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La danza dell’Aurora

Non possiamo semplicemente continuare a sognare di girare il mondo, di scovare posti che pochi altri hanno visto e di assistere a fenomeni che rimarranno nella nostra mente per i giorni che ci rimangono.
Arriva un momento in cui si deve fare le valigie e partire.
Anche l'atto stesso di prendere i vestiti -sempre troppi o troppo pochi, sempre quelli sbagliati- e ripiegarli è una specie di rituale sacro di preparazione ad un nuovo cambiamento, perché non si torna mai gli stessi da un viaggio, per quanto breve possa essere.
Orgoglio Nerd in collaborazione con Blueberry viaggi, vuole accompagnarvi in una nuova avventura che cambierà il modo in cui guarderete il cielo.
La Norvegia è infatti la nostra meta, e vi trascorreremo quattro giorni a Gennaio 2014 alla ricerca dell'Aurora. 
Un'esplosione di colori che vi sembrerà riempire l'aria di musica, un incantesimo che vi avvolgerà, e che quando si disperderà avrà lasciato su di voi il suo marchio.
L'Aurora Boreale è un fenomeno ottico dell'atmosfera caratterizzato principalmente da bande luminose colorate dette archi aurorali. Il fenomeno è causato dall'interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) con la ionosfera terrestre. Tali particelle eccitano gli atomi dell'atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d'onda. A causa della geometria del campo magnetico terrestre, le aurore sono visibili in due ristrette fasce attorno ai poli magnetici della terra, dette ovali aurorali. Le aurore visibili ad occhio nudo sono prodotte dagli elettroni, mentre quelle di protoni possono essere osservate solo con l'ausilio di particolari strumenti, sia dalla terra sia dallo spazio. Le aurore sono più intense e frequenti durante periodi di intensa attività solare, periodi in cui il campo magnetico interplanetario può presentare notevoli variazioni in intensità e direzione, aumentando la possibilità di un accoppiamento (riconnessione magnetica) con il campo magnetico terrestre. 
Se volessimo essere specifici vi diremmo questo. 
Ma l'Aurora non è solo un “fenomeno ottico”, o almeno per alcuni non lo è. È magia che si palesa nella realtà, è materia di leggende.. Di numerose leggende.
Per esempio in finlandese, l’aurora boreale si chiama “revontulet” termine che tradotto letteralmente significa “fuochi della volpe”. Il nome deriva da un antico mito secondo il quale l’aurora boreale (o luci del nord, come vengono comunemente chiamate nel Nord Europa) fosse in realtà causata da una volpe magica. Secondo l’antica storia, la volpe, trovandosi in tremendo ritardo per l’annuale festival invernale, correva veloce fra le montagne imbiancate di neve quando, ad un tratto, si stancò di tenere in alto la coda. Successe così che ad ogni passo la coda della volpe, urtando la coltre di neve, provocava delle scintille che volando in alto verso il cielo diedero vita all’aurora.
E ancora secondo un’altra antica credenza Sami è severamente vietato fischiare, applaudire o comunque richiamare l’attenzione dell’aurora boreale quando essa danza nel cielo. Facendo troppo rumore si rischia infatti di attirare l’attenzione degli spiriti che potrebbero scendere dal cielo e rapire i trasgressori. Ci raccomandiamo quindi di assistere allo spettacolo in religioso silenzio.
Invece nelle storie dell’Europa centrale l’aurora boreale è  associata agli spargimenti di sangue. Ciò è dovuto al fatto che nelle sporadiche occasioni in cui l’aurora boreale è visibile in questi luoghi essa assume solitamente i toni del rosso. Questi avvistamenti rari e terrificanti venivano popolarmente interpretati come il cattivo presagio di una prossima guerra con annesso spargimento di sangue. Non a caso, alcune settimane prima dello scoppio della rivoluzione francese, diverse aurore boreali rosse furono avvistate sia in Scozia che in Inghilterra, e molte persone riferirono di aver visto e sentito massicci eserciti combattere nel cielo.
Siete sicuri di volervi perdere questo spettacolo?
Prima di preparare le valigie però dovreste compilare questo form..
Vi aspettiamo numerosi.

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