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Gears of War: the boardgame

''Per un periodo gli umani di Sera conobbero l'illusione della pace, almeno fino al Giorno Del Tracollo. L'orda delle Locuste arrivò senza alcun avviso; innumerevoli creature emersero dai loro crateri sotterranei.

A lungo la Coalizione Dei Governi (COG) tentò di respingere la minaccia sotterranea, ma le loro difese furono rapidamente travolte. Con un bilancio di milioni di morti, gli umani puntarono le loro armi di distruzione di massa sulle loro stesse città per impedire che il nemico le controllasse.

Ora la lunga battaglia contro questi irrefrenabili avversari volge ad un'ultima, disperata resistenza.''
Sicuramente la maggior parte di voi ha già capito dalla lettura di queste righe che ci troviamo nel mondo della fortunata serie videoludica di Gears Of War, giunta ormai al suo quarto capitolo con Gears Of War: Judgement. Ma non è di videogames che parleremo, bensì del gioco da tavolo prodotto dalla Fantasy Flight Games nel 2011.
Da due a quattro giocatori coopereranno per portare a termine una serie di missioni in cui i COG dovranno esplorare rovine e uccidere le Locuste che incontrano, ricreando perfettamente lo stile del videogame.
Chi ha provato almeno uno dei capitoli del videogioco sa che l'aggettivo adatto per definire l'esperienza di gioco è uno solo: frenetica. L'autore del boardgame è riuscito perfettamente a ricreare questa particolare caratteristica, e giocando ci si accorge di quanto veloce e reattiva deve essere la reazione dei giocatori dinanzi all'inesorabile avanzata delle locuste, di gran lunga più numerose dei COG.
Il gioco è un cooperativo puro: i giocatori sono tra loro alleati e fanno fronte comune, che è l'avversario da sconfiggere. Le locuste sono infatti gestite attraverso un mazzo di carte Intelligenza Artificiale (I.A.) che permette loro di muoversi e attaccare i personaggi più vicini e danneggiati.
Il vero fiore all'occhiello del gioco è rappresentato dalle carte ordine: ogni giocatore ne ha in mano sei e queste quando vengono giocate permettono di compiere azioni di movimento e attacco, ma contemporaneamente fungono da punti ferita del COG; quindi, in seguito al danno inflittoci dall'attacco di una locusta, vedremo le nostre possibilità strategiche ridotte, dal momento che saremo costretti a scartare alcune carte.
Questa meccanica ha il grosso pregio di aggiungere un tocco di realismo al gioco, rendendo un personaggio ferito anche meno capace di pianificare mosse ed evitando che si crei il paradosso di un personaggio che combatte senza sosta al massimo delle sue potenzialità anche in seguito alla perdita di quasi tutti i suoi punti ferita.
Superare la missione risulta molto difficile, e non poche volte ci ritroveremo a doverla ripetere, ma l'esperienza di gioco non ne risente in longevità, dal momento che le mappe vengono composte accostando tessere modulari in maniera casuale, permettendo quindi di rivivere la stessa missione senza avere una sensazione di déjà vu.
Con tutti questi elementi Gears Of War: the Boardgame si qualifica come uno dei giochi da tavolo di maggior rilievo appartenenti alla scuola americana. Per i 'non addetti ai lavori' ci preme specificare che il mondo dei boardgames si distingue in due grandi macro-categorie: i giochi americani e i giochi tedeschi/eurogames.
I primi sono giochi in cui si cerca di ricreare nella maniera più accurata possibile un'ambientazione, soprattutto con l'uso di carte e dadi che aiutano in questo compito, anche se la strategia a volte ne risente dal momento che questi mezzi aumentano l’incidenza del fattore fortuna. Un esempio di boardgame americano, oltre a Gears Of War, è Descent: Journeys In The Dark, un dungeon-crawler in cui i giocatori interpretano avventurieri che esplorano un sotterraneo fantasy pieno di mostri e trappole.
I secondi sono invece giochi meno curati dal punto di vista dell'ambientazione in cui però l'attenzione del game designer si concentra maggiormente sull'esperienza di gioco, cercando di renderla il più strategica possibile attraverso l'eliminazione totale o parziale del fattore fortuna.
In quest’altra categoria ricadono grandi classici come Carcassonne e Puerto Rico.
In Gears Of War è quindi innegabile che il fattore randomico sia presente in discreta quantità, ma state pur certi che senza una strategia pianificata all'unisono tra i vari giocatori sarà impossibile avvicinarsi anche lontanamente alla vittoria.L'unica nota negativa è che il gioco non è stato mai tradotto in italiano, ma i non anglofoni potranno comunque trovare su internet la traduzione amatoriale del regolamento e delle varie carte: non avete quindi più nessuna scusa per non provarlo.

Testi di Mattia Di Ciollo

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Commenti

  1. posso fare una riflessione? non centra niente con the world’s end, ma con il vostro commento sulla traduzione di Shaun of the dead, perché secondo me non è una traduzione così malvagia, insomma, è vero, sarebbe stato meglio lasciare il titolo originale, però è anche vero che la traduzione tiene (incredibilmente) conto del retroscena di quest’ultimo
    shaun of the dead è chiaramente un richiamo a dawn of the dead, e quindi, invece di fare una traduzione letterale (shaun dei morti? o addirittura giovanni dei morti?) che non avrebbe avuto senso, hanno intelligentemente mantenuto il gioco di parole con dawn of the dead, in italiano l’alba dei morti viventi.
    ripeto, sarebbe stato sicuramente meglio mantenere il titolo originale, visto e considerato che come film si rivolge a quella fascia di pubblico che non ha problemi con la lingua inglese, ma, considerato il livello della traduzione dei titoli dei film in italia, direi che è molto sopra la media
    non c’ho dormito la notte su sta cosa….

  2. Devo dire che di giochi da tavolo ne ho provati parecchi, ma GOW non mi è piaciuto proprio per niente. Troppo frenetico, sempre con la paura di morire e soprattutto se non hai persone che giocano con te in gamba, considerando che non vince uno solo, ma si vince in gruppo, non duri più di mezz’ora ce poi muori. Nulla a che vedere con il videogioco invede che è favoloso.

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