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Per uno spot Bruce Willis è diventato… Doraemon?

Uno spot giapponese per la Softbank vede protagonista Bruce Willis

Bruce Willis è Doraemon. Almeno, secondo la pubblicità giapponese per il 5G e la Softbank, l’attore americano interpreterebbe il famoso gatto blu. Nessun trucco, nessun costume e nessun effetto in CGI, ma solo una maglietta bianca sotto una felpa blu. Nonostante non gli somigli, sarebbe proprio lui. E ha le sembianze di Bruce Willis, l’eroe dei film d’azione degli anni ’90.

Bruce è Doraemon?

La pubblicità inizia mostrando la famiglia Softbank, un gruppo molto popolare in Giappone per quanto riguarda il mondo degli spot. Nel caso ve lo stiate chiedendo, il cane parla perché è il capofamiglia intrappolato in un corpo canino (non chiedeteci perché, ma è così) e il figlio è quel ragazzo di colore (forse è stato adottato?). Questo gruppo familiare ha già ospitato cameo di Quentin Tarantino, Tommy Lee Jones e altre personalità di Hollywood. Ora è il turno di Bruce Willis.

La madre si domanda che cosa porterà al mondo la connessione 5G. La figlia, interpretata dall’attrice e modella Aya Ueto, risponde “Porterà molte cose nel momento in cui le desideri, come Doraemon!” Il cane-capofamiglia dichiara che “Non esistono cose come Doraemon!”. Bruce Willis lo smentisce (in teoria) sfondando il soffitto e cadendo fra i calcinacci. A terra viene inquadrato un Kopter come quelli del gatto blu, un dispositivo che messo sulla nuca permette di volare.

Bruce Willis ha uno scambio di battute con la famiglia, dicendo di essere Doraemon nonostante non gli assomigli per niente, e dichiara di essere lì per restare. La famiglia afferma che dovrebbe trasferirsi nella casa accanto, Bruce si rimette il kopter e vola attraverso il buco nel soffitto. Il cane/padre gli chiede se ha intenzione di fare qualcosa per riparare il tetto che lui stesso ha sfondato, ma Bruce è già sparito.

Uno spot colmo di nonsense come possono esserlo solo le pubblicità giapponesi, ma dotato di una vena surreale molto apprezzabile. Vedere per credere.

Francesco Briola

Videogiocatore di vecchia data, estimatore di serie d'animazione e film, divoratore di documentari. Parafrasando Sin City, "ha avuto la sfortuna di nascere nel secolo sbagliato": per lui le automobili sono carrozze senza cavalli e sostiene che una spada sia mille volte più affascinante di una qualunque arma da fuoco. Schivo e riservato, è ancora a disagio nel rileggere queste tre righe.

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