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Dragon Quest Heroes II: più RPG meno musou

Ritorna lo spin off di una delle saghe videoludiche più famose in Giappone: stiamo parlando di Dragon Quest Heroes II. A due anni di distanza dal primo titolo, ritorna l’esperimento che unisce il famoso gioco di ruolo di Square Enix con le meccaniche da musou tipiche di Omega Force, software house responsabile del titolo in questione. Il primo episodio era riuscito a imprimere diversi aspetti da gioco di ruolo nella classica formula “asfalta eserciti” classica dei titoli alla Dinasty Warriors, inserendo boss battle con enormi mostri e altre meccaniche interessanti. Fondamentalmente, però, nel suo nucleo il primo titolo restava un musou, presentando gli eterni difetti che questo genere porta con sé sin dai suoi albori. Sarà riuscito questo secondo capitolo a ovviare a questo annoso problema?

Dragon Quest Heroes II vi cala nei panni dei cugini Lasaar e Theresa, entrambi promettenti guerrieri. Questi si rincontrano dopo tanto tempo, ma la loro riunione di famiglia viene interrotta quando la città in cui si trovano viene attaccata da un’orda di mostri; senza esitare, i due aiutano le guardie cittadine nel respingere l’orda, a capo della quale troviamo, misteriosamente, Cesar, un amico d’infanzia dei nostri protagonisti. Il successivo incontro con Desdemona, una potente guerriera inviata da un regno vicino, spingerà Lasaar e Theresa a prendere parte a un viaggio avventuroso allo scopo di sventare una tremenda profezia che minaccia tutti i regni, un viaggio che porterà i due cugini a esplorare il mondo e a incontrare molti personaggi, alcuni nuovi, altri già visti in precedenti titoli della serie. La storia, nonostante parta con un incipit interessante, fatica a decollare, proponendo diversi cliché classici nel genere e dialoghi piuttosto scialbi. Ai fan della serie farà piacere ritrovare alcuni dei protagonisti dei capitoli principali di Dragon Quest, come Angelo e Jessica di DQ8, qui ospiti e aiutanti nelle fasi di battaglia che daranno vita anche ad alcune situazioni divertenti. La trama in definitiva non è da buttare, ma sicuramente non è il punto su cui si focalizza maggiormente il titolo, che pone le sue basi più che altro sul sistema di combattimento.

Il gameplay infatti, nonostante trovi le sue origini nel sistema musou, riesce a discostarsi dalla monotonia della pressione di un tasto per fare la solita combo, dando un po’ più di spessore e varietà negli attacchi, grazie anche alla possibilità di cambiare arma, abilità speciali e addirittura la classe dei protagonisti. Questi partiranno infatti come guerrieri ma, più avanti, potranno anche assumere il ruolo di mago o di combattente di arti marziali. Come se non bastasse, potremo inoltre controllare un party da quattro personaggi in totale, con la possibilità di passare da un combattente all’altro in qualsiasi momento, così da aumentare ancora di più la varietà dell’azione. Sarà inoltre possibile eseguire degli attacchi combinati insieme agli altri membri del nostro party; queste azioni, chiamate pluriattacchi, saranno in grado di infliggere ingenti danni ai nemici. Fiore all’occhiello del combat system è la barra dell’alta tensione, uno speciale potere che una volta attivato ci permetterà di essere invincibili per un breve periodo di tempo, aumentando i danni da noi inflitti e dandoci la possibilità di scatenare un devastante attacco speciale, fondamentale negli scontri più duri.

Grande novità di questo secondo capitolo è la presenza di un open world completamente esplorabile, aspetto che dà un taglio netto con il passato fatto di missioni statiche più nello stile dei musou, come nel primo capitolo. Andando in giro per il mondo potremo trovare sidequest e diversi luoghi in perfetto stile RPG. Anche la città che fa da HUB principale alla nostra avventura adesso ci farà respirare maggiormente l’aria di un gioco di ruolo, con i suoi PNG e i negozi realizzati nello stile classico della serie.
Nel rispetto della tradizione del genere realizzato da Koei Tecmo, gli scontri ci vedranno sempre messi alla prova contro una moltitudine di nemici, ma essendo data più importanza alla fase di esplorazione e grazie al vario sistema di combattimento, alla lunga stancheranno di meno. Dobbiamo ammettere che il sistema di controllo ha ancora delle imperfezioni durante le fasi di esplorazione, problemi rilevati soprattutto nel passaggio alla fase di combattimento, che vede il giocatore impossibilitato alla corsa mentre si ritrova con le armi estratte. Altra grossa novità è la possibilità di usare i mostri come supporto durante le battaglie. Avremo tre diversi tipi di intervento da parte dei nostri feroci sostenitori: il mostro arriverà facendo un attacco e poi sparirà, oppure evocheremo dei mostri che ci supporteranno combattendo al nostro fianco, o ancora ci trasformeremo noi stessi in un potente mostro potendo utilizzare tutte le sue mosse caratteristiche. Un’aggiunta interessante, questa, che aumenta ancor di più la varietà del titolo in fase d’azione.

Dragon Quest Heroes II prova a diventare più GDR e meno musou in questa sua seconda incarnazione, ma nonostante ci riesca per molti aspetti, soffre ancora di alcuni difetti di struttura. Il titolo è piuttosto longevo: comprendendo diverse attività secondarie che salteranno fuori soprattutto verso l’End Game, potrà durare fra le quaranta e le cinquanta ore. Il problema è che questa durata è sostenuta da missioni troppo ripetitive fra loro, esasperando non poco il giocatore che una volta giunto alla fine avrà poca voglia di dedicarsi ad altre attività secondarie. Una durata più contenuta in questo caso avrebbe giovato molto di più al titolo, concentrando l’attenzione del giocatore in meno tempo e lasciandogli ancora voglia di esplorare e di darsi alle sidequest anche arrivato alla fine. Fortunatamente è stata aggiunta la modalità Multiplayer, che permette a quattro giocatori di affrontare le missioni sia della storia che secondarie, aggiungendo una marcia in più al titolo, soprattutto quando sarete stufi dell’IA dei vostri compagni, non sempre perfetta. Questi infatti non sempre saranno all’altezza dei compiti che spettano loro, specie durante la difesa di particolari obiettivi.
Graficamente il titolo si presenta con un cel-shading di ottima fattura per i personaggi, unito al sempre piacevole tratto caratteristico di Akira Toriyama. Piuttosto spoglie e poco dettagliate le ambientazioni. Le fasi di combattimento risultano invece molto fluide, riuscendo a garantire i 60 fps stabili.

Dragon Quest Heroes II tenta di distanziarsi dalla sua natura musou, cercando appiglio nel retaggio da RPG della serie da cui questo titolo è tratto, riuscendoci soltanto in parte. Sicuramente è uno dei migliori titoli tratti dal genere musou mai realizzati grazie alla sua maggiore varietà, ma presenta ancora alcuni difetti di fondo tipici di questo genere, come la sempre presente ripetitività. Titolo consigliato soprattutto a chi ama la serie Dragon Quest, qui riproposta in un’interessante ibrido action RPG, e a chi non si fa spaventare dalle infinite orde di mostri da affrontare.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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