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U.S.S. Battleship

Indovinate un po'? Battleship non è Kubrick. Lo abbiamo visto qualche ora fa in anteprima e possiamo svelarvelo, non è nemmeno Sergio Leone. Quindi dobbiamo dirvelo: se avrete il coraggio di lamentarvi, all'uscita della sala, della trama, della poca credibilità di alcune scene o della recitazione di Rihanna, siete degli stupidi.
Siete degli stupidi perchè se sul serio entrerete nella sala con aspettative del genere non avete la minima concezione di quello che vi sta accadendo intorno. Ma se, invece, supererete la tenda rossa con l'intento di passare due ore (e undici minuti) nel “delirio” più totale con il fine del puro divertimento allora avete colpito un incrociatore!
L'effetto Armageddon è servito: se c'è un buco nella trama è meglio farne uno ancora più grosso con un'esplosione, il pubblico non si accorgerà di niente.
Ed è proprio così! Tutte le caratteristiche che non fanno di Battleship un film d'autore (strano, eh?) riemergono a livello conscio più o meno trenta minuti dopo la visione del film. Durante la proiezione invece stai lì e ti bevi tutto, esaltandoti.
Ti dimentichi delle derapate con Corazzate grandi come aeroporti, improbabili alieni in armatura e la recitazione di Rihanna, ti diverti e stai zitto.

Applicando la “Logica Nerd” a Battleship, ispirato al classico gioco da tavolo Hasbro “Affonda la Flotta” (ma poi ci arriviamo), risulta essere un successo totale proprio perchè porta a termine i presupposti con i quali è partito.
Probabilmente, dopo le dovute prese in giro, a colui che ha proposto l'idea di girare una pellicola ispirata ad “Affonda la Flotta” è  stato detto: “Ok, però ci divertiamo anche noi”.
Sentiamo ancora le risate degli sceneggiatori, del regista  Peter Berg ('The Kingdom') e degli stessi attori (Liam Neeson, Taylor Kitsch) che riecheggiano sul set. Girare Battleship deve essere stato tanto divertente quanto guardarlo.
Tre cose però, noi della redazione, abbiamo valutato come veramente degne di nota.

Rihanna non è nuda. Ebbene è vero, la famosa e formosa cantante afroamericana che per lo più ci è sempre apparsa svestita (almeno nei suoi video), in questa pellicola invece è sempre, ma sempre, bardata di tutto punto. Divisa completa che lascia spazio solo al volto, ci tenevamo a dirvelo. Da questo punto di vista Battleship risulta elegante, non accenna minimamente al potenziale femminile della cantante. E' un soldato e come tale viene sempre presentata.

La mirabolante scusa per inserire in sceneggiatura lo stile di battaglia a “reticolato” tipico di “Affonda la Flotta”. È un titolo un po' lungo ma rende bene l'idea. Come sicuramente saprete già, Battleship racconta di un'invasione aliena durante un'esercitazione della Marina (Americana e Giapponese insieme) e degli sforzi dei soldati per distruggere i nemici galattici. Gli antagonisti si muovono su navi da battaglia “acquatiche”, simili per concezione alle nostre torpediniere. Il punto è che entrambe le fazioni non riescono (per motivi ignoti) a localizzarsi l'una con l'altra, niente radar insomma.
L'idea geniale è di utilizzare quindi i rilevamenti oceanografici (i movimenti delle onde) registrati dalle boe, che guarda caso formano un gigantesco reticolato composto da numeri e lettere. Se una boa invia un segnale di incremento dell'onda nella sua prossimità significa che lì intorno sta navigando una delle tre navi aliene. Perciò qualcuno dovrà sparare un missile in d-6.

Il rilancio del gioco da tavolo. L'ultima cosa che abbiamo apprezzato è il potente restyling che la pellicola conferisce al classico “Affonda la Flotta”. Parliamoci chiaro: tutti ci abbiamo giocato, ma abbiamo sempre valutato gli alieni come un po' fuori contesto nelle nostre partite.
La nuova generazione, forse più smaliziata, secondo noi potrà sul serio venire attratta verso un gioco di logica e strategia con questo facile espediente. Acqua, colpito, acqua, colpito è, in fondo, qualcosa che ha contribuito al nostro essere Nerd e un po' di alieni non fanno mai male.
Battleship sarà nei cinema italiani da oggi!

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