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“Tra le pagine di Arturo, libraio a colori”

Lavorare in una libreria è sempre stato il sogno di molti, passare intere giornate tra gli scaffali pieni di libri, sentendone il profumo, sfiorandone le pagine e apprezzandone il peso.  C'è anche il rumore, il viavai, le persone che ti chiedono libri inesistenti, andandosene via sbattendo la porta se si cerca di farle ragionare. Si incontrano uomini e donne che amano i libri quanto li ami tu e altre che non sanno quasi a cosa servano e ti chiedono l'ultimo libro della Meyer da regalare alla nipote, alla fidanzata, alla sorella della cognata di un tuo amico.. per provare a fare colpo.
Ci sono sempre i giorni in cui si vorrebbe mollare tutto e scappare via, ma per il resto del tempo ci sono i libri a farti da scudo.
Il libraio è il lavoro di Arturo, il protagonista delle vignette di Marco Petrella. 
(invidia)
I suoi pensieri scivolano sulla carta, si rincorrono, inciampano, si sovrappongono ammassandosi tra loro per rimanere tra le pareti della vignetta.
A volte di sommergono senza lasciarti aria, quasi potessero affogarti, altre volte sono solo poche parole, lasciate cadere sulla pagina come gocce di inchiostro nero, perse nei colori.
Utilizza solo le tonalità della terra, ocra, sfumature di marrone, blu, verdi, uno stile semplice ma non banale, concreto.
Una carrellata di libri che conosciamo o di cui non abbiamo mai sentito parlare, denudati, studiati.. Letti e poi offerti ai nostri occhi e alla nostra mente. Scava nei testi come noi scaviamo con il cucchiaio nel gelato, e poi li gusta, li assapora e ce li offre.
Da Murakami a Zadie Smith, fino a Kerouac e a Paasilinna.
E si scoprono opere d'arte nuove e vecchie, frasi che catturano l'attenzione:
“Dentro di me porto tutti i miei volti passati come un albero i suoi cerchi. La loro somma sono 'io'. Lo specchio vede solo il mio ultimo volto, io sento tutti i miei precedenti” 
Tomas Tranströmer, scrittore svedese, ci lascia i suoi pensieri nelle pagine di Petrella, e noi dovremmo proprio raccoglierli come  more dal cespuglio in un pomeriggio d'estate.
Non è una di quelle letture da finire in un battito di ciglia, non si deve leggere tutto d'un fiato ma appoggiarlo sulla scrivania, o sul comodino, per sorbirne una o al massimo un paio di pagine alla volta, quando si è magari un po' spersi e si bighellona per casa indecisi sul cosa fare, oppure la mattina, bevendo il caffè e domandandosi come organizzarsi la giornata. Da portare sempre in borsa o nello zaino, e girare le pagine fino a trovare quel romanzo di cui non ci ricordavamo l'autore.
Edizioni Clichy ci propone un nuovo originale spunto di lettura che non si limita alla raccolta di strip di Petrella, ma anche a tutti i volumi e a tutti i mondi che vengono citati.
Vi dobbiamo avvertire, però, che la lista dei titoli da recuperare si allungherà pericolosamente e vi occorrerà forse un vita in più per completarla tutta.
Cominci a pensare ad ogni libro che hai letto e anche a quelli che non hai ancora avuto l'occasione di cominciare.
Ti fa salire la voglia di andare a perderti in una libreria, per l'ennesima volta. 
Perché è una malattia da cui non si guarisce mai (e dalla quale è meglio non guarire).

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