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Marvel's Spider-Man: tre motivi per diventare un super eroe

Tra i tanti super eroi esistenti nel vastissimo mondo fumettistico americano, Spider-Man è sicuramente uno dei più amati, entrato nel cuore dei fan sin dalla sua creazione nel 1962, a opera di due leggende del fumetto come Steve Ditko e Stan Lee; da allora la sua fama è cresciuta a dismisura. E pensare che la creazione del super eroe dai poteri di ragno fu a rischio, infatti, all’epoca, il publisher della Marvel, Martin Goodman, non era affatto convinto del nome e dei poteri di Spider-Man “perché tutti odiano i ragni”, secondo quanto ha riportato in un’intervista Stan Lee. Il celebre creatore però riuscì a convincere Goodman a provare a pubblicare almeno una storia nella rivista Amazing Fantasy, che sarebbe stata cancellata con il numero 15, proprio quello in cui apparve Spider-Man. Il resto poi è storia.
Spostandoci dal mondo del fumetto a quello dei videogiochi, possiamo dirvi che abbiamo finalmente concluso la nostra esperienza con il super eroe di casa Marvel, che, dopo tanti tentativi di trasposizione nell’universo videoludico, alcuni poco riusciti e altri accettabili, ha finalmente trovato casa su PlayStation 4. Grazie al meticoloso e attento lavoro di Insomniac Games (di cui abbiamo anche intervistato, in questo articolo, il creative director del titolo Bryan Inthiar), il titolo risulta curato in maniera impeccabile, con grande rispetto per l’universo narrativo globale dell’Uomo Ragno, un lavoro che poteva essere fatto solamente da veri fan conoscitori delle storie di Peter Parker e del suo alter ego.

Diciamolo subito: per noi Marvel’s Spider-Man rappresenta l’opera videoludica più riuscita dedicata a un super eroe Marvel, affiancandosi di diritto alla serie Batman: Arkham, da cui tra l’altro il gioco prende diversi spunti. Batman per la DC e adesso Spider-Man per la Marvel sono gli esempi perfetti di come un gioco dedicato ai super eroi dovrebbe essere: attenti al background del personaggio, pieni di riferimenti alle vicende viste nelle tante storie a fumetti pubblicate e con un mondo e un gameplay plasmati per calzare a pennello al personaggio e non viceversa.
Pensandoci bene abbiamo trovato fondamentalmente tre motivi per cui il gioco ci ha convinti così tanto e ve li andiamo a spiegare uno per uno.

Storia: un fumetto interattivo

La trama principale, o main quest, di Marvel’s Spider-Man non fa l’errore di rinarrare un’ennesima storia delle origini; ormai anche i sassi sanno di come Peter Parker abbia ottenuto i suoi poteri e dunque ce lo presenta ormai 23enne e già in attività da super eroe da 8 anni, con tante avventure alle spalle. La scelta è azzeccatissima e permette al giocatore di immedesimarsi subito nelle vicende.
Proseguendo nella storia vediamo un utilizzo eccellente degli attori virtuali portati sui nostri schermi, con un Peter più in forma che mai fra momenti di puro humor e altri più seri in cui si coglie tutta la volontà del personaggio di rispettare gli insegnamenti che lo zio Ben gli ha fornito prima di morire, quel “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” che tutti noi ormai conosciamo.
Spider-Man non risulta mai fuori dal personaggio e per tutto il tempo ci sembra di vedere uno tra i migliori film dedicati al super eroe mai realizzati. Lo stesso possiamo dire dei comprimari, tra una Mary Jane Watson ormai provetta giornalista e che si è lasciata alle spalle la burrascosa relazione con Peter (almeno temporaneamente), Zia May, sempre cara e affettuosa, e la schiera di villain, temibili e carismatici, come se fossero quelli stampati sulle pagine di un fumetto. Forse alcuni meritavano più spazio, ma il risultato è sicuramente ottimo.

La storia procede con un ritmo incalzante nei suoi tre atti. Inizia in modo esplosivo con la battaglia contro Kingpin, per poi calare leggermente nel primo atto a causa dei doverosi tutorial alle varie sezioni di gioco presenti. Dalla fine del primo atto in poi è tutto un crescendo di situazioni e scene sempre più spettacolari e narrativamente interessanti, anche quando non coinvolgono direttamente il protagonista, fino a una conclusione davvero esplosiva e che ci lascia molto di cui discutere.

La storia di Spider-Man ci ha appassionati ed esaltati e ci auguriamo di vederne ancora in futuro, magari in un possibile sequel con qualche altro super eroe.

Gameplay: la danza del ragno

La storia da sola non poteva bastare a rendere il gioco quello che è, infatti anche il gameplay fa la sua parte. La cura nel riuscire a dare al giocatore la sensazione di essere Spider-Man ha perfettamente raggiunto il suo scopo. Volteggiando per una Manhattan perfettamente ricostruita, più volte siamo rimasti a bocca aperta di fronte alla naturalezza e alla bellezza delle animazioni con cui il nostro super eroe si muove. Volteggiare per i palazzi di New York ad alta velocità, potendoci esibire in piroette, lanci e capriole che sfidano la concezione stessa di gravità, è qualcosa di esaltante, e nonostante esista un sistema di viaggi rapidi all’interno del gioco, ci siamo ritrovati raramente ad utilizzarlo solo per il gusto di vedere la città e per il divertimento che provavamo nel volteggiare sopra le sue strade.
Il combat system è una piccola perla nel suo genere. Nonostante le basi del Freeflow di Batman siano evidenti, non si può certo dire che le fasi di combattimento di Marvel’s Spider-Man siano un clone di quelle del Cavaliere Oscuro, anzi, il nostro arrampicamuri assimila le basi e le fa sue, evitando le parate e utilizzando i suoi sensi di ragno per schivare ogni pugno, pallottola o super potere che gli viene lanciato contro. La velocità e la fluidità delle combo rendono il sistema di combattimento a tratti più divertente di quello più pesante e cattivo dell’uomo pipistrello, insomma la potenza sovraumana di Spider-Man si sente bene in ogni colpo o schivata. Anche il nostro Uomo Ragno avrà i suoi gadget tecnologici, come il classico lanciaragnatele, un drone in grado di attaccare i nemici, uno spara onde d’urto, una bomba ragnatela e molto altro.
Sarà possibile inoltre equipaggiarsi i poteri di uno dei tanti costumi presenti, fra cui, per citarvi un esempio, il costume visto in Avengers: Infinity War, dotato di zampe meccaniche funzionanti in battaglia.
La varietà di approcci e attacchi possibili rendono il combat system di Spider-Man fra i migliori mai fatti per quanto riguarda gli eredi del Freeflow system e secondo noi il ragno ha persino superato il pipistrello nel suo stesso campo di battaglia.

Easter Egg: un gioco fatto dai fan per i fan

L’ultimo nostro punto a favore per Marvel’s Spider-Man è dedicato alla cura dei dettagli del gioco. Ogni aspetto del titolo non è mai fine a sé stesso, persino i collezionabili sono interessanti da trovare per via della lore e delle citazioni che portano con sé. Ad esempio, provando a fotografare la torre degli Avengers, ci viene svelato in parte il motivo della loro assenza dal gioco, oppure, trovando i 55 zaini presenti sulla mappa, si ripercorre un po’ la carriera del giovane super eroe. Senza contare gli easter egg nascosti, tra cui la presenza di un geniale riferimento nella versione italiana alla canzone degli 883 dedicata al personaggio.
Queste chicche forse non faranno la differenza in un giudizio globale del titolo, ma rendono bene l’idea di quanto lavoro di ricerca ci sia stato da parte del team di sviluppo, che ha pensato a soddisfare i fan di ogni genere ed età, dal vecchio collezionista di fumetti fino a chi ha imparato a conoscere il personaggio solo tramite i diversi film al cinema.
La presenza di oltre una ventina di costumi, tratti da diverse storie ed universi alternativi, e ognuno dotato di un potere particolare, ci fa capire la cura con cui si è voluto far tornare il personaggio nel mondo dei videogiochi, ma questo è solo un piccolo esempio di quanto il gioco sia rispettoso per i fan dell’amichevole Spider-Man di quartiere. Abbiamo apprezzato molto anche le citazioni e le pseudo rotture della quarta parete di Spider-Man, che ad esempio, a un certo punto, ricorda a Fisk che Spider-Man si scrive col trattino.
Insomniac secondo noi si merita un grande applauso per averci portato la versione più vera dell’eroe per quanto riguarda il mondo videoludico.

Difetti: non tutte le ciambelle riescono col buco

 

Nonostante le parole di elogio che finora abbiamo speso a fiumi, non possiamo evitare di parlare dei difetti presenti nella produzione, che speriamo siano di esempio per ripartire con ancora più ambizione in futuro.

Le side quest e le attività secondarie varie sono piuttosto classiche e a volte poco ispirate. Vero, alcune side quest ci portano ad approfondire la storia di alcuni villain secondari, ma in modo troppo approssimativo e senza sbilanciarsi troppo; per il resto ci troviamo di fronte a storie viste e riviste. Anche le diverse attività che popolano la mappa, fra collezionabili e sfide varie, non hanno nulla di nuovo, e anzi alcune risultano noiosette, come l’inspiegabile caccia ai piccioni. Il nostro augurio è che Insomniac, nell’eventualità di un seguito, osi di più da questo punto di vista.
Tra le altre cose abbiamo notato una IA non troppo brillante, soprattutto nelle sezioni stealth, e le fasi in cui si può utilizzare Mary Jane troppo scriptate e lineari, tanto da far capire chiaramente che sono solo un riempitivo per spezzare il ritmo dell’azione.

Tolti questi difetti, ci troviamo di fronte a un grande gioco, anche a livello tecnico. New York non è mai stata così bella e perdersi nelle sue strade è sempre divertente. Le animazioni dei personaggi, specialmente del nostro eroe, sono realizzate ottimamente, e si vede una certa perdita di definizione soltanto in alcuni passanti in strada.

Anche il doppiaggio, interamente in italiano, è estremamente ben fatto e coinvolgente, con un’azzeccata scelta delle voci.

In definitiva, per noi Marvel’s Spider-Man è un’esperienza che ogni appassionato di videogiochi e fumetti o film legati ai super eroi dovrebbe provare, data l’alta qualità che Insomniac ha messo nel progetto.
La nostra speranza è quella di vedere in futuro un Marvel Videogames Universe, dove vedremo interagire tra loro i diversi eroi visti anche al cinema, magari con titoli legati l’uno all’altro, anche se purtroppo crediamo sia difficile, per il fatto che i diritti degli Avengers per i videogiochi sono in mano a Square Enix, ma la speranza è l’ultima a morire.
Nel frattempo, mentre attendiamo novità sul futuro dei super eroi nei videogiochi, continueremo a dondolare da una ragnatela per le strade di New York, godendoci fino alla fine l’esperienza di Marvel’s Spider-Man.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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