambini. Stiamo parlando, ovviamente, della morte di Mufasa ne Il Re Leone o della madre di Bambi.

Il “vero” motivo dietro questa scelta

Insomma, uno stuolo di famiglie spezzate che caratterizza i film Disney, ma perché tutto ciò? C’è un motivo dietro questa macabra scelta?
Una risposta oggettiva non esiste ma negli anni sono state portate avanti alcune ipotesi. Secondo una teoria, la morte prematura della madre di Walter Elias Disney può aver influenzato la sua produzione. Se ciò fosse vero, il trend degli orfanelli dovrebbe riguardare solo i film prodotti sotto la sua supervisione. Un’altra corrente di pensiero vuole che la solitudine e lo sconforto dei protagonisti permetta di creare una maggiore empatia con lo spettatore.
La tesi più diffusa, nonché la più accreditata, è che l’allontanamento dai genitori dia la possibilità al protagonista di crescere più in fretta, permettendo così al film di proseguire e raggiungere le fasi centrali della storia in poco tempo. Succede ad Hercules, a Tiana, a Tarzan, a Simba, a Quasimodo e ad altri ancora. Tutti loro diventano adulti in pochi minuti, a volte il tempo di una canzone.
Dove si trova la verità? È solo una tecnica cinematografica o davvero una scelta emotiva? Forse non sapremo mai perché tanti orfani popolano i classici Disney. Quello che sappiamo è che scene come la morte di Mufasa o la ninna nanna della madre di Dumbo, saranno per sempre delle pietre miliari della cinematografia internazionale.
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Daniele Cicarelli

Indigente giramondo con la grande passione per i videogiochi, l'Arte e tutte le storie Fantasy e Sci-Fi che parlano di mondi alternativi senza zanzare. Fermo sostenitore dell'innovazione, del progresso tecnologico e della superiorità del Tipo Erba. Dalla parte dei Villains dal 1991.

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