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I am Groot: slapstick spaziale | Recensione

Pronti a partire per nuove buffe avventure con il piccolo eroe?

Oggi su Disney+ arriva una nuova serie del Marvel Cinematic Universe, molto diversa dal solito. I am Groot è infatti uno show brevissimo, che poco ci racconta sul grande franchise e soprattutto si rivolge a un target davvero specifico: quello dei più piccoli. Nonostante questo, resta un’idea interessante che può aprire nuove strade al MCU. Vediamo meglio perché nella nostra recensione di I am Groot!

I am Groot, qualche informazione per partire…

Come anticipato, si tratta di una serie molto breve: i cinque episodi durano grossomodo venti minuti, compresi titoli di testa e di coda. Piccolissimi cortometraggi, che vedono protagonista il membro dei Guardiani della Galassia diventato rapidamente uno dei più amati del team.

Per gli appassionati di timeline, questo show si colloca poco dopo il finale del primo film sulla squadra. Groot si è sacrificato per salvare i suoi amici nello scontro finale con Ronan, il Distruttore ed è rinato in una nuova versione “bambina”. Nel corso della serie seguiremo le buffe avventure strampalate di questo personaggio, alle prese con la tecnologia della Milano, la natura e soprattutto i tanti disastri che combinerà.

Questi dettagli ‘tecnici’, però lasciano il tempo che trovano. Come anticipato all’inizio, I am Groot non è una serie che servirà a porre le basi per Avengers: Secret Wars o in generale influire in qualche modo sul futuro del MCU. Si tratta semplicemente di un cartone animato di quelli più tradizionali possibili, infarcito di comicità slapstick e con dialoghi praticamente assenti.

Lo spirito con cui vederlo (e di conseguenza il target a cui si rivolge) è proprio quello di quei prodotti. È facile rivedere nelle disavventure del piccolo Groot le sfide di Paperino ad animali dispettosi, gli scontri tra Tom e Jerry o i diverbi deliranti tra Bugs Bunny e Daffy Duck. E tutto sommato, il nostro piccolo eroe regge, anche se quei modelli restano assolutamente inarrivabili.

Un esperimento con grande potenziale per il Marvel Cinematic Universe

I Am Groot Recensione 01
© 2022 MARVEL.

Se narrativamente I am Groot ci dice poco sul MCU, molto ci può invece dire su possibili sviluppi a livello produttivo. In questo senso, la serie si inserisce perfettamente nello spirito sperimentale che sta caratterizzando questa Fase 4. I Marvel Studios si sono messi alla prova con progetti sempre più particolari, spaziando tra vari generi, oltre che espandendosi definitivamente oltre il grande schermo.

E forse in questo senso I am Groot può anticiparci qualcosa su quello che potremmo avere in futuro. Un’ecosistema, più che un semplice franchise, in cui non sia più importante seguire tutto al 100%, ma solo determinati filoni, divisi anche per target. Passare da un modello in cui si punta a creare un prodotto che sia adatto a tutti, a uno in cui sviluppare prodotti diversi che accontentino fasce specifiche, fino a comprendere tutti. Che poi, a pensarci bene, non è troppo diverso da quello che avviene con i fumetti.

In quest’ottica I am Groot è chiaramente un prodotto diretto ai giovanissimi. I piccoli appassionati Marvel potranno divertirsi a vedere il loro eroe alle prese con buffe disavventure e pasticci, forse anche più di quando lo hanno visto affrontare Ronan, Ego o Thanos. Piano piano poi cresceranno e scopriranno progetti più maturi e resteranno legati al MCU in altri modi.

Certo, nessuno vi vieta di divorarvi I am Groot in una breve pausa. Vi assicuriamo che il simpatico protagonista è riuscito a strappare una risata anche a noi ed è a suo modo divertente seguirne le avventure. Canonicità Marvel o meno, che a questo punto è solamente una formalità.

I am Groot: due risate in famiglia

I Am Groot Recensione 02
© 2022 MARVEL.

I am Groot è uno show estremamente semplice, che prova a seguire una strada nuova nel Marvel Cinematic Universe. La sua comicità slapstick e i suoi dialoghi minimali lo rendono adatto a un pubblico giovane, ma in qualche momento fa ridere anche i più adulti. L’unico vero problema è il fatto che sia davvero breve: un progetto del genere funziona nel momento in cui ci sono molti più episodi dei cinque che arrivano oggi su Disney+.

Se avete una mezz’oretta scarsa da spendere, date una chance a questo piccolo eroe. Saprà farvi sorridere e potenzialmente anche emozionare. Se potete, guardatelo con i vostri fratellini, figli, nipotini o altri spettatori giovanissimi e siamo sicuri che sapranno apprezzarlo e di riflesso, faranno divertire anche voi.

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Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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