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Moon Knight e la morte nel mondo Marvel

La mitologia egizia aggiunge un elemento interessante al MCU

Ogni episodio di Moon Knight che arriva in streaming su Disney+ allarga un po’ i confini del MCU. Non grazie a collegamenti con altri eroi nel mondo Marvel o perché viaggia in dimensioni parallele. Ma perché introduce nuovi concetti all’interno dell’universo cinematografico. Dopo aver confermato l’esistenza delle divinità nel MCU, Moon Knight ha infatti anche introdotto il concetto di aldilà all’interno del mondo Marvel.

SPOILER ALERT: Continuate la lettura solo dopo aver visto l’episodio 5 di Moon Knight

Moon Knight definisce l’aldilà (o meglio, ‘un aldilà’) nel mondo Marvel

Nel mondo Marvel il concetto della morte esiste, eccome. Alcuni antieroi non temono di “sporcarsi le mani di sangue“, come lo stesso Moon Knight dimostra. Anche se in questa puntata vediamo come Marc Spector ricordi ogni persona a cui ha tolto la vita su ordine di Khonshu (e anche chi la vita l’ha persa tragicamente quando era ancora un bambino).

Ma la morte gioca un ruolo importante anche in altre storie. Quella dello zio Ben (e più recente nel MCU di un’altra parente di Peter Parker) plasma il carattere di Spider-Man nel profondo. Quella di Iron Man in Avengers: Endgame ha chiuso un percorso iniziato nel 2008.

Tuttavia, prima di questa puntata di Moon Knight, il concetto di aldilà nell’universo Marvel era piuttosto agnostico. Con giusto un paio di eccezioni.

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Taweret nell’aldilà Marvel

L’aldilà nel Marvel Cinematic Universe prima di Moon Knight

La prima istanza di un mondo oltre la morte nel MCU arriva dopo dieci anni dall’inizio dell’universo cinematico, con Black Panther nel 2018. Qui T’Challa e suo cugino N’Jadaka (aka Killmonger) raggiungono il piano spirituale per comunicare con i re del passato di Wakanda.

Il lascia intendere che la Djalia sia un regno ultraterreno, ma lascia molto spazio di interpretazione. Potrebbe essere un’allucinazione di T’Challa dopo aver preso l’erba a forma di cuore, oppure il prodotto dell’immaginazione dell’intera Wakanda. Ma è la versione finora più definita di aldilà in Marvel, e non è un caso che la divinità di Wakanda Bast faccia parte dell’Enneade conosciuta in Moon Knight.

In Avengers: Infinity War abbiamo visto una versione alternativa della vita dopo la morte quando Thanos sacrifica Gamora per ottenere la Gemma dell’Anima. Infatti vediamo il titano entrare all’interno della pietra e comunicare con la versione bambina della sua figlia appena sacrificata.

In Endgame avremmo dovuto vedere la situazione opposta, dove Tony Stark incontra la versione adulta della figlia Morgan dopo essersi sacrificato. Ma la scena è stata tagliata dal finale, forse per paura che affogassimo nelle lacrime.

La Duat è solo uno dei possibili aldilà

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Taweret spiega l’aldilà a Moon Knight

Se in Black Panther e in Avengers: Infinity War il regno dei morti è vagamente definito, in Moon Knight diventa mitologia. Taweret, la divinità a forma di ippopotamo conosciuta alla fine della scorsa puntata, ha una serie di foglietti per spiegare i dettagli dell’aldilà a Marc Spector e Steven Grant.

Fra le indicazioni che dà questo personaggio, c’è il fatto che la Duat egizia sia solo “uno degli aldilà. E il fatto che specifichi che da molto tempo nessuno passava più da questo regno dei morti fa intuire che dipenda dalla religione in cui si crede.

In questo mondo, l’eroe deve bilanciare sulla Bilancia del Cuore la propria vita, nella speranza che pesi quanto una piuma e gli permetta di accedere ai Campi di Iaru (i campi di giunchi). Ma sembra che in questo universo Marvel non importa la religione scelta: la scommessa di Pascal è sempre vincente, ogni anima continua in un piano di esistenza spirituale. E stando al percorso intrapreso da Moon Knight, può tornare indietro.

La morte nel MCU ha più peso di quella nei fumetti Marvel?

Il fatto di avere un oltretomba inclusivo di ogni religione e abbastanza vago da potersi adattare alle esigenze narrative non nasce con l’MCU. Marvel (e anche DC se volessimo allargare il discorso) ha un approccio piuttosto libero alla morte dei personaggi.

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Il fatto che esista il personaggio di Mephisto indica l’esistenza dell’inferno cristiano (o un luogo a esso ispirato quantomeno) mentre il fatto che ci sia Hela indica che anche quello norreno è un piano dell’esistenza. Lo stesso vale per il paradiso in cui finisce il religiosissimo Nightcrawler insieme a Charles Xavier degli X-Men, ma anche per il Valhalla in cui dimora Odino.

In una storia dei Fantastici 4 troviamo anche una versione del paradiso in cui trovano Jack Kirby che li disegna, dopo aver discusso con Stan Lee al telefono. Insomma: sembra esserci un aldilà anche per i Reed Richards di questo mondo. Il che ci fa sperare che Tony Stark sia finito in un paradiso laico dove l’ingegneria è la vera religione.

L’aldilà del MCU sembra vario come quello dei fumetti Marvel, facendo le dovute proporzioni: hanno scritto migliaia di albi in questi sessant’anni di storia. Ma resta da capire se, come nei fumetti, questi aldilà abbiano le porte girevoli.

Da Capitan America a Spider-Man e Wolverine, praticamente ogni eroe nei fumetti ha fatto un ritorno trionfale dalla morte. Tanto che quando un supereroe muore sappiamo che il lutto durerà solo qualche mese, prima di una rinascita.

Moon Knight tornerà dall’aldilà per finire la sua serie, ma questo varrà per gli altri eroi Marvel? Se Robert Downey Jr. volesse tornare a salutare i vecchi colleghi (o comprarsi un’isola) potrebbe farlo? Questo al momento risulta difficile capirlo. Ma il fatto che Marvel abbia introdotto la religione in maniera diretta giocherà probabilmente un ruolo nel futuro del MCU. Già con il focus su Doctor Strange, Scarlet Witch, gli Eternals e Shang-Chi sembra che Marvel voglia giocare con magie e leggende più di quanto fatto in passato.

Se Thor e Loki sembravano più alieni superpotenti che divinità, la mitologia ora è parte fondante del MCU. Lo sarà anche la risurrezione?

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Autore

  • Stefano Regazzi

    Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, Nerd da prima che andasse di moda.

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