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Norsemen: confermata la terza stagione

Il problema è solo uno: Norsemen è una serie che conoscono in pochi. È molto, troppo sottovalutata. Persino Netflix Italia non ha voluto perdere tempo a lavorare sul doppiaggio e la si può trovare solo sottotitolata (il che poi non è così tanto male). Ciononostante è una delle migliori serie che potreste trovare su internet.

Norsemen (Vikingane in lingua originale) è una serie televisiva prodotta dalla NRK (L’azienda radiotelevisiva di stato norvegese) che racconta la vita di un gruppo di vichinghi del villaggio di Norheim attorno al 790.

Analizzando i dettagli, si capisce che questa serie è stata creata con un grande talento produttivo: ogni scena è stata girata sia in lingua norvegese che in lingua inglese (creando effettivamente due versioni distinte), la fotografia è accuratissima, le scenografie e i costumi anche, la recitazione impeccabile. Ma già dalla prima puntata capisci qual è il suo piu grande punto di forza: Norsemen fa spaccare dalle risate.

Norsemen, merita di essere vista molto più di altro

Norsemen, scritta e diretta da Jon Iver Helgakere Jonas Torgersen, è incrocio tra Vikings e i Monty Python, e mantiene quel dissacrante stile sanguinolento e quella violenza parodistica che tanto ci piace, mentre le vicende dei personaggi riflettono molto le abituali situazioni dell’epoca moderna. Qui non ci sono i classici vichinghi bellissimi e ultramuscolosi sempre pronti a fare ciò che è giusto secondo loro, con un coraggio da eroe e la mente sempre lucida. No. Qua i Vichinghi sono brutti, un poco scemi, sempre pieni di dubbi e, dopo la visita di un attore britannico nella loro città, più inclini alle arti che agli stupri e ai saccheggi (anche se le donne di casa cercano di spronarli a continuare il loro lavoro di depredamento dei villaggi come una casalinga cerca di convincere il marito a lavorare per portare il pane a casa).

Potete capire la nostra gioia dunque quando è stata confermata una terza stagione che uscirà nel 2020.

Le prime due stagioni, disponibili su Netflix, sono composte da sei puntate da trenta minuti ciascuna, perciò non avreste nessun problema a dargli un’occhiata (in fondo è come vedere due film di tre ore ciascuno, fattibilissimo anche se non siete dei divoratori seriali). E fidatevi, per una serie che ha vinto il premio Gullruten nel 2017 come migliore commedia, e nello stesso anno classificata al 29° posto dal The Guardian come miglior programma televisivo e inclusa tra le 10 migliori serie televisive dal New York Times, ne vale veramente la pena.

Enrico Natalini

il suo DNA è composto al 100% di cultura trash e underground. Che siano libri, film, fumetti, serie tv, spettacoli teatrali, mostre o televendite è un segugio per tutte quelle chicche che sopravvivono all'insaputa del mainstream. Di lui dicono che è come un cartone animato, non ha capito bene se sia un complimento o meno, ma a lui piace.

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