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Time of the Doctor: Capaldi intensifies

E' da “Day of The Doctor” che tutti i fan del Signore del Tempo più famoso di sempre stanno aspettando Peter Capaldi.
C'è chi lo teme chi invece non vede l'ora che Matt Smith ceda il posto, indipendentemente dalla squadra nella quale state oggi è accaduto, è stato improvviso, rapido ma efficace.
Moffat, nel bene o nel male ha ancora stupito tutti.
Chiariamoci, la puntata (rigenerazione compresa) ha dato le stesse emozioni dello special per i cinquant'anni, piena di incongruenze, qualche buco di trama grande come un pianeta ma comunque incredibilmente esaltante.
In "Time of The Doctor" scivolano via come se fossero macchiette antagonisti che, in puntate precedenti, hanno impegnato il nostro protagonista dal fiocchetto per centinaia di anni.
Angeli, il Silenzio, i Dalek avevano delle regole che li arginavano, che li rendevano unici, ora invece ci troviamo di fronte a una sequela di scuse forzate per farli convinvere, per mostrare il Silenzio, per poterti far toccare da un Angelo, per sfuggire a un esercito di Dalek.
Perchè? Abbiamo sempre creduto che Matt Smith in particolare fosse stato vittima di sceneggiature non sempre efficaci: se Eccleston è servito come introduzione, Tennant per gettare le regole del “Dottore”, Smith è da sempre stato utilizzato per rompere questi paletti, non sempre con rispetto purtroppo.
Ne parliamo nonostante la puntata sia stata molto coinvolgente perché temiamo che gli spettatori, anche quelli più assidui, si abituino a queste incongruenze, a questa voglia di spingere a forza dentro tutto quanto, a questa necessità Moffattiana di complicare i fili della trama senza scioglierli, ma usando una forbice per tagliare via tutto lasciando il pavimento pieno di fili di lana.
Tutta la puntata è, purtroppo, una complicata scusa per la rigenerazione.
Come di consueto tutto si conclude in fretta togliendoti il respiro e lasciandoti a sperare che, magicamente, una seconda puntata salti fuori dal nulla.
Un altro colpo, veramente basso, è il cammeo finale. Sappiamo che è stato collocato solo per farci aprire i rubinetti ma non abbiamo potuto farci niente, ha funzionato.
Forse avremmo preferito vedere River Song, ma possiamo comprendere la scelta in questo caso.
Lo sceneggiatore, come sempre, sceglie di lasciare fare il lavoro sporco al fandom. Saranno gli appassionati a far collimare tutto con strambe teorie, sfrutteranno le regole più vaghe della serie per giustificare tutto quanto e probabilmente alcuni di voi lo stanno già facendo ora.
Legittimo, una scelta anche furba, ma Doctor Who, secondo noi, ha un bagaglio troppo ampio per livellare ogni spiegazione a “è un paradosso”.
Ma parliamo di Peter Capaldi: il nuovo volto del Dottore illumina la scena per nemmeno venti secondi, la trasformazione è istantanea (scelta geniale) e l'addio di Smith ben calibrato, composto da gesti più che da frasi a effetto come fu quello di Tennant.
La prima battuta di Peter Capaldi è sicuramente vincente, dopo la piccola/grande delusione dell'addio assesta un gancio allo spettatore facendolo sorridere, in questo tempistiche e montaggio sono ben bilanciate.
Capaldi aveva già rapito il nostro cuore con il suo intenso sguardo in The Day of the Doctor, oggi assesta il colpo di grazia guadagnandosi quell'oncia di fiducia iniziale e tanto basta.
Staremo a vedere, in fondo è un'avventura.

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Commenti

  1. >Lo sceneggiatore, come sempre, sceglie di lasciare fare il lavoro sporco al fandom. Saranno gli appassionati a far collimare tutto con strambe teorie, sfrutteranno le regole più vaghe della serie per giustificare tutto quanto…
    *coffcoff Hideaki Anno coffcoff* XD
    Non riuscendo a rinunciare a guardarmi anche Sherlock Holmes su Rai4 (quello di The Asylum, con i dinosauri e la piovra gigante che attaccano Londra), purtroppo per la prima metà dello speciale del Dottore sono stato distratto e mi sono perso qualche battuta, perciò non vedo l’ora che qualcuno lo carichi sul web per poterlo rivedere bene. Anche così a me è piaciuto abbastanza, per quanto sia d’accordo con voi sui buchi di sceneggiatura. Soprattutto, mi pare troppo forzato l’aver cercato di ‘buttare assieme’ tutti i nemici principali del Dottore tanto per far scena, finendo col distruggerne i ruoli.

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