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PlayerUnknown’s Battlegrounds: la Battle Royale per tutti

I successi più clamorosi, si sa, non vengono mai da dove ci si aspetta, e se dovessimo nominare uno dei titoli che ha avuto più riscontro di pubblico in questo 2017 ormai uscente, sicuramente PlayerUnknown’s Battlegrounds merita un posto in prima fila.

PlayerUnknown’s Battlegrounds, conosciuto anche con l’abbreviazione PUBG, ha ottenuto cifre da record sin dal suo rilascio in early access nel marzo di quest’anno, riuscendo a vendere su Steam oltre 1 milione di copie e diventando persino il titolo più giocato in contemporanea dagli utenti sulla piattaforma di Valve, superando il record detenuto da DOTA. Il 12 dicembre è stata rilasciata la versione per Xbox One e noi di Orgoglio Nerd abbiamo partecipato all’evento di lancio in Italia, testando poi il titolo sulla console Microsoft per diversi giorni.

La domanda che ci siamo posti è: come ha fatto PUGB a conquistare milioni di giocatori? Giocandoci abbiamo ottenuto la risposta. Il titolo creato da Brendan Greene porta una ventata d’aria fresca nell’ambito dei giochi basati sul multiplayer. L’idea della Battle Royale non brilla per originalità, lo stesso Greene aveva sviluppato delle mod per Arma 2 e 3 su questo modello, ma l’autore ha saputo sfruttare una tipologia di gioco ancora inesplorata nel largo panorama del multiplayer.
L’innovazione è infatti il merito più grande del titolo, che, prendendo ispirazione dal film degli anni 2000 "Battle Royale", è riuscito a rivelarsi un prodotto divertente da giocare e anche da vedere. Parte della sua fortuna è dovuta anche ai molti utenti di Twitch e di altri servizi di streaming online, che hanno fatto innumerevoli ore di diretta su PUBG. La continua tensione che si respira nel titolo e la varietà delle situazioni, dove in ogni momento potrebbe accadere qualcosa, è sicuramente divertente non solo da giocare ma anche per gli spettatori: per questo PUBG è diventato anche uno dei titoli più guardati online.

Facciamo un passo indietro. Probabilmente molti di voi conoscono già il concept di gioco, ma per i neofiti lo rispieghiamo brevemente. Il titolo è principalmente uno sparatutto che può essere giocato in prima o terza persona. In PUBG abbiamo un’enorme mappa di circa 8 km quadrati, dove 100 giocatori vengono paracadutati, ritrovandosi nei luoghi più disparati. Lo scopo è rimanere gli ultimi in vita e, una volta atterrati, sarà nostra premura come prima cosa trovare l’equipaggiamento necessario a sopravvivere. Gli oggetti che troveremo saranno i più vari: si va da armi corpo a corpo come coltelli, machete, falcetti o padelle (!), fino a pistole e fucili vari. Non mancheranno anche medikit, bende per le cure, zaini per una maggiore capienza dell’inventario e giubbotti antiproiettili per resistere maggiormente ai colpi nemici. L’elemento più interessante della sfida è l’area di gioco, che andrà restringendosi con lo scorrere del tempo; chi si trova fuori dall’area subirà danni fino a morire.

Con questa meccanica nessuno potrà fare il camper troppo a lungo, rendendo le partite molto tattiche e studiate nelle prime fasi, per poi divenire un vero massacro verso la parte finale, quando l’area di gioco sarà così piccola da offrire difficilmente dei nascondigli. Anche l’approccio alla sfida è diverso dai classici sparatutto: se andrete a caccia di nemici appena trovata un’arma, sarete tra i primi a morire.
Uccidere i nemici, infatti, non è la parte fondamentale della battle royale: noi abbiamo fatto alcune partite in cui siamo arrivati nei primi dieci posti uccidendo soltanto una persona o addirittura non uccidendo nessuno. L’approccio strategico è quello che conta di più, permettendovi di giocare al ritmo che più preferite.

La versione per Xbox One da noi provata soffre purtroppo di alcuni problemi, prevalentemente tecnici. Il titolo non fa della grafica la sua forza nemmeno su PC, infatti i modelli dei personaggi, le animazioni e le texture del mondo di gioco sono sempre state abbastanza minimali e funzionali a gestire l’enormità della mappa e delle azioni di ben 100 persone collegate in contemporanea. La versione per console è ancora da rifinire, dato che molte texture faticano a comparire, se non dopo alcuni secondi, e il frame rate è altalenante. In una recente patch il problema del frame rate è stato migliorato, ma ad ogni modo sapevamo che attualmente il gioco è ancora in Early Access su console e, in generale, in continuo miglioramento.
I controlli traslati sul pad sono piuttosto intuitivi, e una volta presa la mano non li troverete così scomodi. Certo, mouse e tastiera restano imbattibili per uno sparatutto, ma dato che molti altri giocatori saranno nelle vostre stesse condizioni, non troverete un grosso dislivello di abilità per quanto riguarda gli strumenti. L’unico appunto da fare è la gestione dell’inventario, non troppo immediata in un titolo in cui non si può perdere troppo tempo fra i menu, dato che la pausa non esiste e ogni momento di distrazione può essere fatale.

PUBG si conferma anche su console un titolo multiplayer innovativo e originale. Se non vi infastidiscono i problemi tecnici che attualmente affliggono il gioco, troverete ore di divertimento. Se invece preferite aspettare che la situazione si stabilizzi, sappiate che, oltre a risolvere i vari bug, gli sviluppatori stanno anche lavorando a nuove modalità e mappe di gioco, infatti su PC è appena uscita la versione 1.0, e noi non vediamo l’ora di paracadutarci in battaglia.

Silvio Mazzitelli

Di stirpe vichinga, sono conosciuto soprattutto con il soprannome “Shiruz”, tanto che quasi dimentico il mio vero nome. Videogiocatore incallito sin dall’alba dei tempi, adoro il mondo videoludico perché dopo tanto tempo riesce sempre a sorprendermi come la prima volta. Scrivo ormai da diversi anni di questa mia passione per poterla condividere con tutti. Sono uno dei fondatori di Orgoglio Nerd e sono anche appassionato di tutto ciò che riguarda la cultura giapponese e la mitologia (in particolare quella nordica).

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