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X: A Sexy Horror Story, direttamente dagli anni ’70 | Recensione

Ti West crea un film che costruisce su una base semplice un'impalcatura intrigante

Ritorna nei cinema Ti West, una voce molto nota nel cinema indipendente, soprattutto horror. Lo fa accompagnato dalla A24, un’altra realtà che gli appassionati della settima arte hanno imparato a tenere d’occhio con attenzione. Il film ha un titolo che è tutto un programma: semplicemente X. Nella distribuzione italiana questo si è allargato a A Sexy Horror Story che già anticipa cosa ci aspetta in sala, ma se volete saperne di più, tuffatevi nella nostra recensione!

X: A Sexy Horror Story recensione: di cosa parla questo film?

Il film da subito si apre con la sua conclusione. Le forze dell’ordine si aggirano per la scena di un tremendo delitto. Un massacro brutale di cui bisogna trovare i colpevoli e ricostruire lo sviluppo. Ma gli spettatori la soluzione ce l’hanno immediatamente con il classico espediente del flashback.

Si parte da due giorni prima, quando una troupe si mette in viaggio per un nuovo progetto, partendo dallo strip club del produttore. L’idea è quella di sfruttare un nuovo trend in crescita, quello delle videocassette e realizzare un titolo proprio per quel mercato: Le figlie del contadino. Un film erotico, a basso budget, che punta a conquistare una nicchia di questo settore e diventare un cult.

Quando però arrivano sulla location in campagna dove vogliono girare, la situazione si fa tesa. Ad accoglierli c’è uno scontroso contadino, che da subito non prende in simpatia il gruppo. Non ha ide esattamente di quali siano i loro piani ed è meglio che non lo sappia. Una situazione esplosiva che non può fare altro che precipitare.

A grandi linee quindi questo X: A Sexy Horror Story sembra un classico slasher, con una spinta in più sulla componente erotica. Un elemento che ha contribuito a fare la fortuna del genere e che qui diventa ancora più centrale. Ma come ogni opera che parla di cinema al cinema, c’è qualcosa di più da leggere in questa pellicola, che la fa andare oltre l’apparenza.

Un gioco di alter ego

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L’idea sembra abbastanza chiara. Stendere una base semplice, con uno dei generi più formulaici possibili e ottenere così fondamenta solide su cui poi sbizzarrirsi. Ti West fa proprio questo, lanciandosi in un gioco di strizzate d’occhio con lo spettatore. Il suo alter ego è chiaramente RJ, giovane regista de Le figlie del contadino, che cerca di bilanciare il suo desiderio di entrare nell’ambiente a ogni costo con le ambizioni artistiche.

E così ogni sua dichiarazione in merito al processo, al voler creare qualcosa di straordinario anche in un genere come quello erotico, guadagna una doppia valenza. Il richiamo al montaggio elaborato a cui RJ punta si riflette immediatamente in quello che caratterizza proprio X: A Sexy Horror Story. Ed è affascinante come virtualmente tutta la pellicola risulti leggibile anche da questo punto di vista.

In più, quello che affascina è sicuramente anche il discorso sulla sessualità che il film intraprende. Nel confrontare gli anziani proprietari di casa, il libertino produttore e i suoi attori e la crew tecnica, forse più chiusa di tutti da questo punto di vista, mette in scena un dibattito che era forte negli anni ’70 ed è forte ancora oggi.

Il discorso non è perfettamente coerente, non guida lo spettatore in una spiegazione chiara e netta, ma offre sicuramente degli spunti da approfondire. Ognuno può trovare diverse chiavi di lettura in ciò che avviene ed è indubbiamente un aspetto affascinante del film.

X: A Sexy Horror Story è incastonato in un’estetica che colpisce

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Il tutto poi è inserito in un contesto visuale che ha un suo fascino. C’è un gioco di rincorse nelle ispirazioni, prendendo a piene mani dall’exploitation e il cinema erotico degli anni in cui è ambientato, ma richiamando anche autori come Tarantino e Rodriguez che a loro volta sono influenzati da quello stesso mondo. Il risultato è un film che è un piacere seguire in ogni suo sviluppo, con quel crescendo di tensione che ci porterà allo scontro che già aspettiamo.

Nel complesso quindi X: A Sexy Horror Story è un’opera che vale la visione. In alcuni momenti il suo gioco metacinematografico è fin troppo sbandierato, diventando stucchevole. Tuttavia nel suo insieme riesce a portare a casa il risultato e regalare un buon prodotto al suo pubblico. Che può essere sia chi cerca un semplice horror estivo da godersi in compagnia, sia chi vuole qualcosa di un pochino più elaborato.

La Casa (1981) "Ever Green Collection"
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  • Bruce Campbell, Ellen Sandweiss, Hal Delrich, Betsy Baker, Sarah York (Attore)

Mattia Chiappani

Ama il cinema in ogni sua forma e cova in segreto il sogno di vincere un Premio Oscar per la Miglior Sceneggiatura. Nel frattempo assaggia ogni pietanza disponibile sulla grande tavolata dell'intrattenimento dalle serie TV ai fumetti, passando per musica e libri. Un riflesso condizionato lo porta a scattare un selfie ogni volta che ha una fotocamera per le mani. Gli scienziati stanno ancora cercando una spiegazione a questo fenomeno.

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