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È il momento di riportare i Simpson al cinema

Il sequel di The Simpsons Movie richiesto da Maggie dovrebbe entrare in produzione

I Simpson non sono più quelli di una volta“. Quante volte avete sentito questa frase? È l’equivalente Nerd di “non ci sono più le mezze stagioni”. Questo non la rende meno vera. Eppure i Simpson sono ancora oggi uno dei franchise più amati di sempre, con tantissimi fan che si stanno rivedendo le vecchie puntate in streaming su Disney+. E noi siamo convinti che Disney debba prendersi il rischio di lanciare al cinema un sequel de I Simpson – Il Film. Non solo perché avrebbe successo, ma perché siamo convinti che potrebbe essere davvero “Mi-ti-co!“: è il momento migliore per farlo.

I Simpson – Il Film: perché Disney deve riportare la famiglia gialla al cinema

Se siete come noi, non avete mai smesso di guardare i Simpson. Magari non siete aggiornati con le ultime stagioni dopo la Trentesima, ma fra le repliche su Mediaset, Sky e Disney+, non avete mai smesso di dire “mmmmh … i Simpson” sbavando come Homer. Ma con molta probabilità, l’ultima volta che siete stati entusiasti di vedere tutta Springfield è stato nel 2007, all’uscita del primo film dei Simpson.

Il film arrivò nelle sale ben dopo la fine del “periodo d’oro” della serie. C’è chi dice che il declino è cominciato con “Il direttore e il povero”, la seconda puntata della nona stagione quando il “vero” Skinner torna a Springfield. Altri hanno smesso di seguire con assiduità la serie fra la quattordicesima e la sedicesima stagione (che hanno più di una gemma).

Quasi nessuno credeva che i Simpson fossero al loro picco durante la 18esima stagione. Eppure tutti i fan andarono al cinema. E restarono estasiati. Sebbene non avesse il ritmo forsennato di battute di un “Marge contro la monorotaia” o dell’avventura con i Tagliapietre di “Homer il Grande”, mise tutti d’accordo. Era uno sprazzo delle prime otto stagioni, ma pienamente in pari con i tempi per riferimenti culturali e satira sociale. E la stagione successiva fu di ottimo livello: non al pari di quelle che vanno dalla quarta all’ottava, dove non sbagliavano un episodio, ma ricca di puntate divertenti.

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La ricetta vincente del film (e perché rilanciò la serie)

Il motivo per cui il film funzionò così bene, secondo il nostro modesto parere, non va tanto cercato nella trama. Anzi, la differenza rispetto agli episodi in cui è Burns direttamente a tenere sotto scacco la città è solo che l’EPA e il Presidente degli Stati Uniti non dicono “Eccellente” con lo stesso tono malefico.

La differenza qualitativa sta tutta nello spirito in cui gli sceneggiatori e i produttori presero la sfida. Lavorarono insieme per creare i soliti 22-24 episodi di una stagione, mentre revisionavano e producevano il film. Uno sprint creativo che immaginiamo fatto di lunghe ore lavorative ma che spremeva al massimo la creatività di tutti. Ma oltre al tempo, c’era un altro ostacolo.

Se stiamo tutti aspettando un nuovo film su (per esempio) Indiana Jones, è perché non ci capita spesso di vederne uno. Disney sa bene cosa significa: ora che su Disney+ ci sono tantissimi prodotti su Star Wars, il marketing per i nuovi film diventa più difficile. Soprattutto perché le serie sono ottime: se il meglio è in streaming, perché uscire di casa?

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I creatori dei Simpson avevano lo stesso problema. Se riescono a far cambiare dieci assurdi lavori a Homer, far innamorare Lisa di una nuova passione e disincantarla, mentre Bart scappa da Telespalla Bob che sbatte contro un milione di rastrelli, tutto in venti minuti, perché guardare un film intero al cinema? La risposta è che sul grande schermo abbiamo visto Homer rompere la quarta parete, Maggie chiedere silenziosamente un sequel e Bart fare continui riferimenti al fatto che il film fosse solo un modo per fare soldi. Tutte le insicurezze degli sceneggiatori sono diventate battute geniali e noi ci siamo sentiti a casa, fra amici. Erano i Simpson che abbiamo sempre conosciuto, nervosi perché dovevano debuttare sul grande palcoscenico. Li abbiamo sostenuti come fossero il nostro fratellino o nipotino alla recita scolastica. E siamo rimasti di stucco quando ha tirato fuori una prestazione da Broadway.

Oggi la situazione potrebbe essere simile. Di recente la serie ha assunto ottimi sceneggiatori, vogliosi di rilanciare la serie. Dargli una sfida enorme, quando nessuno si aspetta più niente da un film dei Simpson, potrebbe ricreare l’alchimia magica del 2007.

Il “giusto” clima per la satira

Pensando al film dei Simpson, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Spider-Pork, vero? Come non adorare quella continua battuta a forma di maialino. Ma il film ha saputo trattare temi come l’ambientalismo e il fanatismo religioso negli Stati Uniti. Che a dirla tutta sarebbero rilevanti anche per un film nel 2021. Abbinare battute intelligenti a gag stupide ha reso questa serie grande.

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La satira resta sempre al centro delle migliori puntate dei Simpson, anche se a volte vederla risulta difficile in mezzo al mezzo milione di battute assurde e alle gag visuali di Homer. Si sente, anche se non si vede, evitando di diventare pesante ma colpendo nel segno. Matt Groening ha creato questa famiglia disfunzionale per prendere in giro quelle che vedeva in tutte le sitcom in TV negli anni ’80 ma anche quelle che erano di fronte al televisore. La serie ha iniziato ha faticare quando ha avuto tutto il successo del mondo: difficile fare satira culturale quando tu stesso “sei” la cultura.

Ma oggi i Simpson avrebbero in casa tantissimi spunti per fare satira. La serie ha di recente deciso che assumerà doppiatori di colore per ogni ruolo “non giallo” nella serie, dopo essersi resa conto che molti dei personaggi della serie era stereotipi ormai superati. Potrebbe prendersi in giro in maniera ancora più caustica di come fece nel primo film.

Allo stesso modo, nel 2007 le tensioni degli ultimi anni dell’amministrazione Bush erano il materiale perfetto per la satira politica. E non serve aver letto il New York Times per sapere che gli Stati Uniti sono molto, molto separati in casa in questo momento.

Moltissimi criticherebbero la satira di un sequel dei film dei Simpson (storicamente più vicini ai progressisti, che pur prende in giro costantemente). Più ancora di quelli che criticarono il primo. Ma questo riporterebbe i Simpson al centro della conversazione. Qualcosa che non succede dal 2007.

Un nuovo film dei Simpson funzionerebbe alla grande per Disney

Dopo aver lanciato più di un film direttamente in streaming durante i lockdown, Disney ha ripreso a dare spazio al cinema alla propria produzione filmica. Questo aumenta di certo i costi ma alza anche i guadagni. Fra i franchise storici come Marvel e i film di Pixar, non ha bisogno di rischiare per incassare un sacco di soldi.

Ma Disney si è accorta subito che i Simpson sono stati il suo migliore acquisto durante l’acquisizione di Fox (anche se in prospettiva i Fantastici 4 e gli X-Men potrebbero diventare i più redditizi). L’arrivo su Disney+, a detta dei produttori, non ha cambiato il modo in cui fanno la serie. E quando Disney ha chiesto cortometraggi speciali per Star Wars e per gli Avengers, i Simpson hanno risposto entusiasti. Dimostrando che anche il “gigante” Disney sa prendere in giro i suoi franchise più redditizi.

Se dovesse puntare su un sequel del film dei Simpson, non solo porterebbe i fan al cinema (con una serie animata, i costi rientrano molto più facilmente). Soprattutto, siamo certi che gli autori coglierebbe l’occasione per prendere in giro Disney ad ogni occasione. E pensiamo che il ritorno di immagine per lo studio sarebbe enorme. Dimostrerebbe non solo di sapere prendere in giro Loki e Obi-Wan, ma anche se stessa.

Lo storico produttore Al Jean ha ammesso che stava discutendo con Matt Groening di un possibile sequel l’anno scorso, progetto poi accantonato con la pandemia. Ma ora che Hollywood si sta adattando alle misure di distanza sociale, le cose potrebbero tornare in moto. E secondo noi potrebbe essere una cosa splendida per il franchise, che si riprenderebbe il centro della conversazione, per Disney, che dimostrerebbe autoironia (e farebbe un sacco di soldi). Ma soprattutto per i fan, che potrebbero tornare a vedere tutta Springfield sul grande schermo.

Siamo onesti: non siamo sicuri che questi nostri argomenti potrebbero convincere un produttore esecutivo Disney a far partire il progetto. Ma siamo disposti a ripetere “vogliamo un altro film dei Simpson” all’infinito come Bart e Lisa quando vogliono convincere Homer ad andare da qualche parte. Voi cosa ne pensate? Vorreste rivedere i Simpson al cinema?

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Stefano Regazzi

Il battere sulla tastiera è la mia musica preferita. Nel senso che adoro scrivere, non perché ho una playlist su Spotify intitolata "Rumori da laptop": amo la tecnologia, ma non fino a quel punto! Lettore accanito, Nerd da prima che andasse di moda.

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